Ed eccoci a scoprire il triplete dei migliori bianchi del 2024, capitanati dal notevolissimo SORRISO DI CIELO 2020 griffato La Tosa che ha messo in fila gli altri 2 bianchi altrettanto notevoli: il maestoso Lugana Riserva MENASASSO 2021 realizzato da Selva Capuzza e il DONNALUCE 2020 - rivelazione dell'anno, firmata Poggio Le Volpi - che ha saputo riscrivere la storia dei vini bianchi laziali, mai stati ad un tale livello di eleganza!
Ci siamo! E' la mezzanotte di Sabato 6 Gennaio 2024 ed ecco il primo triplete di premi riservati ai 3 Migliori Vini Rossi assaggiati nell'anno: sorpresissima sorprendente è il Lacrima di Morro d'Alba ORGIOLO 2020, realizzato da Marotti Campi. In pratica un vero e proprio outsider che, forte del punteggio massimo ricevuto (115,98), ha saputo tenere testa agli altri 2 contendenti al premio: una supercoppia formata dal toscano Chianti Classico CATIGNANO 2020 griffato Dievole e dal romagnolo Sangiovese Superiore Riserva TORRE DI CEPARANO 2015, griffato Fattoria Zerbina. Entrambi eccellenti e succosi, entrambi ai massimi livelli della rispettiva tipologia, ma "bruciati al fotofinish" dal rosso marchigiano più buono di sempre, che ha sorpreso tutti (pure me!).
Aloooooooó cocchi…..🥥🥥🥥 aloooooooooó cocche…..🥥🥥🥥❗️ Ebbene sì, non abbiamo neanche avuto il tempo di voltare pagina sul calendario, che già ci ritroviamo a parlare della fatidica data del 6 Gennaio, nota a tutti – nel mondo🌍 – come “la data degli Awards🥇🥈🥉” di Emotional Wines😉. Ebbene sì, quest’anno vi preannuncio – spoilerando? ma anche no😝 – succose (e vinose) novità.
…sono una felice scoperta in questi ultimi scampoli dell’anno: ad Alice Bel Colle, sede dei Tenimenti Ca’ Bianca – appartenenti alla galassia GIV~Gruppo Italiano Vini – nasce una bollicina dolce che ha un’equilibrio e una piacevolezza di beva di rara suggestione. Perchè all’interno della DOCG Moscato d’Asti capita di trovare vini piacioni, dolcissimi, mielosi, talvolta stucchevoli. Ma evidentemente Giandomenico Longo – enologo di Ca’ Bianca – è un appassionato~innamorato pazzo della tipologia, dato che riesce a tirar fuori l’anima del Moscato d’Asti: la dolcezza di beva è sì intensa, ma micrometricamente bilanciata da una freschezza acidulo~sapida impeccabile, su di una struttura morbida e delicata, fruttata e fragrante, che riesce a regalare emozioni forti, quasi commoventi. Siamo perciò dinanzi ad un bollicine dolce CAPOLAVORO, che si guadagna le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 con facilità sorprendente, così come sorprendente è il rapporto emozioni~prezzo ( su VINICUM viene via ben sotto i 10 €uro!). Applausi👏👏👏!
etichetta 7 | colore 9,07 | profumo 9,38 | densità 8,86 | persistenza 9,02 | tipicità 10 | struttura 8,83 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 112,16
mi ha emozionato perché è profumato, fruttato, piacevole ed equilibrato
…uguale a nessuno: in primis perché V.T., cioè frutto di una vendemmia tardiva; in secundis, perché proveniente da una regione – la Puglia – non certo “specialista” dei vini bianchi (mentre lo è per i rosati e i rossi). Eppure: alla vista è fascinosamente giallo oro con nuances verdi, al naso profuma di ananas🍍, frutta tropicale e kiwi. In bocca entra morbido, quasi impalpabile, ma poi sfodera un ventaglio di sapori che spaziano dalla pesca tabacchiera al cedro, dall’albicocca al mandarino🍊 stramaturo. Il sorso è strutturato, imponente, anche grazie ai suoi 14,5° (❗️) che stordiscono le papillle linguali, titillandole con una morbidezza e una cremosità inaudita, mai riscontrate prima in nessun altro bianco assaggiato “in my life“😍. Come se non bastasse, la persistenza aromatica è intensa e lunghissima, susseguita da un retrogusto dotato di lunghezza quasi paragonabile ad un passito siciliano. Che altro aggiungere? Che Cantele, la cantina leccese che realizza questo INEGUAGLIABILE Teresa Manara Chardonnay Salento IGP “quattordici settembre duemilaventuno”, ha sfoderato l’asso nascosto nella manica, per ambire – con merito – al premio riservato ai migliori BIANCHI DELL’ANNO, negl’imminenti Emotional Awards🏅 del proximo 6 Gennaio, sempre su questi schermi. Intanto propongo una standing ovation👏👏👏 dedicata a Gianni Cantele, enologo “di famiglia”, supportato in vigna da Cataldo Ferrari, per aver anche solo pensato ad un vino bianco di questa portata, perlopiù uscendo con un prezzo – intorno ai 20 €uro – che rafforza fortissimamente il valore irrangiungibile di questa stra-ordinaria etichetta pugliese. 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 gustosissime😋!
etichetta 7 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 117
mi ha emozionato perché è profumatissimo, cremoso, strutturato e persistente!
Oggi siamo a Siena, nella campagna ilcinese, dove sorgono le vigne utilizzate per il cru Ginestreto 2019: è l’assaggio odierno, il Rosso di Montalcino DOC realizzato da Fuligni. Che mi sarei aspettato essere un rosso corposo, tannico, opulento, come capita spesso per i vini di questo meraviglioso pezzo di Toscana. Ma Ginestreto è un’altra cosa: di color rubino lucente ma non certo intenso, profumato (con garbo) di frutti rossi e violetta, scompiglia le carte in tavola a chi si aspettava un Rosso di Montalcino dal carattere potente e intenso. Qui c’è un sorso di grande eccellenza, che sorprende le papille linguali con un’ampiezza palatale “sferica”, tridimensionale, ad esaltare il maestoso equilibrio tra le note acidule e il ricco bagaglio fruttato. Cosa aggiungere oltre? Emozioni a non finire e una piacevolezza di beva di rara eleganza, per questa sorprendente etichetta di casa Fuligni. Ca va sans dire, 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 per l’INEGUAGLIABILE Rosso di Montalcino DOC Ginestreto 2019, un’inattesa e sorprendente realizzazione del duo enologico~agronomico Paolo Vagaggini~Federico Ricci, per una piccola (siamo sotto le 80.000 bottiglie annue) grande Azienda ilcinese, che fa valere la sua “esperienza” ultra 50ennale e la confluisce in questa bottiglia. Tanto di cappello🎩 anche a Maria Flora Fuligni, proprietaria della fascinosa Tenuta [scoprila qui].
etichetta 7 | colore 10 | profumo 9,47 | densità 9,64 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 116,11
mi ha emozionato perché è elegantissimo, fruttato e persistente
Che il Friuli Venezia Giulia sia “terra di bianchi”, non ci piove: decenni fa, quando ero ancora nella fase di passaggio dall’astemìa alla vinofollìa🤪, rimasi letteralmente “stordito” di fronte ad un bianco friulano (era il Bianco della Castellada, un vino monumentale). Da lì in poi, capii come il terroir, le zone vocate, i vitigni giusti nel posto giusto, possano sortire “quasi automaticamente” risultati fuori dall’ordinario. E l’assaggio di oggi – SPOILER😎 – ne è una conferma. Siamo a Pavia di Udine, frazione Risano, dove la family Pighin [scoprila qui] realizza – con un blend di uve malvasia/ribolla/tocai – il Bianco DOC Soreli, pluripremiato con i 5 grappoli🍇🍇🍇🍇🍇 Bibenda e i 3 bicchieri🍷🍷🍷 Gambero Rosso: non male come palmarès, vero? E se poi “dietro ai premi” c’è solo un vino decente ma non oltre (talvolta è capitato…)? L’annata è la 2019, il colore è giallo dorato, i profumi sono un mix di frutta a polpa gialla, con l’ananas🍍 in bella evidenza. In bocca, entra con fresca eleganza, con toni fruttati dolci e coerenti al naso👃, poi vira verso una morbidezza garbata, poichè ben sostenuta da una vena sapido~acidula. La persistenza aromatica è lunghissima ed intensa, idem il retrogusto. Applausi👏 👏 👏 scroscianti a Manuel Bracco in vigna e a Cristian Peres in cantina, che riescono a far la felicità di Fernando Pighin &family. Felicità che viene “cristallizzata”😋 all’interno delle bottiglie dell’INEGUAGLIABILE Soreli 2019: uno dei pochissimi specials sotto la soglia dei 21 €uro. Che altro aggiungere? Che “la felicità” non è mai stata così succosa e sostenibile: 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 emozionanti, per godere come ricci, ma senza svenarsi!
etichetta 7,50 | colore 10 | profumo 10 | densità 9,37 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,35 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 116,22
mi ha emozionato perché è fragrante, profumato, morbido, persistente ed elegante
Il title spudoratamente spoilerante😛 racconta con un termine – elegante – l’essenza dell’assaggio odierno. Oggi siamo a Moncucco – frazione di Farigliano, nel cuneese – a scoprire un rosso “contadino” della tradizione vinicola piemontese, il Dolcetto Sorì Dij But 2019 griffato Anna Maria Abbona (Vignaioli Indipendenti – FIVI). Al colore, il vino è rosso porpora con nuances rubino; al profumo, un timido mix di frutti rossi. Ma è in bocca che il Sorì Dij But tira fuori le sue carte migliori: in primis una grande rotondità di beva, in secundis un’eleganza inattesa per un rosso piemontese che sta in fascia 12~15€. Tannino morbidone, quasi impalbabile, a sostenere una struttura soltanto media, con la persistenza un filo corta, così come il retrogusto. La sensazione è che questo Dogliani DOCG Sorì dij But 2019, sia solo un assaggio, sia solo “un trailer” – passatemi il termine – delle potenzialità espressive del Dogliani made by Anna Maria Abbona [scoprila qui]. Che magari trova maggior ricchezza di frutto e vinosità nei cru Maioli e San Bernardo, sempre a base di uve🍇 dolcetto, sempre realizzati dal duo agronomico~enologico Franco Schellino~Giorgio Barbero. Secondo Vitæ 2023 non è così, dato che il maximo punteggio delle 4 viti le affibbia proprio al Sorì dij But (invero, all’annata 2021, che mi procurerò per un confronto diretto). Io mi allineo al giudizio dell’Al.Qu.Pro. che lo valuta STRABUONO di zona alta e confermo di aver assaggiato un sorso elegantissimo, di eccezionale piacevolezza, ma con le voci struttura/persistenza/retrogusto, fin troppo misurate, quasi avessero “il freno a mano” tirato…
etichetta 7,50 | colore 9,27 | profumo 8,67 | densità 8,54 | persistenza 8,37 | tipicità 8,93 | struttura 8,65 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,11 | ribevibilità 9,77 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 107,81
mi ha emozionato perché è morbido, elegante e di grande piacevolezza
…negli anni: l’annata in mio possesso – in assaggio oggi – è la 2020, premiata con i 5 grappoli🍇🍇🍇🍇🍇 da Bibenda. Ma le annate precedenti e quelle successive, hanno raccolto pure le 4 viti di AIS~Vitæ, il voto maximo di 99/100esimi da Luca Maroni e altri premi “a giro per il mondo🌍”. Manca solo la voce de “il Giudizio Universale”😉 (by Emotional Wines!) al palmares di questo vino realizzato dalla cantina laziale Poggio Le Volpi [scoprila qui]. Bottiglia esteticamente STRA-TO-SFE-RI-CA (❗️): di dimensioni e peso superiori alla media (sembra più una bottiglia da 1 litro, che da 0,75), con un’etichetta bellissima, elegantissima, realizzata in modalità state-of-the-art. Tutta questa “bellezza del vestito” mi preoccupa sul contenuto: spesso, se non sempre, l’abito non fa il monaco… fatte salve le cd. eccezioni e magari sarà il caso del Donnaluce 2020 (chi può dirlo? lo scopriremo solo bevendo😋). Che si presenta di un bel giallo dorato nel calice, con bei profumi di frutta a polpa gialla: in particolare, si percepiscono nuances di albicocca e pesca tabacchiera. In bocca appare denso, morbido, rotondo, elegante. Ecco, ho detto tutto sul carattere di questo “blend di uve malvasia e chardonnay” laziale, che si accaparra con estrema facilità le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 riservate ai vini CAPOLAVORO, qual è il Bianco Lazio IGP Donnaluce 2020 griffato Poggio Le Volpi. Indubbiamente Felice Mergè, proprietario ed enologo di questa bella realtà dei Castelli Romani – siamo a Monte Porzio Catone – ambisce a realizzare uno dei bianchi più morbido~eleganti del panorama vinicolo nostrano. E secondo il mio umile e modesto parere degustativo, ci riesce alla grande…👏👏👏 (applausi scroscianti) Post Scriptum: pensando e ripensando a quel fin troppo generoso voto di 99/100 espresso dall’enoMaster Luca Maroni, mi sovviene una critica “costruttiva” per il Donnaluce. Pur essendo dinanzi ad una bottiglia di alto livello gustativo, se soltanto Felice Mergè riuscisse ad aggiungere profondità e tridimensionalità al sorso – con un touch di maggior sapidità e mineralità, le note deboli di questo vino – farebbe volare ancora più alto il Donnaluce, che entrerebbe meritatamente nel gotha degli “specials“: quei vini memorabili/ineguagliabili, uguali a nessuno.
etichetta 7,50 | colore 10 | profumo 9,36 | densità 10 | persistenza 9,30 | tipicità 10 | struttura 9,02 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,91 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,09
mi ha emozionato perché è denso, morbido, rotondo ed elegante
Cara Chiara, possibile che tu non capisca dove finisce la fuffa ed inizia il mondo reale? Non ho capito il motivo di rispondere in modo piccato davanti ad un’accusa precisa, motivata, descritta in ogni minimo particolare dal denunciante. Che, bada bene, non è un gruppo formato da haters che ce l’hanno con te per partito preso; né una banda di bimbiminkia invidiosi del tuo successo. Il denunciante è l’Autorità dell’Antitrust e, di conseguenza, anche il Codacons (Associazione a tutela dei consumatori) si è mosso per il risarcimento del danno, causato dal sovrapprezzo simulante la (falsa) beneficienza del “tuo” pandoro griffato PinkChristmas. Chiara, dammi retta: fatti una doccia di umiltà e invece di arrampicarti sugli specchi di una difesa a dir poco infantile, riconosci il tuo plateale errore, chiedendo pubblicamente “scusa” e paga quel che c’è da pagare, senza SE e senza MA. Così minimizzi i danni alla tua “brand reputation” ed eviti strascichi pericolosi sia lato giudiziario, sia lato economico, sia lato personale. Perché se ti incaponisci e magari credi davvero di non essere nel torto marcio, poi ti fai male. E alla storia della tua presunta e inverosimile buona fede, non solo non ci crede nessuno, ma è disturbante il tuo far trasparire arroganza e supponenza nel difendere l’indifendibile. Poi, oh, fai come vuoi: ognuno è artefice del proprio destino e nell’era del luccicante e dorato mondo del web, non è facile assurgere al successo planetario che hai conquistato te, negli anni. Ma è facilissimo “cadere dal trono”: basta un pandoro…
[with love❤️, Ⓣ𝑒𝗱𝕕🆈wΐ🅽e]
🐻
Post Scriptum: 《Dicevano tante cose su di me. Dicevano che non avevo abbastanza carattere. Dicevano che non avrei fatto tanta strada, che avrei dovuto chiedere il pèrmèsso***, che non avrei trovato il mio posto nel mondo. Dicevano che non sarei mai stata come gli altri, ma su quèsto*** avevano ragione. Ssshhh…》 Alla luce delle ultime vicende, c’è poco da far silenzio, anzi… Nel sottolineare un “mood disturbante” sia nei testi di una pubblicità così supponente~arrogante (coerente con il brand pubblicizzato e con l’interprete), che nella chiusa finale – con l’invito a far silenzio decisamente fuori luogo – viene a galla la vera anima della Ferragni. Che non si può descrivere a parole, poiché scivolerei nel turpiloquio… Post Scriptum bis:*** “permesso” e “questo” non possono essere letti come ha fatto la Ferragni nello spot, cioè con la “è” ad accento grave. L’italiano e la grammatica sono una cosa seria. Ma, evidentemente, gli autori e l’interprete dello spot, se ne fregano spudoratamente, comportandosi da ignoranti in materia. E il gesto del silenzio, a questo punto, gli si rivolta contro. Come dice il vecchio proverbio? Chi la fa, l’aspètti. Shhhh…🤫
… di spiccata tipicità, con una beva dolce ma non dolcissima, mielata ma non stucchevole: c’è una vena di sapidità di fondo, che rende bevibile ad libitum – come rare volte capita per la tipologia – questo vino da dessert realizzato dalla cantina romagnola Celli, in quel di Bertinoro. Ma facciamo un passo indietro, partendo dall’inizio: Solara 2018 – questo il nome del vino dolce in assaggio oggi – si presenta di un bel giallo dorato alla vista, mentre al naso profuma di albicocca, di melone, di ananas🍍, con un pouffe di note erbacee in lontananza. In bocca, entra con delicata eleganza, per poi aprirsi a ventaglio e titillare le papille linguali con un sorso di raro e fascinoso equilibrio: la dolcezza c’è, ma è perfettamente contrastata da una vena sapida di fondo – impalpabilmente acidula – che trasforma questa semplice ed economica (siamo sotto i 20€ per la bottiglia da 50 cl) etichetta di Albana Passito Romagna DOCG Solara 2018, in un CAPOLAVORO di fascia altissima, con le 4 dolcissime coppe🏆🏆🏆🏆 che, quasi quasi, ne meriterebbero una 5°. Ma l’Al.Qu.Pro. dice NO all’ingresso in fascia maxima, pur valutando con un voto altissimo questo delizioso nettare dolce made-in-Bertinoro. Fa il vino Emanuele Casadei, supportato in vigna dall’agronomo – e comproprietario con lo stesso Casadei – Mauro Sirri. Per loro, dolci applausi👏👏👏 (e per me, che mi sono scolato mezza bottiglia in un nanosecondo, dolci sogni😋…)
etichetta 8 | colore 10 | profumo 9,56 | densità 9,37 | persistenza 9,69 | tipicità 10 | struttura 9,23 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,67| ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,52
mi ha emozionato perché è fruttato, fragrante, persistente e piacevolmente dolce
Siamo ai “titoli di coda” del 2023 e quindi all’ultima tranche di assaggi per l’anno in corso… pertanto, a suggello dei 12 mesi vino~emozionali vissuti su questo schermo, c’è la data da non perdere assolutamente per niente al mondo: sabato 6 Gennaio 2024, Emotional Awards❗️
Post Scriptum: per caso, volevate mica scoprire in anticipo quali sono i vini in assaggio questo mese, vero? Lo chiedo perché, in questo Dicembre 2023, la sorpresa vien da sé e di assaggi non ve n’è [saluti natalizi🎄 da Rimatore🎅Seriale].
Post Scriptum bis: chiedo scusa per l’intromissione del mio alter ego in questa tasting preview di fine anno, ma la realtà è proprio quella sopra descritta. I vini in assaggio non mancheranno, ma neanche addormentato fino alla Notte di Capodanno, i nomi in anticipo spoilerati saranno…[R.🎅S.]
Non è uno scherzo. E non è neanche la prima volta che, su questo blog~notes, sono presenti etichette di vini acquistati al supermercato. È comunque un debutto, per un vino della linea “FiorFiore Coop”. Il produttore, Cleto Chiarli, non credo abbia bisogno di presentazioni e, se proprio devo, mi limito a sottolineare che stiamo parlando di un’Azienda “lambruschista emiliana” da 1 milione di bottiglie annue. Che magari può apparire come un nano, rispetto alle corregionali Cantine sociali che sfornano annualmente decine e decine di milioni di bottiglie. Ma è un grande nano, del quale oggi assaggiamo il Casalguerro 2022: rosso porpora alla vista, bollicina di estremo equilibrio in bocca, con un sorso lievemente abboccato (ma non troppo) e dotato di un’appagante vinosità e fragranza di frutto. Non è – e non vuole esserlo – una bomba💣 di Lambrusco, lato concentrazione: c’è comunque una struttura sufficiente a regalare piacevoli emozioni di beva (e riBeva🤪) e questo è indubbiamente il punto di forza del Lambrusco di Modena DOP Casalguerro 2022 griffato Cleto Chiarli per FiorFiore Coop. Piacevolezza TOP + RiBevibilità TOP + Prezzo TOP (siamo sotto i 7 €uro) possono bastare per renderlo un CAPOLAVORO? Al.Qu.Pro., l’Algoritmo Qualitativo Proprietario ha dato l’🆗️: e siccome ogni decisione valutativa spetta a LUI (ed è inopinabile), non posso far altro che assegnare le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 di merito al Casalguerra 2022 e…. spremere la bottiglia fino all’ultima goccia😜! Post Scriptum: fa il vino la coppia Filippo Mattioli~Michele Faccin, rispettivamente in vigna~in cantina. Bravi👏👏👏!
etichetta 7 | colore 8,91 | profumo 9,04 | densità 8,61 | persistenza 8,49 | tipicità 9,75 | struttura 8,26 | discesa in gola 9,71 | retrogusto 8,52 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 108,29
mi ha emozionato perché è fruttato, succoso, fragrante e beverino
La domanda sorge spontanea e riusciremo – forse – a trovarne risposta al termine dell’assaggio odierno, che proviene dal “sacro terroir” di Bolgheri e dintorni. Siamo sulla costa toscana, in quel di Castagneto Carducci, ove è ubicata la cantina Aia Vecchia, “creatrice” del Lagone 2021: un vino da tavola – ops, Toscana IGT – che rispetta rigorosamente il mix di uve cabernet sauvignon + merlot + cabernet franc, ovvero “il taglio bordolese”, cioè l’assemblaggio di uve originarie della zona di Bordeaux, che hanno poi trovato fortuna in Toscana e in particolare – vedi Ornellaia e Sassicaia, giusto per citare 2 luxury wines – nel bolgherese. Ecco il senso del title: siamo proprio sicuri che abbia ancora senso parlare di taglio bordolese? La risposta, disarmante, ce la dà proprio Lagone 2021, un’etichetta dal costo che supera di poco i 10 €uro: di color rosso rubino intenso, profuma di more, ribes e cuoio. Ma è al palato che tira fuori le sue carte migliori: di struttura importante, si fa amare per una beva dannatamente elegante e, nello stesso tempo, very strong. Ad occhi bendati, senza sapere cosa stia bevendo, avrei scommesso di essere davanti ad un supertuscan di prezzo triplo o quadruplo: perché questo Toscana IGT Lagone 2021 griffato Aia Vecchia, è un CAPOLAVORO senza se e senza ma, con la feature di un prezzo davvero onesto. Cosa aggiungere oltre? Applausi👏👏👏 scroscianti alla family Pellegrini che produce questo vino TOP, proponendolo ad un prezzo piccolo piccolo. Circoletto⭕️ rosso, propedeutico – e in odore di podio – agli EmotionalAwards del 6 Gennaio 2024, nella categoria “Vini dal miglior rapporto emozioni/prezzo”.
etichetta 7 | colore 9,44 | profumo 9,28 | densità 9,73 | persistenza 9,66 | tipicità 10 | struttura 9,77 | discesa in gola 9,51 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,87 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 114,26
mi ha emozionato perché è strutturato, elegante e persistente
La domanda sorge spontanea, poiché il Bianco Veronese IGT Exemplum 2022 non è realizzato con un blend di uve pregiate, bensì con del comunissimo trebbiano vinificato in purezza (!). Ci vuole audacia e coraggio per una scelta del genere, ma evidentemente la family Vicentini, ideatrice del vino in assaggio, ha curato ogni dettaglio – sia in vigna, che in cantina – per arrivare al risultato voluto. Colore giallo pallido, olfatto fruttatissimo di susina, pesca, ananas e cedro: un fruit-mix che, coerente al naso, ritorna anche in bocca, con un sorso estremamente ricco, fragrante e beverino. La persistenza aromatica sulle papille linguali e il conseguente retrogusto, in deglutizione, sono di inaudita intensità e piacevolezza – che fanno volare altissimo l’Exemplum, proiettandolo nell’Olimpo dei bianchi – con un grip acidulo sul finale, che lo riporta sulla terra, ma lo rende dannatamente dissetante. Che altro aggiungere? Che siamo dinanzi ad un altro super-bianco targato Vicentini! Dopo Il Casale (over the top👑) e Terrelunghe (top-wine), 3° win-wine per la cantina di Colognola ai Colli: il Bianco Veronese IGT Exemplum 2021 è un CAPOLAVORO di fascia alta, che si accatta, in souplesse, le meritatissime 4 coppe🏆🏆🏆🏆. Chapeau🎩 obligé! Post Scriptum: il tappo “a vite” – che sa tanto di vino low-cost acquistato al discount – in realtà è perfetto per mantenere intatte fragranza ed aromaticità di un vino del genere, che probabilmente, con il classico sughero, potrebbe essere esposto ad evoluzioni imprevedibili. Ineccepibile, tecnicamente e teoricamente parlando, ma… io preferisco il sughero: perché il vino è “una cosa viva” e qualche nanoparticella di ossigeno non ha mai fatto male a nessuno (anzi…), mentre l’azione sigillante di uno Stelvin (boh…).
etichetta 7 | colore 8,93 | profumo 10 | densità 8,92 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,42 | discesa in gola 9,76 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 114,03
mi ha emozionato perché è fruttato, fragrante, persistente e dissetante
Dopo ben 3 vini assaggiati per “Emotional Wines 2022” nel corso del 2021 [scoprili qui e pure qui ma anche qui], ritorna su questi schermi Gianni Doglia ed una sua Barbera d’Asti DOCG dal nome curioso – Bosco Donne – e dal prezzo invitante, sotto i 13 €. Barbera, che si presenta di un bel rubino scuro vestita, dai vibranti profumi di frutti rossi – con le amarene in evidenza – ed un attacco in bocca succoso e materico. Effettivamente parrebbe trattarsi di un vino non filtrato, data la “masticabilità” di questo rosso piemontese, proveniente da Castagnole delle Lanze, nell’astigiano. Anyway, il sorso si fa apprezzare per la golosità fruttata e ciliegiosa🍒, senza farsi mancare la giusta acidità, che dona freschezza e facilità di beva, ed una struttura a basso grip tannico, ma non certo esile. C’è equilibrio e c’è tanta frutta in questa Barbera d’Asti DOCG Bosco Donne 2020, che si va a posizionare al vertice della fascia STRABUONO. 3 coppe🏆🏆🏆, quindi, a questa valida etichetta di Gianni Doglia, a riconferma dell’elevato livello qualitativo raggiunto dalla cantina astigiana [scoprila qui]. Post Scriptum: da segnalare un rapporto emozioni/prezzo da oscar!
etichetta 8 | colore 9,23 | profumo 9,29 | densità 9,34 | persistenza 8,47 | tipicità 9,03 | struttura 8,58 | discesa in gola 9,16 | retrogusto 8,42 | ribevibilità 9,27 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,15
PUNTEGGIO TOTALE 107,94
mi ha emozionato perché è succoso, materico e ciliegioso🍒
… sorprende per succosità di beva e piacevolezza globale. Ma andiamo per ordine, partendo dall’Azienda che lo realizza – Fattoria del Cerro – e il luogo di provenienza – Acquaviva, frazione dello splendido borgo di Montepulciano – dove crescono i grappoli🍇 di prugnolo gentile ovvero il sangiovese grosso “versione poliziana”. Il Silineo 2018, premiato dal Gambero🦐 Rosso con i 3 bicchieri🍷🍷🍷, è un Vino Nobile di Montepulciano DOCG, che si presenta di color rosso scuro intenso, con netti profumi di amarene, more e un pouffe di cuoio sullo sfondo. In bocca entra polposo, strutturato, sfoderando una ricchezza di beva davvero fascinosa e quasi inattesa, dato che in altri assaggi di altre etichette di Nobile, raramente ho riscontrato la concentrazione di frutto del Silineo. La tannicità, giustamente presente, regala poi una persistenza ad alta intensità e lunghezza; idem dicasi per il retrogusto, con una lieve nota ferrosa sul finale che non disturba più di tanto. Cosa aggiungere oltre? A meno di 15€, godere di un CAPOLAVORO di tale livello, gratifica gola, mente e portafoglio. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 strameritate per Silineo, per Fattoria del Cerro [scoprila qui] e per gli autori di tale suuuper Nobile: Franco Fierli in vigna e il duo Riccardo Cotarella/Emanuele Nardi, in cantina. Chapeau🎩 + applausi👏👏👏 per tutti!
etichetta 8 | colore 9,80 | profumo 9,63 | densità 9,58 | persistenza 9,76 | tipicità 10 | struttura 9,54 | discesa in gola 9,30 | retrogusto 9,55 | ribevibilità 9,85 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,01
mi ha emozionato perché è profumato, strutturato, tannico e persistente
Malvasia fa rima con Lombardia: oggi siamo a Milano, e più precisamente, a San Colombano (incipit by Rimatore Seriale-il ritorno😁). Antonio Panigada è il viticoltore indipendente che oltre ai suoi Banino in versione rosso, bianco, rosa, realizza anche questo Aureum passito, premiato con il Sole🌞 di Veronelli proprio nell’annata 2017 (e nel report veronelliano di 2 giorni fa non c’era, poichè il premio risale alla Guida Oro di 2 anni fa😱). Che si presenta – alla vista – di color oro ambrato, con una bella densità (seppur non troppo viscoso, come capita con alcuni vini passiti) e – al naso – profumato di albicocca, con un pouffe di vaniglia sullo sfondo. Attacco in bocca estremamente elegante, grazie ad una struttura media, decisamente non sontuosa, non troppo concentrata, ma che sa esprimere la propria ricchezza estrattiva con una beva in perfetto equilibrio tra la dolcezza mielosa, albicoccosa – senza però scadere nello stucchevole – e la sapidità di fondo, invero molto tenue, ma “giusta”. Attimo dopo attimo, questo Aureum 2017 fa emozionare intensamente chi gli si avvicina per la prima volta, come nel mio caso: intanto, perché dotato di una personalità “magnetica”, quasi sfuggente e contemporaneamente eccitante; eppoi perché sfodera una persistenza aromatica di una lunghezza (in bocca e in gola) che definire infinita sarebbe limitante… Mi fermo qui, perchè sono rimasto emozionalmente spiazzato da questo vino dolce 《de Milan》e non posso far altro che constatare quanto siano strameritate 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 elegantissime per l’INEGUAGLIABILE Banino Aureum Passito Collina del Milanese IGT 2017, “integralmente prodotto e imbottigliato all’origine” da Antonio Panigada, a San Colombano sul Lambro. Applausi 👏 👏 👏 milanesi! Post Scriptum: Banino Aureum è proprio una “creatura d’autore” dato che Antonio Panigada – Vignaiolo Indipendente aderente alla FIVI – ha la triplice veste di agronomo, enologo, produttore. Battuda de man 👏👏👏! Post Scriptum bis: circoletto⭕️ rosso per il rapporto emozioni~prezzo, dato che un passito di livello “specials sotto i 20 €uro” è più unico che raro.
etichetta 9,75 | colore 10 | profumo 9,72 | densità 9,56 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 8,21 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 117,24
mi ha emozionato perché è profumato, fruttatissimo, delicato, mieloso ed elegante
In ANTEPRIMA NAZIONALE, tra pochi minuti… [LIVE❗️da Parma]
Spoilero subito – per immagini – i 5 Migliori Assaggi dell’anno nelle categorie:
⭐️⭐️⭐️ Miglior Rosso
⭐️⭐️⭐️ Miglior Bianco
⭐️⭐️⭐️ Miglior Rosa
⭐️⭐️⭐️ Miglior Bollicina
⭐️⭐️⭐️ Miglior Dolce
Eppoi ci sono i 10 Sole🌞 :
Post Scriptum: Organizzazione & Concept dell’evento da 10 e lode (mai assistito prima ad una presentazione Guida Vini di tale livello!) e applausi 👏 👏 👏 scroscianti.
Post Scriptum bis: domani, tutti i dettagli e il racconto dei 10 Sole🌞 + i 5 Migliori Vini 👑 con il punteggio più alto della Guida Oro 2024, suddivisi per categoria.
RECAP : : ed allora, a palle⚾️🥎 ferme, proviamo a raccontare la stupefacente Opera d’Arte “instant classic” che è stata la presentazione della nuova Guida Oro de I Vini di Veronelli 2024, andata in onda ieri pomeriggio in una location “teatrale”, qual è la Sala Ipogea del Paganini Congressi in quel di Parma. Senza farvi mancare la mia personale (e indiavolata👹) valutazione dei “curatori” della Guida, alla luce di quel che hanno espresso sul palco parmense.
CONDUCTOR : : una brillante (e perfetta nei tempi) Simonetta Lorigliola, impeccabile in ogni suo intervento – quasi come se fosse dinanzi ad casting per la conduzione del Festival di Sanremo (nel caso, promossa a pieni voti🤩) – è stata la sorpresa felice del pomeriggio. VOTO: 10 cum laude. Purtroppo, però, tale performance ha contribuito involontariamente a far risaltare le pecche dei co-conduttori, o meglio, i curatori della Guida. Magari esperti e preparatissimi nei giudizi di assaggio e nella selezione dei vini più meritevoli di attenzione: sicuramente “centrati~a fuoco” i 10 vini insigniti del sole🌞, così come sono apparsi eccellenti i migliori assaggi delle 5 categorie di vino premiate, ovvero Miglior Rosso, Miglior Bianco, Miglior Rosa, Miglior Spumante, Miglior Dolce. Ma un po’ impacciati nel “reggere il palco” e quindi ecco i miei voti impietosi👺…
Gigi Brozzoni VOTO: 8 (si capiva da lontano un miglio, che il palco era l’ultimo luogo dove voleva essere: il suo piglio descrittivo, narrativo, faceva a botte con la sensazione di trovarsi fuori contesto, pur mostrandosi preparato e molto “veronelliano” nei vari interventi).
Alessandra Piubello VOTO: 7 1/2 (un filo aggressive nel tono di voce, ma precisa e chiara nei vari interventi, con quello “stile da prof” che la rendeva antipaticamente simpatica😎)
Marco Magnoli VOTO: 7 1/2 (con uno stile un filo asettico, mi è apparso defilato, sottoesposto: ma forse la pacatezza è semplicemente il suo lifestyle)
Andrea Alpi VOTO 9 1/2 (la voce baritonale e il piglio da speaker radiofonico, lo hanno elevato “a un passo dalla Simonetta”😜)
Angela Maculan VOTO 9 (brillante, affabile, incisiva nei rari interventi: dovevano “utilizzarla” di più)
Angelo Gaja VOTO: 10 (a sorpresa – visto che era sul palco a ritirare il premio ricevuto dal suo Sorì Tildin – si è mosso in stile Amadeus/Fiorello e ha catturato l’attenzione stile Giucas Casella). GLI ASSAGGI : : facendo di tutta l’erba un fascio e calcolando il prezzo di vendita “da gioielleria” di alcune etichette premiate, mi sarei aspettato di sobbalzare sulla sedia ripetutamente, grazie a dei “picchi emozionali” che, speravo, coerenti con i prezzi. Ma si sa: chi visse sperando…😜 MIGLIOR VINO ROSSO ⭐️⭐️⭐️Barbaresco Sorì Tildin 2020 GAJA: beva che trasuda eleganza e con quella piacevolissima acidità, che è certamente foriera di un vino dalle potenzialità di lunghissima durata nel tempo. Ma un 500ino, per accaparrarselo, è un prezzo “fuori dalla grazia di Dio”. Se solo provassimo a confrontarlo con altre bottiglie della stessa tipologia, che costano 1/10 o anche 1/15 del Sorì Tildin, capiremmo platealmente perché. << come, scusa? non esistono vini paragonabili a quelli di Gaja…>>
MIGLIOR VINO BIANCO ⭐️⭐️⭐️Ornellaia Bianco Toscana 2020 ORNELLAIA: la griffe è garanzia assoluta di aristocraticità e valore intrinseco del brand (TOP), ma il rapporto emozioni/prezzo è bassissimo, anche perchè (ridaje👹) potrei confrontarlo con un tris di bottiglie che costano 1/10 dell’Ornellaia (e che conosco bene), che gli terrebbero testa sia per la ricchezza di frutto, che per la piacevolezza globale. Punto “esclusivo” di forza: una mineralità inedita e fascinosa. Forse si paga tale plus, invero stra-ordinario😍.
MIGLIOR VINO ROSA ⭐️⭐️⭐️Etna Rosato 2022 GIROLAMO RUSSO: freschezza, piacevolezza, lunghezza del sorso, possono sembrare le solite doti ordinarie della tipologia (ci puo’ stare…), ma qui c’è una persistenza aromatica e un retrogusto che hanno a che fare con lo stra-ordinario. E probabilmente, in fase di assaggio, i curatori della Veronelli’s Guida Oro 2024, se ne sono accorti. E lo hanno meritatamente insignito del premio “miglior vino rosato”, ma sbadatamente usando il termine rosato anziché rosa (sarà un refuso? possibile dimenticarsi che la tipologia è quella dei Vini Rosa – che comprende i Rosato, i Cerasuolo, i Chiaretto, etc. – e che da almeno 5 anni LINK>>>https://www.enolo.it/vino-rose-rosexpo-vino-rosa/#:~:text=Il%20vino%20prodotto%20con%20uve,di%20Negramaro%20promotrice%20dell’evento.<<<LINK è alla disperata ricerca di un’identità che gli spetta per merito e per diritto?)
MIGLIOR VINO SPUMANTE ⭐️⭐️⭐️Trento extra brut Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2012 FERRARI F.LLI LUNELLI: cremoso, elegantissimo, fruttato, strutturato, persistente. Pur non essendo amante di tale tipologia, questa Riserva 2012 la riconoscerei perfino bendato: bollicina un filo esuberante ma gustativa di grande ricchezza e retrogusto di lunghezza infinita.
MIGLIOR VINO DOLCE ⭐️⭐️⭐️Vin San Giusto Toscana Bianco Passito 2015 SAN GIUSTO A RENTENNANO: un “mancato” Vin Santo Toscano stratosferico e immensamente dolce, a tratti mieloso, nonché caramelloso, sicuramente viscoso, ma indiscutibilmente strepitoso-oso-oso-oso…🤪 per persistenza – che non finisce proprio mai! – e morbidezza di beva, con un’alcolicità davvero impalpabile. Infatti, pur non riuscendo a rispettare la gradazione alcolica minima, richiesta dal disciplinare della DO Vin Santo Toscano (minimo 12°, mentre qui si scende sotto i 10°), riesce a rispettare la golosità del fortunato fruitore di questo Bianco Passito Toscana 2015, griffato San Giusto a Rentennano.
Per quanto riguarda i 10 Sole🌞, mi limito ad accennare quale sia la triade dei miei preferiti: 🌞Grignolinod’Asti Parcella 505 2021 I PARCELLARI: più che un Grignolino, sembra un GRIGNOLONE😱, tanta è la ricchezza fruttata che emana nel calice, per poi ripetersi anche al palato. Risultato di alto livello per la tipologia, ma anche “in assoluto”!
🌞Trecento Vino Rosso 2015 FRANCO MARIA MARTINETTI: un vino succoso, a tratti agrumato, a tratti balsamico, di spettacolare vinosità sulle papille linguali e di memorabile piacevolezza globale. Chapeau🎩 a Franco Martinetti e al suo Rosso da urlo!
🌞Predappio di Predappio Romagna Sangiovese Riserva Vigna del Generale 2020 NICOLUCCI: un Sangiovese Superiore di Romagna tannico, concentratissimo, sapido, ma anche rotondamente succoso. Un rosso romagnolo archetipale e contemporaneamente unico nel saper gestire le doti di profondità e di spensieratezza, per poi “sprecarle” in un plebeo bicchiere di sangio romagnolo dannatamente tipico, indubbiamente suuuper!
Termina qui il succinto report della Presentazione I Vini di Veronelli 2024 Guida Oro, un tomo di 1.150 pagine da leggere con calma, magari in compagnia di uno dei vini valutati e firmati con la sigla di chi li ha assaggiati: a GB (Gigi Brozzoni), MM (Marco Magnoli), AP (Alessandra Piubello) e alla Redazione tutta del Seminario Permanente Luigi Veronelli, ivi inclusa la Presidente Angela Maculan, vanno i miei più avvinati e sinceri complimenti per la Guida e per la presentazione della stessa. Senza dimenticare che tale opera è il frutto di una Fondazione senza scopo di lucro e ricordando che Il Seminario Veronelli sostiene i progetti di ACRA, con la donazione delle “seconde bottiglie” inviate dai Produttori per la realizzazione della Guida e non utilizzate nelle degustazioni.
Cecilia Cinelli, fondatrice dell’ONLUS, ha spiegato che la donazione sosterrà i progetti e le attività di ACRA di Educazione alla Cittadinanza Globale e di dialogo interculturale che hanno l’obiettivo di promuovere uno sviluppo sempre più sostenibile per le persone e l’ambiente, e valorizzare tutte le diversità che caratterizzano il nostro Paese.
Chiudo con un ipse dixit drammaticamente attuale…
Le guerre, le violenze, le tragedie continueranno sino a che esisteranno fedi che non siano la sola fede dell’uomo per l’uomo. [Luigi Veronelli]
Della cantina toscana Dievole, m’incuriosisce il Chianti Classico Petrignano 2019 – premiato “Rosso dell’anno” dalla guida vini Gambero🦐 Rosso 2023 – che potrete “assaggiare con gli occhi👀” proximamente su questi schermi. Ma c’è un altro “ignano”😁 nella gamma dei Chianti Classico DOCG: è il Catignano, sempre a firma Dievole ed è l’assaggio odierno. Che si presenta di un bel rubino sgargiante, emanando profumi di frutti rossi e un pouffe di arancia tarocco sullo sfondo. In bocca è gustosissimo, con un equilibrio impeccabile tra acidità, morbidezza, astringenza, fragolosità. Sì, proprio lei – la fragola🍓 – è il fil rouge delle note fruttate di questo Chianti Classico DOCG “Gallo Nero” bio 🌱Catignano 2020 CAPOLAVORO, con le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 che, quasi quasi, gli vanno strette, dato che la fascia maxima è lì vicino a pochi decimali di distanza dal punteggio ottenuto. Chapeau🎩 per Dievole [scoprila qui] – eccellenza senese da oltre 1 milione di bottiglie – e per il duo agronomico~enologico Lorenzo Bernini~Luigi Temperino, che meritano gli applausi👏👏👏 scroscianti per questo strepitoso Catignano. …in attesa del Petrignano 2019…
etichetta 8,50 | colore 9,67 | profumo 9,73 | densità 9,38 | persistenza 9,47 | tipicità 10 | struttura 9,39 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,55 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,69
mi ha emozionato perché è fruttato, succoso, fragrante e beverino
Why not? È la primissima volta che racconto di un vino novello fresco fresco di vendemmia: senza attendersi chissà quale responso valutativo, sono curioso di assaggiare e di capire. Ho preselezionato un novello di una regione “sicurezza” – la Toscana – e di una fattoria – il Palagio [scoprila qui] – che fa parte di un big vinicolo qual è Zonin. La provenienza “certa” delle uve mi affascina: siamo nella valdelsa, nella campagna senese a cavallo tra Volterra e San Gimignano. E la certezza me la dà la controetichetta: Toscana IGT “imbottigliato all’origine”👌, che per un novello non è poca cosa. Degustiamolo insieme: colore rosso rubino lucente, profumato di fiori e macedonia di frutta fresca; in bocca è fragrante, fruttato, vinoso il giusto (è un Novello, non una Riserva!), ma con una struttura più che discreta e soprattutto al di sopra delle attese. I punti di forza sono, ovviamente, riBevibilità, semplicità e piacevolezza del sorso, ma questo Vino Novello 2023 Toscana IGT griffato Fattoria Il Palagio ha anche “un’anima”, che riesce a distinguerlo dal classico stereotipo dell’aperitiVino. Questo Novello è un Vino a tutti gli effetti: leggero, semplice, beverino, ma dannatamente STRABUONO e decisamente sorprendente per la categoria di appartenenza. 3 coppe🏆🏆🏆 che non mi aspettavo…!?!
etichetta 8 | colore 8,18 | profumo 8,11 | densità 7,27 | persistenza 7,63 | tipicità 7,75 | struttura 7,72 | discesa in gola 10 | retrogusto 7,41 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,95
PUNTEGGIO TOTALE 101,09
mi ha emozionato perché è fruttato, fresco e beverino
Penso che Alfredo Molinari, fondatore della Cantina di Carpi [scoprila qui] – da una decina d’anni inglobata con la Cantina di Sorbara, a formare una realtà cooperativa di 1200 soci conferitori – avrebbe apprezzato il racconto dell’assaggio odierno… Siamo nel cuore❤️ dell’Emilia – e più precisamente nello stabilimento modenese di Sorbara – dove nasce il Lambrusco Salamino di S. Croce DOP “Dedicato ad Alfredo Molinari”: alla vista, mentre scende nel calice con una schiuma cremosa e abbondante, appare di un bel rosso porpora sgargiante; al naso, profuma di mora, amarena e prugna cotta. Spettacolare l’ingresso in bocca: succoso, fruttato, dotato di una vinosità elegante, come mai mi era capitato prima, in un Lambrusco. La struttura è media ma ricca di frutto, con una garbata astringenza dannatamente voluttuosa e invitante, così come la persistenza aromatica e il retrogusto – di notevole livello non solo per la tipologia, ma in assoluto – che nell’insieme producono un mix micidiale lato “riBevibilità da ciucca” conseguente🤪. Eh sì, non c’è alcun dubbio: siamo davanti ad un Lambrusco CAPOLAVORO di fascia altissima, con le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 riempite fino all’orlo, di queste emozionanti bollicine emiliane. Un Lambrusco TOP, degno del nome che porta (e Alfredo Molinari, da lassù🌠, gongola e approva…)
etichetta 7 | colore 10 | profumo 9,66 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 8,72 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,63 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,01
mi è piaciuto perché è profumato, succoso, elegante e beverino
Alooooooooooò cocchi 🥥🥥🥥… alooooooooooò cocche🥥🥥🥥… Sìììììì, lo so: con tutta sta’ pioggia che ha colpito duramente la Toscana😪 e ha inzuppato tutta la mia pelliccia🐻, mi sono ri-addormentato😴 di brutto (e risvegliato malaticcio🥶). Ma non mi sono dimenticato di pensare agli assaggi del mese di Novembre 2023. Ecculi ⬇️ ⬇️ ⬇️!
☆ dalla Toscana: Vino Nobile di Montepulciano, Vino Novello 2023, Chianti Classico bio “Gallo Nero”, supertuscan IGT low-cost; ♤ dal Piemonte: Barbera d’Asti; ◇ dal Veneto: Bianco Veronese; ♡ dall’Emilia: Lambrusco di Modena, Lambrusco Salamino di Santa Croce; ♧ dalla Lombardia: Passito Collina del Milanese.
Capito per caso, gironzolando tra boschi, mare e laghi (🐻!), in un lembo di terra che si chiama Liguria, ma che potrebbe benissimo essere Toscana, dato il confine vicinissimo alla terra di Dante. Siamo sui Colli di Luni, nello spezzino, dove Laura Angelini (& family) realizza qualche decina di migliaia di bottiglie di vino con l’etichetta La Pietra del Focolare [scoprila qui], aderente alla FIVI – Vignaioli Indipendenti. Lo scorso anno, il Vermentino Solarancio 2021, si aggiudicò sia il maximo riconoscimento della guida Vitæ, 4 viti, sia il premio aggiuntivo del tastevin regionale, assegnato al vino tipicamente più rappresentativo della regione di appartenenza. Quindi, premi e premesse a parte, andiamo a sviscerare pregi e difetti – rigorosamente misurati dall’Al.Qu.Pro. (Algoritmo Qualitativo Proprietario) a doppio decimale – del Vermentino Colli di Luni DOP Solarancio 2022: al naso, vengo pervaso da un bouquet agrumato con lievi nuances di salsedine sullo sfondo. Attacco in bocca di grande finezza, con un sorso tutto giocato sulle note fruttate di arancia🍊 e un mix di agrumi, in un magico equilibrio con le note sapide e acidule che regalano una fragranza struggente e una succosità memorabile. La persistenza e il retrogusto, ça va sans dire, sono di intensità e di lunghezza strepitosi, per un Solarancio 2022 INEGUAGLIABILE: 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 strameritate! Post Scriptum: si è capito che questo Vermentino mi ha fatto perdere la testa🤪 e innamorare perdutamente🥰? Post Scriptum bis: fa il vino Stefano Salvetti, supportato in vigna da Gianluca Grassi. Per loro, per Laura, per Linda: 👏👏👏👏standing ovation👏👏👏👏!
etichetta 8 | colore 10 | profumo 10 | densità 9,81 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 117,81
mi è piaciuto perché è profumatissimo, succoso, elegante, fruttato e persistente
…è il 4° assaggio, su Emotional Wines, per la cantina pugliese Terre di Sava. Dopo il Negroamaro Rosato, il Primitivo, il Fiano, è la volta del Negroamaro Rosso: di color rosso scurissimo impenetrabile, profuma di amarene e prugne cotte. In bocca entra con un piglio morbidoso, per poi aprirsi a ventaglio e sfoderare un corpo importante, che sfocia in una vinosità polposa e materica, di piacevole succosità. Lo stile vinicolo “Notte Rossa” è ben riconoscibile anche in questo Negroamaro Salento IGP vintage 2022: tanta sostanza, piacevolezza di beva, prezzo estremamente conveniente (siamo ben sotto i 10€!), pieno rispetto della tipicità. Forse – e sottolineo forse – rispetto alle altre etichette “di famiglia” assaggiate, manca un pizzico di fruttosità, che appare sovrastata dalla rotondità di beva, leit-motiv di questo rosso STRABUONO realizzato da Terre di Sava. 3 coppe🏆🏆🏆 abbondanti!
etichetta 7,50 | colore 9,38 | profumo 8,89 | densità 9,33 | persistenza 8,58 | tipicità 8,54 | struttura 9,02 | discesa in gola 8,71 | retrogusto 8,32 | ribevibilità 8,86 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,95
PUNTEGGIO TOTALE 106,08
mi ha emozionato perché è succoso, morbido e strutturato
…che non ha la tipicità e il grip emozionale dei Gewürz altoatesini, vini dai profumi generosi e dotati di un’aromaticità decisamente unica. FINE DELL’ASSAGGIO (visto che sono in forte ritardo per gli assaggi del mese annunciati su Ottobre…😜). Spoiler gratuito a parte, andiamo a scoprire questo bianco trentino della linea I Mastri Vernacoli, acquistato al super sotto i 10 €uro e realizzato da una gigantesca cooperativa vinicola – oltre 5.000 conferitori! – qual è Cavit. Alla vista è giallo tenue, al naso è fruttatissimo, con bei profumi di mele, pere, mandarancio e un touch erbaceo sullo sfondo. In bocca entra morbido, sfoderando un sorso sì elegante, ma fin troppo morbido, fin troppo semplice, con una persistenza aromatica solo discreta e un retrogusto non esaltante. A Mio Modesto Avviso, la gustativa di base è delicata, facile e ruffiana, ma l’evidente sottoestrazione di frutto restituisce un Gewürztrarminer Trentino DOC 2022 soltanto BUONO, con le 2 coppe🏆🏆 di merito che potrebbero essere il doppio, se solo ci fosse più vinosità, più sostanza, “più ciccia”. Poi magari, questo Gewürz farà felice chi ama bere aperiti-vini leggiadri e poco impegnativi, all’insegna della freschezza (tanta) al posto della ricchezza di beva (poca). Tant’è…
etichetta 7 | colore 8,34 | profumo 9,37 | densità 7,61 | persistenza 7,32 | tipicità 7,95 | struttura 7,19 | discesa in gola 9,31 | retrogusto 7,05 | ribevibilità 10 | prezzo 8 | piacevolezza globale 7,90 PUNTEGGIO TOTALE 97,04
mi ha emozionato perché è profumato, delicato e beverino
Esattamente 2 mesi fa, sono rimasto affascinato dal Soave Superiore Il Casale 2018 griffato Vicentini [scoprilo qui] ed ho quindi deciso di fare il bis con un altro Soave della stessa cantina: Terrelunghe 2022. Che si presenta apparentemente “in difetto” rispetto al Casale: di un giallo oro meno profondo, con un bouquet fruttato~floreale meno intenso e un ingresso in bocca un filo più snello, meno opulento. Poi però, sulle papille linguali, avviene qualcosa di miracoloso: il sorso esprime una fragranza commovente, con una tridimensionalità e una ricchezza di frutta a polpa gialla esplosiva, a invogliare la beva e la riBeva ad libitum, anzi, ad infinitum. Questa etichetta di Soave è ovviamente più fresca (è una 2022…😁) rispetto al Casale, supportata da una corposa struttura, ma anche dotata di una mineralità elegante, perfettamente rispettosa della “soavità” della Denominazione di Origine. 2° centro🎯 in 60 giorni per Vicentini, una piccola (100.000 bottiglie) grande cantina veronese, che mi riprometto di conoscere e visitare di persona, tramite il teletrasporto***. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 guadagnate in souplesse, per il Soave DOC Terrelunghe 2022: un CAPOLAVORO di fascia alta e quindi, di nuovo, applausi👏👏👏 scroscianti!
***《teletrasportooooo🛸 portami a Colognola ai Colli ➡️ Azienda Agricola Vicentini…》
🌬 ✨️ 🌬
《eccomi teletrasportato nel vigneto~giardino di casa~cantina Vicentini, dove scorgo una family formata da: il patron Agostino (fresco di lavori in vigna) e consorte, i figli Emanuele e Francesca. Tutti legati da una passione forte per la viticoltura, ognuno con il proprio ruolo in Azienda, tutti semplicemente schietti, genuini, affabili. Un po’ come l’anima dei loro vini…》
etichetta 7 | colore 9,61 | profumo 9,64 | densità 9,37 | persistenza 9,76 | tipicità 10 | struttura 9,68| discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,06
mi ha emozionato perché è profumato, strutturato, persistente e beverino
THE STORY : : Gironzolando tra i boschi e i prati del Mugello, ho scovato (per caso…) un bellissimo Golf Club – Poggio dei Medici – che (sempre per caso…) ospitava il 6° wine festival Borgo DiVino. Mi ci sarò tuffato a bomba💣? Ho scoperto decine e decine di Fattorie e Tenute vinicole, che mi hanno fatto assaggiare centinaia di vini, ma visto che poi ho ronfato😴 per oltre 48 ore consecutive, al risveglio – avvenuto pochi minuti fa – i ricordi “più gustosi” si limitano a una manciati di assaggi, che vi racconto volentieri…
GLI ASSAGGI : : Si parte con la Barbera d’Alba Granera Alta 2021 di Cascina Chicco, che si presenta di bella freschezza, fruttata, ma con un filo di acidità di troppo, non supportata da una vinosità e da una struttura all’altezza della DOC.
Si prosegue con un vino dolce unico nella sua tipologia: il Bianco di Ornella griffato Ornella Molon è strepitoso, di facile beva e di difficile distacco dalla riBeva. Dolcissimo, mieloso, ma sorprendentemente non stucchevole: è la sorpresa dolce dell’evento Borgo DiVino 2023!
Premiato con 4 viti da Vitae 2023 – nell’annata precedente, la 2017 – il Brunello di Montalcino Ugolforte 2018 della Tenuta San Giorgio: bella bevibilità (già pronto???), freschezza, rotondità, piacevolezza, però da un Brunello DOCG mi aspettavo più corpo, più potenza, più tannino.
Il RosaE’ 2022 della Fattoria di Poggiopiano è un vino rosa freschissimo, di piacevolissima acidità, ma lievemente carente di corpo e di concentrazione di frutto.
Chianti Rufina “base” del Podere Il Balzo è beverino, fragrante, dal sorso piacevolmente fruttato…
… ma è la Riserva 2018 a svettare, grazie ad una rotondità di beva esemplare e un tannino interessante, seppur un filo “acerbo”: da riassaggiare, con calma, nei prox mesi (o forse anche un paio d’anni).
2 Lambrusco Mantovano in assaggio per la Cantina cooperativa Quistello: l’80 Vendemmie risulta fragrante, vinoso, di beva piacevole ma non banale. Unico appunto, la bollicina, un filo esuberante e “coprente”.
Il 2° Lambrusco della Cantina di Quistello, IlSogno del Duca, è decisamente più gustoso: più succoso, più rotondo, con una piacevolezza globale decisamente superiore.
Il Pinot Nero griffato Le Frascole è un vino davvero davvero ben fatto: pur in un contesto stilistico di vino incentrato sulla morbidezza, ha quel tocco di acidità che lo rende fresco e di facile beva.
Evento nell’evento: Degustandum, con tris di vini interessanti, presentati e “guidati” dal sommelier AIS Massimiliano Cappelli: notate il suo stupore, nello sfondo della foto sotto, nel vedere un orsetto🐻 fotografo+degustatore. Davvero notevole il bianco IGT ToscanaAnnita 2021 griffato Il Rio: un blend di uve chardonnay~sauvignon~pinot nero di strepitosa eleganza olfattiva, equilibrio palatale e piacevolezza di beva. Circoletto⭕️ rosso obliged per il miglior bianco assaggiato! Sotto le attese, il Chianti Rufina 2021 di Frascole: fresco, beverino, piacevole, ma non oltre.
Sorpresona e 2° circoletto rosso⭕️ di Borgo Divino 2023, per il Passito 2017 della Tenuta Baccanella: viscoso, dolcissimo, a tratti “marsalato”, dotato di una persistenza e di un retrogusto che il termine “infinito” gli sta quasi stretto…
E’ un gran bel bere con il Chianti Rufina Riserva Bucerchiale 2020 griffato Fattoria Selvapiana: di straordinaria eleganza e pulizia in bocca, forse però gli manca quel grip tannico, quella concentrazione di frutto e quella succosità disarmante per una Riserva…
…che sono i punti di forza dello stra-ordinario Chianti Rufina Riserva griffato Frascole. 3° circoletto rosso⭕️ della rassegna fiorentina e, indubbiamente, il miglior rosso assaggiato a Borgo DiVino 2023. E pensare che nella versione “d’annata”, non mi aveva minimamente emozionato!
Questo delizioso wine tasting termina con un trittico di passiti, realizzati da “la Regina di Romagna” Maria Cristina Geminiani. Senza nulla togliere ai vini rossi e ai bianchi prodotti dalla sua Fattoria Zerbina, con questo tris STRE-PI-TO-SO di vini dolci made-in-Faenza, Maria Cristina supera ogni record passato, presente e futuro. Perché io li ho assaggiati tutti e 3 e posso tranquillamente affermare che sono uno più “spaziale” dell’altro! L’Arrocco, teoricamente “il base” della triade è qualcosa di indescrivibile: per concentrazione di frutto, equilibrio micrometrico tra la parte zuccherina e la parte acida – ad evitare inutile mielosità di fondo o pericolose note acetiche – con una persistenza ed un retrogusto a un passo dalla perfezione. Perfezione che è il punto di forza dello Scaccomatto: in pratica, l’Arrocco “vitaminizzato”, ancora più delizioso, concentrato e persistente, quindi… 4° circoletto rosso⭕️ di Borgo DiVino! Alla prossima…!
POST SCRIPTUM : : Il 3° passito della triade “zerbiniana”, un’etichetta a produzione limitatissima e con l’aspirazione a giocare in un campionato a parte (quello con i Sauternes d’Oltralpe, stile Chateau d’Yquem) non è umanamente valutabile. Perchè quando si assaggia un nettare di tale livello di eleganza e di rarità nei profumi, nei sapori, nella persistenza illimitata che resta impressa sulle papille linguali e coinvolge pure la sfera intellettiva, viene da chiedersi: ma gli alieni esistono? E’ possibile che Maria Cristina provenga da un altro pianeta? Perchè questo Albana Passito Riserva A.R. non è di questa terra (circoletto👽extraterrestre)…
Nei primi mesi di nascita di questo blog, ricordo l’assaggio di un Chianti Classico Riserva “Gallo Nero” La Forra 2013 Tenuta di Nozzole – di proprietà della family Folonari – non certo memorabile [scoprilo qui]. E quindi, oggi, a distanza di 2 anni e mezzo dal precedente assaggio, arriva la seconda chance per La Forra, stavolta con la benaugurante annata 2016. Che si presenta subito accattivante al naso, titillando le narici con un bouquet tutto incentrato su profumi di frutti rossi, con l’amarena in bell’evidenza e nuances di tabacco e cuoio, sullo sfondo. Alla vista è rosso scuro impenetrabile, con un attacco in bocca intrigante: il vino è materico, succoso, di notevole aderenza alla DOCG Chianti Classico Riserva, giocando pure la carta di un sorso fruttato, ciliegioso🍒, in un contesto di stra-ordinaria morbidezza e un tannino mai debordante, anzi, decisamente elegante. Persistenza “sferica” di notevole intensità e finezza, seppur non lunghissima come durata; idem per il retrogusto, che lascia comunque sulle papille linguali una sensazione di “vinosità aristocratica”, passatemi il termine☺️. Rispetto alla 2013, sembra di bere un’altra etichetta, di un’altra cantina😳! Eppure lo staff che realizza questo classicissimo rosso toscano è sempre lo stesso: Paolo Rossi Ferrini, in vigna e il duo Raffaele Orlandini + Roberto Potentini, in cantina. Eppure questa volta l’etichetta si accaparrra il voto maximo ovvero le 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 riservate agli “specials“, quei vini che lasciano un’impronta indelebile sul palato e sul cuore❤️. Come La Forra 2016, Riserva di Chianti Classico INEGUAGLIABILE, firmata Tenuta di Nozzole (standing ovation 👏👏👏 obbligata!). [comprato su XTRAWINE a questo prezzo] Post Scriptum: rapporto emozioni/prezzo da urlo (🤑), anche perchè lo si può trovare sui 22~24 €uro! Post Scriptum bis: l’assaggio odierno è involontariamente😁 dedicato a coloro che sostengono che le annate, nei vini, abbiano un’importanza marginale…
etichetta 8 | colore 10 | profumo 10 | densità 9,89 | persistenza 9,68 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,56 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 117,13
mi ha emozionato perché è succoso, strutturato, aristocratico e persistente
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