Bollicine🎵, bollicine🎶, stramaledette bollicine🥂🍾: son quelle del Col De L'utia - un Prosecco Superiore Valdobbiadene DOCG - realizzato dalla family Sacchetto con il brand Prapian. Che si presenta con un'effervescenza micrometricamente centrata: né troppo abbondante (alias: coprente gli aromi primari del vino), né troppo misurata (sintomo di un problema di spumantizzazione o conservazione). Chiaro che la bolla è solo il punto di partenza nella valutazione complessiva di un vino spumante. Un pò come il sale negli insaccati o lo zucchero nella pasticceria: che però, se calibrati micrometricamente, aiutano a raggiungere lo "state-of-the-art" della realizzazione stessa. È questo il caso del Prosecco in assaggio oggi: ai profumi - intensi e accattivanti - di frutta a polpa bianca, si interseca un sorso di grande ampiezza gustativa, con un equilibrio "magico" tra le note acidule e quelle dolci. Eh sì, la dolcezza, seppur gradevole e aderente alla tipologia di Prosecco in assaggio - extra dry - è forse l'unica cosa che avrei preferito meno presente, forse bastavano un paio di grammi in meno (il disciplinare prevede da 12 a 17 grammi, per l'extra dry: qui, per me, ce ne sono 15). Ciò non toglie che siamo dinanzi ad un Prosecco CAPOLAVORO, con le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 agguantate di precisione, ma meritate gustativamente, anzi organoletticamente😁 parlando. OK anche per il rapporto emozioni/prezzo: circoletto ross⭕️!
etichetta 7 | colore 8,96 | profumo 9,05 | densità 8,63 | persistenza 8,89 | tipicità 9 | struttura 8,13 | discesa in gola 9,47 | retrogusto 9,60 | ribevibilità 9,86 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,60
PUNTEGGIO TOTALE 108,19
...Cavalier Mario Balugani creava in queste terre... Oggi, nelle stesse terre, è Roberto Balugani a fare i vini, composti da "solo bollicine": 2 bianco + 2 rosso. Quello in assaggio oggi è il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC Ribello, "prodotto e imbottigliato all'origine dal Vitivinicultore" (applauso👏). E per la tipologia è cosa rara, dati gli enormi numeri di bottiglie prodotte in quantità industriale, dai big del Lambrusco. Ma non divaghiamo e passiamo subito all'assaggio: rosso rubino vivace appena versato, con bollicine fragranti e non troppo abbondanti (un grande pregio!), con profumi di frutta boschiva rossonera (no, non mi riferisco all'A.C. Milan😁) ossia fragolina di bosco e mirtillo selvatico. In bocca è secco e vinoso, di una pulizia ed eleganza di beva decisamente rara per la tipologia. Ribello non è piacione, non è ruffiano, ma è stramaledettamente gustoso, succoso, che...non smetteresti mai🤪 di riempire la scodella (il termine corretto è "la fojeta"), come tradizione vorrebbe. Perchè Ribello di Balugano è un CAPOLAVORO🏆🏆🏆🏆 che fa della Tipicità - sì, con la "T" grande - il suo caposaldo.
Applausi scroscianti a Roberto & family👏👏👏.
la fojeta!
etichetta 9 | colore 9,17 | profumo 9,41 | densità 9,16 | persistenza 9,35 | tipicità 10 | struttura 9,18 | discesa in gola 9,66 | retrogusto 9,32 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,35
PUNTEGGIO TOTALE 113,60
...firmato I Sabbioni, mi intriga non poco. In primis, perché l'annata 2016 è una garanzia; in secundis, perché l'uva🍇 sangio che cresce in Romagna è spesso vinificata in purezza (a differenza di quanto avviene in Toscana) e si fa apprezzare per una succosità e una gustosità tutta sua. Ma "entriamo" in assaggio: l'Oriolo si presenta di rosso scuro vestito, con profumi netti di ciliegia, rabarbaro e mirtillo nero selvatico. Attacco in bocca lievemente più secco e tannico del previsto: controllo la temperatura (9°) e mi accorgo che serve un'oretta abbondante di acclimatamento, per poter degustare il vino intorno ai 13~15° (fidatevi, è la temperatura giusta per il sangio!).
E ora ci siamo: il termometro segna 14,6°C, le papille linguali percepiscono un vino di valida densità, materico, con un letto di prugne, ribes e amarene🍒 "ad aprire le danze". La struttura è impeccabile, in un equilibrio frutto/tannino di alto livello: se avessi bevuto questo rosso romagnolo in un "test alla cieca", avrei potuto tranquillamente scambiarlo per un supertuscan dal costo stellare. E a proposito di prezzo... io l'ho comprato a meno di 20 €uro, ma sono pronto a scommettere che questo Oriolo 2016 farebbe vedere i sorci verdi ai cd. "vini iper-costosi": 4 coppe🏆🏆🏆🏆 abbondanti! Unico neo in questo "quadretto aulico" è la scritta sulla controetichetta🤬: 《imbottigliato da ITFC179 per conto de I SABBIONI》. Post Scriptum: ora, dico... si può sapere chi è il produttore di questo CAPOLAVORO❓️ Mistero risolto: leggi sotto. Post Scriptum bis: la 5° coppa🏆 (mancata) è proprio colpa di tale mancanza di trasparenza.Post Scriptum ter: dalla regìa mi dicono che il produttore è Noelia Ricci/La Pandolfa. Non capisco perché nasconderlo pubblicamente e sostituirlo col codice SIAN...
etichetta 6 | colore 9,88 | profumo 9,62 | densità 9,73 | persistenza 9,51 | tipicità 9,86 | struttura 9,67 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,68 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,79
PUNTEGGIO TOTALE 113,74
L'assassino torna sempre sul luogo del delitto: attrazione fatale? autolesionismo? sfida verso se stesso?
C'eravamo già assaggiati😁, nel lontano Marzo 2021 - ai primi vagíti🐣 di questo blog - ma il risultato non fu emozionante, anzi. Vediamo allora cosa succede con il Contado "annata mitologica"🤩 e cioè con la 2016: al colore e al profumo, tutto tace. Nel senso che non ci sono differenze significative rispetto al precedente assaggio della versione 2014. Sottoponendo peró il Contado 2016 all'esame delle papille linguali - che non mentono mai😋 - escono fuori differenze sostanziali tra i 2 vini griffati Norante di Majo: stavolta l'attacco in bocca del rosso molisano è più generoso, nettamente più strutturato e polposo. Il maggior corpo, rende la beva anche più ricca di PAI - Persistenza Aromatica Intensa - che quindi regala un sorso lunghissimo, con note tabaccose sullo sfondo e una succosità invitante (alla beva e ribeva🤪).
Che altro aggiungere? Che questa volta Alessio Di Majo Norante - proprietario e agronomo dell'Azienda di Campomarino - coadiuvato dal "solito" Riccardo Cotarella in cantina, ha trovato la quadra per rendere il Contado 2016 un CAPOLAVORO senza se e senza ma, accaparrandosi 4 coppe🏆🏆🏆🏆 strameritate. Post Scriptum: rapporto qualità/emozioni/prezzo da 1° della classe!!!
etichetta 8 | colore 9,41 | profumo 8,91 | densità 9,62 | persistenza 9,65 | tipicità 9,36 | struttura 9,59 | discesa in gola 9,41 | retrogusto 9,67 | ribevibilità 9,64 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65
PUNTEGGIO TOTALE 112,91
Piccola, perchè il Latinia è nella tipica boccia da 0,375, un formato che ritroviamo spesso nel 90% dei vini dolci. La magia🪄 è nel sorso, ma un attimo prima.... rimaniamo ipnotizzati da un liquido giallo oro fascinoso.... ci inebriamo con un bouquet di frutta a polpa gialla....pesca e ananas in evidenza... e rimaniamo storditi... e ancora non l'abbiamo assaggiato😱!
In bocca entra con raffinatezza ed eleganza, per poi sprigionare tutta la potenza dei frutti sopracitati, più un tintinnino di miele e soprattutto un pouffe di mandarancio, quasi a chiudere il sorso con una nota rinfrescante, agrumata. Lungo e persistente il finale, una performance da "grande" vino. Sulla controetichetta di questo Latinia 2015 griffato Santadi - nota cooperativa sarda da quasi 2 millioni di bottiglie l'anno, 1,8 per la precisione - si legge: "vino da uve stramature". E proprio grazie ad una vendemmia tardiva, le uve stramature si percepiscono tutte, per la gioia di un vino dolce CAPOLAVORO, mai stucchevole, di grande equilibrio e pulizia palatale: 4 coppe🏆🏆🏆🏆 di fascia alta strameritate!
etichetta 8 | colore 9,88 | profumo 9,62 | densità 9,77 | persistenza 9,73 | tipicità 9,54 | struttura 9,18 | discesa in gola 9,68 | retrogusto 9,72 | ribevibilità 9,62 | prezzo 9,59 | piacevolezza globale 9,76
PUNTEGGIO TOTALE 114,09
Sì, lo so: godo come un riccio🦔 a spoilerare nel title la valutazione finale di un assaggio😁.
Ma non riesco a controllarmi, soprattutto quando mi trovo a descrivere il vino di una cantina~rivelazione, che ho addirittura avuto il piacere di visitare di persona.
E, come se non bastassero "gli" Emotional AWARDS🏅 già vinti dalla cantina e dai vini (bianchi) assaggiati finora, Agostino Vicentini (& family) ci riprova addirittura con il rosso DOC veneto che più veneto non si può: il Valpolicella Superiore, "cru" Palazzo di Campiano 2018.
Che si presenta rosso rubino splendente, alla vista e con profumi di fragoline🍓 e susine stramature, al naso. Ma è in bocca, che questo "ennesimo" CAPOLAVORO di Vicentini, colpisce e stordisce: perchè è succoso, saporito, beverino e inebriante. E purtroppo, invogliante "in infinitum" alla beva+ribeva+tribeva🤪. Cos'altro aggiungere? Che per "chiudere il cerchio" di una cantina così generosa di perle vinicole, manca soltanto un vino da meditazione. Ops😲! Dalla regìa🎧, mi stanno dicendo che Vicentini ha inserito in produzione anche il Recioto di Soave, già premiato con la gemma💎 dalla guida Vitae 2025 by A.I.S.
☎️《Pronto... Agostino, sono Teddywine🐻: per caso ti è rimasta una bottiglia di Recioto per Emotional Wines?😜》
etichetta 7 | colore 9,27 | profumo 9,34 | densità 8,85 | persistenza 8,92 | tipicità 9,46 | struttura 9,21 | discesa in gola 9,56 | retrogusto 9,11 | ribevibilità 10 | prezzo 8,88 | piacevolezza globale 9,40
PUNTEGGIO TOTALE 109
Minerale? Morbido? Aromatico? Agrumato? La versione ARISTOS della Cantina Valle Isarco è la risposta per ogni preferenza di beva. Perché la suddetta Cantina cooperativa - con oltre 130 soci conferitori - riesce ad amalgamare un po' tutte le sfumature gustative del Gewurztraminer. Fine dell'assaggio. Anzi no: il colore è giallo smagliante con flash dorati e sfumature erbacee. L'attacco in bocca è fruttato, di bella intensità, con un perfetto mix tra note erbacee, aromi cedrini e morbidezza aromatica. La piacevolezza e la durata della scia vinosa al palato e in gola, sono al TOP.
Effettivamente, c'è poco altro da aggiungere dopo un assaggio di un vino, che riesce ad armonizzare nel suo sorso tutte le sfaccettature tipiche del vitigno traminer aromatico. Come arrivi a tale risultato, la Cantina presieduta da Peter Baumgartner, che - dal 2020 ad oggi - ha visto l'alternanza di più enologi & agronomi "a fare i vini" (ora c'è Stefan Doná, ma il Gewurz in assaggio era sicuramente "curato" da Hannes Mutter), non lo so.
Ma ci riesce e alla grande. E si guadagna "in souplesse" 4 coppe🏆🏆🏆🏆, per un vero e proprio CAPOLAVORO di Gewürztraminer DOC. Applausi👏👏👏👏!
etichetta 8 | colore 9,28 | profumo 9,66 | densità 9,22 | persistenza 9,37 | tipicità 9,56 | struttura 9,04 | discesa in gola 9,31 | retrogusto 9,47 | ribevibilità 9,74 | prezzo 9,29 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 111,49
... che già dal nome - Il Borro del diavolo - intriga e cattura. Oggi in assaggio un Chianti Classico che più classico non si può: la family che lo produce (Brini Batacchi) ha l'onere e l'onore di una storia vinicola che risale a 800 anni fa (😱) e che oggi si avvale in vigna del duo agronomico Ruggero Mazzilli e Salvatore Radesco coadiuvati in cantina dagli enologi Paolo Salvi e Niccolò Ferri. Cosa ne esce fuori? Una Riserva dotata di una personalità suadente e, contemporaneamente, rispettosa della storia dei Chianti Classico DOCG "Gallo Nero". Il Borro del Diavolo 2016 appare rosso scuro ma non scurissimo, profuma di more e ciliege🍒 con una coerenza di beva magistrale e, soprattutto, dotata di stre-pi-to-sa pulizia. Ed è proprio questa la cifra del Borro: una beva elegante, setosa, pulita, rigorosa, nel "binario" del più Classico dei Chianti DOCG Riserva. 4 coppe🏆🏆🏆🏆abbondanti per un vino toscano che sa di CAPOLAVORO storico. Chapeau! 👏👏👏👏
etichetta 8 | colore 9,15 | profumo 9,17 | densità 8,98 | persistenza 9,29 | tipicità 10 | struttura 9,22 | discesa in gola 9,65 | retrogusto 9,36 | ribevibilità 9,88 | prezzo 9,85 | piacevolezza globale 9,55
PUNTEGGIO TOTALE 112,10
... che riesce nell'impresa di proporre un Prosecco di livello TOP, ad un prezzo abbordabile - in GDO l'ho trovato sotto i 20 €uro - seppur non economico in assoluto. Partiamo dall'inizio: la Cantina Produttori Valdobbiadene è una realtà cooperativa composta da 600 soci, che operano su 1.000 ettari di vigne e che danno vita ad una produzione di 14 milioni di bottiglie annue (😱). Questo Valdobbiadene Superiore di Cartizze dry DOCG è giallo tenue alla vista, profumato di fiori e frutta matura, con la mela e la pera in evidenza, su un "tappeto" di pesche e agrumi, in bella evidenza all'olfatto. Da un Cartizze dry, mi aspetterei una beva fascinosa, elegante, dotata di una succosità fruttata e fragrante, invitante la ri-beva, ma anche strutturata e magari non banale: ecco, questo Cartizze dry non delude le aspettative e si aggiudica facilmente le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 che posizionano questa bollicina veneta tra i vini CAPOLAVORO di fascia alta. Con l'aggiunta del circoletto⭕️ rosso per il sorprendente rapporto emozioni/prezzo.
etichetta 7 | colore 9,66 | profumo 9,78 | densità 9,59 | persistenza 9,47| tipicità 10 | struttura 9,54 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 115,04
Oggi sono nelle Marche, a gironzolare nella campagna anconetana e, più precisamente, a Cupramontana (rima baciata suggerita dal "solito" Rimatore Seriale😜), dove scorgo Vallerosa Bonci: dal 1962, una piccola grande cantina specializzata nella produzione di Verdicchio. Piccola nella produzione - non superando le 80mila bottiglie annue - ma grande nell'accuratezza produttiva, almeno a giudicare dal Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore DOC San Michele 2020, in assaggio oggi. Che si presenta giallo pallido alla vista con nuances verdognole, profumato di fiori bianchi, anice, erba tagliata e un pouffe di mandarancio sullo sfondo. In bocca entra con una pulizia ed un'eleganza inedita per la tipologia, per poi mostrare una distintiva personalità tutta sua: il sorso di questo Verdicchio vira al morbido, in netta controtendenza rispetto allo stile di molti (troppi) Verdicchio fin troppo "verticali". Il San Michele 2020, che nell'annata successiva si è aggjudicato il premio maximo di Bibenda - i 5 grappoli🍇🍇🍇🍇🍇 - è un vino di una rotondità strepitosa, supportata da una struttura complessa, dotata di note saline e minerali di rara eleganza, a comporre un quadro gustativo definibile con una sola parola: CAPOLAVORO. Di alto livello e d'inatteso charme: 4 coppe🏆🏆🏆🏆 strameritate per questo Verdicchio griffato Vallerosa Bonci, realizzato dal trio agronomico~enologico Roberto Alfieri~Giovanni Loberto~Andrea Ortenzi. Bravi👏👏👏 davvero!
etichetta 8 | colore 9,37 | profumo 9,24 | densità 9,07 | persistenza 9,12 | tipicità 10 | struttura 9,43 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,55 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,75
PUNTEGGIO TOTALE 113,53
Il title si riferisce al cru del Carmignano DOCG biologico🍃, griffato Fattoria Ambra - siamo nel pratese, in Toscana - proposto in assaggio oggi. Beppe Rigoli - nella triplice veste di proprietario, agronomo, enologo - e la sua Fattoria Ambra, ci presentano un vino di color rubino scuro alla vista, mentre al naso è un pupurrì di frutti rossi, con l'amarena in evidenza. Attacco in bocca pulito ma imponente, con una struttura "cicciosa" e contemporaneamente elegante, a regalare un sorso di grande fascino, che invoglia a fare il bis (e anche il tris😜). Questo Santa Cristina in Pilli 2020 è indubbiamente un CAPOLAVORO, in linea con il target🎯 filosofico di questo blog~notes: grandi vini al giusto prezzo, nel rispetto di noi "appassionati paganti". 4 coppe🏆🏆🏆🏆 guadagnate in scioltezza, alle quali si aggiunge il circoletto⭕ rosso per il suuuper rapporto emozioni~prezzo: applausi👏👏👏!
etichetta 8,50 | colore 9,02 | profumo 9,13 | densità 9,02 | persistenza 8,98 | tipicità 9,28 | struttura 9,11 | discesa in gola 9,36 | retrogusto 9,56 | ribevibilità 9,29 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,25
PUNTEGGIO TOTALE 110,50
Oggi siamo a Gaiole in Chianti, nel senese, dove lo storico Castello di Cacchiano [scoprilo qui] è l'autore del più famoso dei vini rossi di toscana: Chianti Classico DOCG, nella versione Riserva 2019. Stefano Chioccioli, nel duplice ruolo di agronomo ed enologo, realizza - per Cacchiano . una Riserva piuttosto viva, fragrante, non certo "piatta" come capita, talvolta, in alcune interpretazioni invecchiate del Chianti. Qui abbiamo un naso ricco di viola e frutti di bosco, con una bocca materica e vinosa, ma non disgiunta da una bella profondità di beva, che regala forza, potenza, ma anche eleganza di frutto, soprattutto sul finale. Tannino ben presente ma non ruspante, forse levigato da un'attenta cura nella maturazione in botte, con il risultato di una piacevolezza di beva, spesso non facilmente riscontrabile per la tipologia. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 di merito per un classico ed elegante CAPOLAVORO firmato Castello di Cacchiano. Sarò curioso di assaggiare, prossimamente, lo step evolutivo superiore ovvero il Gran Selezione Millennio.
etichetta 8 | colore 8,92 | profumo 9 | densità 9,06 | persistenza 9,14 | tipicità 9,75 | struttura 9,48 | discesa in gola 9,32 | retrogusto 9,60 | ribevibilità 9,34 | prezzo 9,35 | piacevolezza globale 9,30
PUNTEGGIO TOTALE 110,26
PREMESSA : : talvolta capita di fare una cena informale tra amici e/o parenti, che quando è il momento di scegliere il vino - per non fare lo sborone - punti dritto sulla bottiglia più economica, quella che "sarà quel che sarà", ma almeno il portafoglio ringrazia🤑.
Come conseguenza di tale scelta, è logico non aspettarsi chissà quale meraviglia enologica, eppure è accaduto che...
LA FATTORIA : : siamo nei dintorni di Firenze, nella strada che porta verso la Rufina, dove una deviazione - con stradina stretta e scoscesa - porta dritti alla Fattoria di Poggiopiano, conosciuta in zona anche e soprattutto per un olio E.V.O. stratosferico.
L'ASSAGGIO : : "eravano 4 amici al bar" (con cucina), stappiamo una bottiglia che sta sotto i 15€ (l'oste ci racconta che non effettua alcun ricarico sul costo dei vini, che quindi sono pari al prezzo da asporto😱). Dopo il 1° sorso, ariiva il 2°, il 3°, il 4° e... 2° bottiglia🤪. Com'era 2018 Rosso di Toscana IGT è tecnicamente un supertuscan low-cost, che regala la sensazione di immergersi nella vasca di fermentazione delle uve (sangiovese con un saldo di canaiolo) e ci riporta indietro nel tempo, al vino rosso buono, conviviale, ruspante, come sanno ben fare nella campagna fiorentina. Qui, però, Mauro Galardi e la Fattoria di Poggiopiano si sono superati: nessuna puzzetta residua, freschezza e vinosità inaudite, sorso masticabile, retrogusto di frutti rossi e piacevolezza da voto maximo. A questo prezzo, trattasi di CAPOLAVORO più unico che raro, perlopiù certificato BIO, perlopiù "integralmente prodotto e imbottigliato all'origine"! E pure proveniente da un Vignaiolo Indipendente [scopri qui la FIVI].
MORALE DELLA FAVOLA : : 4 coppe🏆🏆🏆🏆 inattese ma strameritate, con l'aggiunta del circoletto ⭕️ rosso per il sorprendente rapporto emozioni~prezzo (da 11).
⚠️WARNING : : berne con moderazione, perché con vini del genere, non smetteresti più🤪...
etichetta 10 | colore 8,37 | profumo 8,23 | densità 8,71 | persistenza 8,43 | tipicità 8,70 | struttura 8,45 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,59 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 109,48
Oggi mi aggiro tra i filari vitati empolesi della campagna fiorentina, dove la family Pierazzuoli, proprietaria della Tenuta Cantagallo, supportata da un enologo "big" qual è Lorenzo Landi - classe 1964 - ci presenta un Carmignano che sembra uscito fuori dalla macchina del tempo. La gustativa, momento cru dell'assaggio di un vino, ci fa tornare indietro ai tempi del vino "toscanaccio", nel senso buono del termine, con quei rossi schietti, un filo ruvidi, ma decisamente autentici. È il caso del Matroneo 2021: rosso rubino profondo alla vista, vinoso e speziato al naso, dà il meglio di sé in bocca, perché ci porta dritti al ricordo dell''archetipo del vino contadino, senza regalare nulla in termini di morbidezza, dolcezza e ruffianità varie. Il Carmignano DOCG Matroneo 2021 è un CAPOLAVORO d'antan, con le 4 coppe 🏆🏆🏆🏆 riempite di un nettare rosso, che saprà esprimersi al meglio, in perfect match, con una bistecca di Chianina IGP Fiorentina. Slurp😋... slurp😋...
POST SCRIPTUM: quella scritta in controetichetta, "integralmente prodotto e imbottigliato all'origine", vorrei leggerla più spesso nei miei assaggi vinicoli. Chapeau🎩 a Dario ed Enrico Pierazzuoli!
etichetta 9,75 | colore 9,32 | profumo 8,48 | densità 9,03 | persistenza 9,22 | tipicità 9 | struttura 9,16 | discesa in gola 8,68 | retrogusto 8,96 | ribevibilità 9,11 | prezzo 9,50 | piacevolezza globale 9,10
PUNTEGGIO TOTALE 109,31
…sono una felice scoperta in questi ultimi scampoli dell’anno: ad Alice Bel Colle, sede dei Tenimenti Ca’ Bianca – appartenenti alla galassia GIV~Gruppo Italiano Vini – nasce una bollicina dolce che ha un’equilibrio e una piacevolezza di beva di rara suggestione. Perchè all’interno della DOCG Moscato d’Asti capita di trovare vini piacioni, dolcissimi, mielosi, talvolta stucchevoli. Ma evidentemente Giandomenico Longo – enologo di Ca’ Bianca – è un appassionato~innamorato pazzo della tipologia, dato che riesce a tirar fuori l’anima del Moscato d’Asti: la dolcezza di beva è sì intensa, ma micrometricamente bilanciata da una freschezza acidulo~sapida impeccabile, su di una struttura morbida e delicata, fruttata e fragrante, che riesce a regalare emozioni forti, quasi commoventi. Siamo perciò dinanzi ad un bollicine dolce CAPOLAVORO, che si guadagna le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 con facilità sorprendente, così come sorprendente è il rapporto emozioni~prezzo ( su VINICUM viene via ben sotto i 10 €uro!). Applausi👏👏👏!
etichetta 7 | colore 9,07 | profumo 9,38 | densità 8,86 | persistenza 9,02 | tipicità 10 | struttura 8,83 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 112,16
mi ha emozionato perché è profumato, fruttato, piacevole ed equilibrato
…negli anni: l’annata in mio possesso – in assaggio oggi – è la 2020, premiata con i 5 grappoli🍇🍇🍇🍇🍇 da Bibenda. Ma le annate precedenti e quelle successive, hanno raccolto pure le 4 viti di AIS~Vitæ, il voto maximo di 99/100esimi da Luca Maroni e altri premi “a giro per il mondo🌍”. Manca solo la voce de “il Giudizio Universale”😉 (by Emotional Wines!) al palmares di questo vino realizzato dalla cantina laziale Poggio Le Volpi [scoprila qui]. Bottiglia esteticamente STRA-TO-SFE-RI-CA (❗️): di dimensioni e peso superiori alla media (sembra più una bottiglia da 1 litro, che da 0,75), con un’etichetta bellissima, elegantissima, realizzata in modalità state-of-the-art. Tutta questa “bellezza del vestito” mi preoccupa sul contenuto: spesso, se non sempre, l’abito non fa il monaco… fatte salve le cd. eccezioni e magari sarà il caso del Donnaluce 2020 (chi può dirlo? lo scopriremo solo bevendo😋). Che si presenta di un bel giallo dorato nel calice, con bei profumi di frutta a polpa gialla: in particolare, si percepiscono nuances di albicocca e pesca tabacchiera. In bocca appare denso, morbido, rotondo, elegante. Ecco, ho detto tutto sul carattere di questo “blend di uve malvasia e chardonnay” laziale, che si accaparra con estrema facilità le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 riservate ai vini CAPOLAVORO, qual è il Bianco Lazio IGP Donnaluce 2020 griffato Poggio Le Volpi. Indubbiamente Felice Mergè, proprietario ed enologo di questa bella realtà dei Castelli Romani – siamo a Monte Porzio Catone – ambisce a realizzare uno dei bianchi più morbido~eleganti del panorama vinicolo nostrano. E secondo il mio umile e modesto parere degustativo, ci riesce alla grande…👏👏👏 (applausi scroscianti) Post Scriptum: pensando e ripensando a quel fin troppo generoso voto di 99/100 espresso dall’enoMaster Luca Maroni, mi sovviene una critica “costruttiva” per il Donnaluce. Pur essendo dinanzi ad una bottiglia di alto livello gustativo, se soltanto Felice Mergè riuscisse ad aggiungere profondità e tridimensionalità al sorso – con un touch di maggior sapidità e mineralità, le note deboli di questo vino – farebbe volare ancora più alto il Donnaluce, che entrerebbe meritatamente nel gotha degli “specials“: quei vini memorabili/ineguagliabili, uguali a nessuno.
etichetta 7,50 | colore 10 | profumo 9,36 | densità 10 | persistenza 9,30 | tipicità 10 | struttura 9,02 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,91 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,09
mi ha emozionato perché è denso, morbido, rotondo ed elegante
… di spiccata tipicità, con una beva dolce ma non dolcissima, mielata ma non stucchevole: c’è una vena di sapidità di fondo, che rende bevibile ad libitum – come rare volte capita per la tipologia – questo vino da dessert realizzato dalla cantina romagnola Celli, in quel di Bertinoro. Ma facciamo un passo indietro, partendo dall’inizio: Solara 2018 – questo il nome del vino dolce in assaggio oggi – si presenta di un bel giallo dorato alla vista, mentre al naso profuma di albicocca, di melone, di ananas🍍, con un pouffe di note erbacee in lontananza. In bocca, entra con delicata eleganza, per poi aprirsi a ventaglio e titillare le papille linguali con un sorso di raro e fascinoso equilibrio: la dolcezza c’è, ma è perfettamente contrastata da una vena sapida di fondo – impalpabilmente acidula – che trasforma questa semplice ed economica (siamo sotto i 20€ per la bottiglia da 50 cl) etichetta di Albana Passito Romagna DOCG Solara 2018, in un CAPOLAVORO di fascia altissima, con le 4 dolcissime coppe🏆🏆🏆🏆 che, quasi quasi, ne meriterebbero una 5°. Ma l’Al.Qu.Pro. dice NO all’ingresso in fascia maxima, pur valutando con un voto altissimo questo delizioso nettare dolce made-in-Bertinoro. Fa il vino Emanuele Casadei, supportato in vigna dall’agronomo – e comproprietario con lo stesso Casadei – Mauro Sirri. Per loro, dolci applausi👏👏👏 (e per me, che mi sono scolato mezza bottiglia in un nanosecondo, dolci sogni😋…)
etichetta 8 | colore 10 | profumo 9,56 | densità 9,37 | persistenza 9,69 | tipicità 10 | struttura 9,23 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,67| ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,52
mi ha emozionato perché è fruttato, fragrante, persistente e piacevolmente dolce
Non è uno scherzo. E non è neanche la prima volta che, su questo blog~notes, sono presenti etichette di vini acquistati al supermercato. È comunque un debutto, per un vino della linea “FiorFiore Coop”. Il produttore, Cleto Chiarli, non credo abbia bisogno di presentazioni e, se proprio devo, mi limito a sottolineare che stiamo parlando di un’Azienda “lambruschista emiliana” da 1 milione di bottiglie annue. Che magari può apparire come un nano, rispetto alle corregionali Cantine sociali che sfornano annualmente decine e decine di milioni di bottiglie. Ma è un grande nano, del quale oggi assaggiamo il Casalguerro 2022: rosso porpora alla vista, bollicina di estremo equilibrio in bocca, con un sorso lievemente abboccato (ma non troppo) e dotato di un’appagante vinosità e fragranza di frutto. Non è – e non vuole esserlo – una bomba💣 di Lambrusco, lato concentrazione: c’è comunque una struttura sufficiente a regalare piacevoli emozioni di beva (e riBeva🤪) e questo è indubbiamente il punto di forza del Lambrusco di Modena DOP Casalguerro 2022 griffato Cleto Chiarli per FiorFiore Coop. Piacevolezza TOP + RiBevibilità TOP + Prezzo TOP (siamo sotto i 7 €uro) possono bastare per renderlo un CAPOLAVORO? Al.Qu.Pro., l’Algoritmo Qualitativo Proprietario ha dato l’🆗️: e siccome ogni decisione valutativa spetta a LUI (ed è inopinabile), non posso far altro che assegnare le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 di merito al Casalguerra 2022 e…. spremere la bottiglia fino all’ultima goccia😜! Post Scriptum: fa il vino la coppia Filippo Mattioli~Michele Faccin, rispettivamente in vigna~in cantina. Bravi👏👏👏!
etichetta 7 | colore 8,91 | profumo 9,04 | densità 8,61 | persistenza 8,49 | tipicità 9,75 | struttura 8,26 | discesa in gola 9,71 | retrogusto 8,52 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 108,29
mi ha emozionato perché è fruttato, succoso, fragrante e beverino
La domanda sorge spontanea e riusciremo – forse – a trovarne risposta al termine dell’assaggio odierno, che proviene dal “sacro terroir” di Bolgheri e dintorni. Siamo sulla costa toscana, in quel di Castagneto Carducci, ove è ubicata la cantina Aia Vecchia, “creatrice” del Lagone 2021: un vino da tavola – ops, Toscana IGT – che rispetta rigorosamente il mix di uve cabernet sauvignon + merlot + cabernet franc, ovvero “il taglio bordolese”, cioè l’assemblaggio di uve originarie della zona di Bordeaux, che hanno poi trovato fortuna in Toscana e in particolare – vedi Ornellaia e Sassicaia, giusto per citare 2 luxury wines – nel bolgherese. Ecco il senso del title: siamo proprio sicuri che abbia ancora senso parlare di taglio bordolese? La risposta, disarmante, ce la dà proprio Lagone 2021, un’etichetta dal costo che supera di poco i 10 €uro: di color rosso rubino intenso, profuma di more, ribes e cuoio. Ma è al palato che tira fuori le sue carte migliori: di struttura importante, si fa amare per una beva dannatamente elegante e, nello stesso tempo, very strong. Ad occhi bendati, senza sapere cosa stia bevendo, avrei scommesso di essere davanti ad un supertuscan di prezzo triplo o quadruplo: perché questo Toscana IGT Lagone 2021 griffato Aia Vecchia, è un CAPOLAVORO senza se e senza ma, con la feature di un prezzo davvero onesto. Cosa aggiungere oltre? Applausi👏👏👏 scroscianti alla family Pellegrini che produce questo vino TOP, proponendolo ad un prezzo piccolo piccolo. Circoletto⭕️ rosso, propedeutico – e in odore di podio – agli EmotionalAwards del 6 Gennaio 2024, nella categoria “Vini dal miglior rapporto emozioni/prezzo”.
etichetta 7 | colore 9,44 | profumo 9,28 | densità 9,73 | persistenza 9,66 | tipicità 10 | struttura 9,77 | discesa in gola 9,51 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,87 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 114,26
mi ha emozionato perché è strutturato, elegante e persistente
La domanda sorge spontanea, poiché il Bianco Veronese IGT Exemplum 2022 non è realizzato con un blend di uve pregiate, bensì con del comunissimo trebbiano vinificato in purezza (!). Ci vuole audacia e coraggio per una scelta del genere, ma evidentemente la family Vicentini, ideatrice del vino in assaggio, ha curato ogni dettaglio – sia in vigna, che in cantina – per arrivare al risultato voluto. Colore giallo pallido, olfatto fruttatissimo di susina, pesca, ananas e cedro: un fruit-mix che, coerente al naso, ritorna anche in bocca, con un sorso estremamente ricco, fragrante e beverino. La persistenza aromatica sulle papille linguali e il conseguente retrogusto, in deglutizione, sono di inaudita intensità e piacevolezza – che fanno volare altissimo l’Exemplum, proiettandolo nell’Olimpo dei bianchi – con un grip acidulo sul finale, che lo riporta sulla terra, ma lo rende dannatamente dissetante. Che altro aggiungere? Che siamo dinanzi ad un altro super-bianco targato Vicentini! Dopo Il Casale (over the top👑) e Terrelunghe (top-wine), 3° win-wine per la cantina di Colognola ai Colli: il Bianco Veronese IGT Exemplum 2021 è un CAPOLAVORO di fascia alta, che si accatta, in souplesse, le meritatissime 4 coppe🏆🏆🏆🏆. Chapeau🎩 obligé! Post Scriptum: il tappo “a vite” – che sa tanto di vino low-cost acquistato al discount – in realtà è perfetto per mantenere intatte fragranza ed aromaticità di un vino del genere, che probabilmente, con il classico sughero, potrebbe essere esposto ad evoluzioni imprevedibili. Ineccepibile, tecnicamente e teoricamente parlando, ma… io preferisco il sughero: perché il vino è “una cosa viva” e qualche nanoparticella di ossigeno non ha mai fatto male a nessuno (anzi…), mentre l’azione sigillante di uno Stelvin (boh…).
etichetta 7 | colore 8,93 | profumo 10 | densità 8,92 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,42 | discesa in gola 9,76 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 114,03
mi ha emozionato perché è fruttato, fragrante, persistente e dissetante
… sorprende per succosità di beva e piacevolezza globale. Ma andiamo per ordine, partendo dall’Azienda che lo realizza – Fattoria del Cerro – e il luogo di provenienza – Acquaviva, frazione dello splendido borgo di Montepulciano – dove crescono i grappoli🍇 di prugnolo gentile ovvero il sangiovese grosso “versione poliziana”. Il Silineo 2018, premiato dal Gambero🦐 Rosso con i 3 bicchieri🍷🍷🍷, è un Vino Nobile di Montepulciano DOCG, che si presenta di color rosso scuro intenso, con netti profumi di amarene, more e un pouffe di cuoio sullo sfondo. In bocca entra polposo, strutturato, sfoderando una ricchezza di beva davvero fascinosa e quasi inattesa, dato che in altri assaggi di altre etichette di Nobile, raramente ho riscontrato la concentrazione di frutto del Silineo. La tannicità, giustamente presente, regala poi una persistenza ad alta intensità e lunghezza; idem dicasi per il retrogusto, con una lieve nota ferrosa sul finale che non disturba più di tanto. Cosa aggiungere oltre? A meno di 15€, godere di un CAPOLAVORO di tale livello, gratifica gola, mente e portafoglio. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 strameritate per Silineo, per Fattoria del Cerro [scoprila qui] e per gli autori di tale suuuper Nobile: Franco Fierli in vigna e il duo Riccardo Cotarella/Emanuele Nardi, in cantina. Chapeau🎩 + applausi👏👏👏 per tutti!
etichetta 8 | colore 9,80 | profumo 9,63 | densità 9,58 | persistenza 9,76 | tipicità 10 | struttura 9,54 | discesa in gola 9,30 | retrogusto 9,55 | ribevibilità 9,85 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,01
mi ha emozionato perché è profumato, strutturato, tannico e persistente
Penso che Alfredo Molinari, fondatore della Cantina di Carpi [scoprila qui] – da una decina d’anni inglobata con la Cantina di Sorbara, a formare una realtà cooperativa di 1200 soci conferitori – avrebbe apprezzato il racconto dell’assaggio odierno… Siamo nel cuore❤️ dell’Emilia – e più precisamente nello stabilimento modenese di Sorbara – dove nasce il Lambrusco Salamino di S. Croce DOP “Dedicato ad Alfredo Molinari”: alla vista, mentre scende nel calice con una schiuma cremosa e abbondante, appare di un bel rosso porpora sgargiante; al naso, profuma di mora, amarena e prugna cotta. Spettacolare l’ingresso in bocca: succoso, fruttato, dotato di una vinosità elegante, come mai mi era capitato prima, in un Lambrusco. La struttura è media ma ricca di frutto, con una garbata astringenza dannatamente voluttuosa e invitante, così come la persistenza aromatica e il retrogusto – di notevole livello non solo per la tipologia, ma in assoluto – che nell’insieme producono un mix micidiale lato “riBevibilità da ciucca” conseguente🤪. Eh sì, non c’è alcun dubbio: siamo davanti ad un Lambrusco CAPOLAVORO di fascia altissima, con le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 riempite fino all’orlo, di queste emozionanti bollicine emiliane. Un Lambrusco TOP, degno del nome che porta (e Alfredo Molinari, da lassù🌠, gongola e approva…)
etichetta 7 | colore 10 | profumo 9,66 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 8,72 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,63 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,01
mi è piaciuto perché è profumato, succoso, elegante e beverino
Esattamente 2 mesi fa, sono rimasto affascinato dal Soave Superiore Il Casale 2018 griffato Vicentini [scoprilo qui] ed ho quindi deciso di fare il bis con un altro Soave della stessa cantina: Terrelunghe 2022. Che si presenta apparentemente “in difetto” rispetto al Casale: di un giallo oro meno profondo, con un bouquet fruttato~floreale meno intenso e un ingresso in bocca un filo più snello, meno opulento. Poi però, sulle papille linguali, avviene qualcosa di miracoloso: il sorso esprime una fragranza commovente, con una tridimensionalità e una ricchezza di frutta a polpa gialla esplosiva, a invogliare la beva e la riBeva ad libitum, anzi, ad infinitum. Questa etichetta di Soave è ovviamente più fresca (è una 2022…😁) rispetto al Casale, supportata da una corposa struttura, ma anche dotata di una mineralità elegante, perfettamente rispettosa della “soavità” della Denominazione di Origine. 2° centro🎯 in 60 giorni per Vicentini, una piccola (100.000 bottiglie) grande cantina veronese, che mi riprometto di conoscere e visitare di persona, tramite il teletrasporto***. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 guadagnate in souplesse, per il Soave DOC Terrelunghe 2022: un CAPOLAVORO di fascia alta e quindi, di nuovo, applausi👏👏👏 scroscianti!
***《teletrasportooooo🛸 portami a Colognola ai Colli ➡️ Azienda Agricola Vicentini…》
🌬 ✨️ 🌬
《eccomi teletrasportato nel vigneto~giardino di casa~cantina Vicentini, dove scorgo una family formata da: il patron Agostino (fresco di lavori in vigna) e consorte, i figli Emanuele e Francesca. Tutti legati da una passione forte per la viticoltura, ognuno con il proprio ruolo in Azienda, tutti semplicemente schietti, genuini, affabili. Un po’ come l’anima dei loro vini…》
etichetta 7 | colore 9,61 | profumo 9,64 | densità 9,37 | persistenza 9,76 | tipicità 10 | struttura 9,68| discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,06
mi ha emozionato perché è profumato, strutturato, persistente e beverino
A parte il fatto che io neanche conoscevo l’esistenza di tale vitigno, sono rimasto incuriosito dai premi elargiti a tale vino dalle principali Guide Vini nostrane: sto parlando dell’Orgiolo 2020, Lacrima di Morro d’Alba DOC Superiore targato Marotti Campi e pluripremiato con i 3 bicchieri🍷🍷🍷 del Gambero🦐, che si aggiungono ai 4 grappoli🍇🍇🍇🍇 di Bibenda e alle 3 viti e 1/2 di Vitæ. Quindi, a logica, non potrei far altro che inserire tale etichetta in fascia maxima, senza neanche assaggiarlo, giusto? Oibò🧐, sia mai! Non sarebbe la prima, nè l’ultima volta, che un vino strapremiato, straelogiato, stra…, poi risulti – all’assaggio e all’analisi micrometrica dell’AQP (Algoritimo Qualitativo Proprietario) – non dico una ciofeca😁, ma semplicemente un vino standard, cioè senza lode e senza infamia. Sarà quest’ultimo il caso dell’Orgiolo 2020? Scopriamolo insieme: rosso scurissimo impenetrabile alla vista, emana profumi di frutta rossa matura, ciliegia🍒 sotto spirito e note erbacee. In bocca è denso, succoso, ciliegiato, astringente (ma senza esagerare) e persistente: una meraviglia😋! Da annotare una struttura media, che non va ad appesantire un sorso decisamente vinoso e concentrato. Forse, per raggiungere la perfezione, servirebbe un retrogusto più intenso – ma soprattutto più lungo temporalmente – e un tannino più presente, a dare maggior spessore ad una beva di strepitosa ricchezza di frutto. Poiché, così com’è, l’Orgiolo 2020 deve “accontentarsi”😉 di dominare la classifica dei vini CAPOLAVORO con le sue 4 coppe🏆🏆🏆🏆 e un punteggio record di fascia. A un soffio dal maximo, a un nonnulla dalla fascia riservata agli “specials”, con un etichetta appena sopra i 12€❗️❗️❗️ Post Scriptum: da segnalare che Marotti Campi [scopri qui la Cantina] fa parte del “club” FIVI, Vignaioli Indipendenti (e virtuosi😉) Post Scriptum bis: i 2 “maghi” di vigna e cantina sono, rispettivamente, Ivano Belardinelli e Roberto Potentini, selezionati con cura dagli “appassionati di magia” Giovanni, Francesca e Lorenzo Marotti Campi. Chapeau🎩🎩🎩 sans fin…🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩🎩
etichetta 8 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,07 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,91 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,98
mi ha emozionato perché è denso, succosissimo, ciliegioso e persistente
Fa il vino Riccardo Cotarella. Ma… che vino sarà? Scopriamolo insieme: di colore rubino intenso, profuma di ciliegia e prugna cotta ed entra in bocca con suadente garbo e morbidezza. La struttura è più elegante che potente, ma la magia di questo Sumaniello “askos” 2021 Salento IGT griffato Masseria Li Veli sta tutta nella rotondità di beva – indescrivibile a parole, nella sua maestosità – più che nella persistenza aromatica, comunque esageratamente ciliegiosa🍒 e d’inusitata lunghezza, seppur non troppo intensa. Retrogusto coerente, pur non memorabile, ma tirando le somme… CAPOLAVORO di fascia alta, senza se e senza ma. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 strameritate per Masseria Li Veli e questo eccellente Susumaniello. Aggiungendo gli applausi👏 👏 👏 👏 per Re👑 Riccardo che l’ha saputo pensare “in grande”. Rapporto emozioni/prezzo da champion of the world🌍!
Post Scriptum: anche il Gambero🦐 Rosso, seppur con 1 anno di ritardo, si è accorto della grandezza di questo Susumaniello Askos (3 bicchieri🍷🍷🍷 assegnati all’annata 2022, nella futura Guida 2024). Meglio tardi che mai!
etichetta 7 | colore 9,74 | profumo 9,53 | densità 9,78 | persistenza 9,38 | tipicità 10 | struttura 9,52 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,31 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 114,26
mi ha emozionato perché è setoso, rotondo ed elegante
Diciamolo subito: la cantina pugliese Cantele [scoprila qui], con questo Negroamaro Rosato Puglia IGP, supera ogni aspettativa. Veniamo all’assaggio: il colore di questo Rohesia 2022 è rosa chicco con nuance arancio, i profumi sono un pupurrì di frutta fresca “estiva” con l’aggiunta di alkermes; l’attacco in bocca è altresì fruttato e di fragranza strepitosa, in un contesto di perfetta simbiosi tra complessità di beva ed eleganza aristocratica. Ma è nella persistenza aromatica, di grande finezza ed intensità, con un finale “coup-de-theatre” speziato~abboccato, che esce fuori l’anima di questo Negroamaro Rosato Puglia IGP Rohesia 2022 griffato Cantele, che va a posizionarsi nella zona alta della fascia CAPOLAVORO ma avrebbe potuto volare altissimo in zona “specials” se soltanto… (vedi il P.S.). Da sottolineare anche un retrogusto lunghissimo e – tanto per rimanere in linea con il suo stile gustativo – di rara eleganza! 4 coppe🏆🏆🏆🏆 abbondanti e strameritate (anche per un rapporto emozioni/prezzo stellare!), che valgono un plauso agli “autori” di questo suuuper Rosato pugliese: Cataldo Ferrari, in vigna e Gianni Cantele, in cantina. Bravi👏👏👏. Davvero. [comprata su CALLMEWINE a questo prezzo] Post Scriptum: Rohesia 2022, un Rosato davvero emozionante e sorprendente in assoluto, sarebbe stato da fascia maxima INEGUAGLIABILE, se soltanto avesse riportato in retroetichetta “prodotto e imbottigliato all’origine da” anziché il generico “imbottigliato da”, che io ambirei a non trovare più neanche nelle bottiglie presenti al reparto vini della GDO (ed è la sola “nota stonata” in un’etichetta di altissimo livello qualitativo).
etichetta 7 | colore 10 | profumo 9,79 | densità 9,28 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,42 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,49
mi ha emozionato perché è fragrante, succoso, elegante e speziato
Oggi siamo in Alto Adige e, più precisamente, a Termeno sulla Strada del Vino – un paese dal nome esplicativo🤪 – nel bolzanese, dove sorge la storica Tenuta J. Hofstätter [scoprila qui], capitanata da Martin Foradori Hofstätter. In assaggio il Gewürztraminer SüdTirol-AltoAdige DOC Joseph 2021, che si presenta di un bel giallo dorato, con bei profumi di susine stramature e ananas🍍. Attacco in bocca virato al morbido, elegante, quasi timido: effettivamente, mi attendevo un maggior grip palatale, abituato ad apprezzare i gewürz dal sorso ricco, concentrato e persistente. Qui invece, gli enologi Marcus Heinel e Stefan Micheli, puntano dritti ad uno stile garbato, rotondo, morbido, che farà la felicità di chi non ama i bianchi altoatesini troppo “taglienti” lato acidità~mineralità. La struttura è un filo sotto la media, idem dicasi per la persistenza – buona, ma non eccelsa – ma alla fine, conta il risultato: 4 coppe🏆🏆🏆🏆 agguantate di precisione, dato che siamo ai primissimi gradini della fascia CAPOLAVORO, ma va riconosciuto che il Joseph è uno dei gewürz più eleganti mai assaggiati prima. Chapeau🎩!
etichetta 7 | colore 9,12 | profumo 9,17 | densità 9,21 | persistenza 8,54 | tipicità 9,35 | struttura 8,43 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,02 | ribevibilità 9,59 | prezzo 9,50 | piacevolezza globale 9,25
PUNTEGGIO TOTALE 108,18
mi ha emozionato perché è morbido, elegante e suadente
Oggi mi aggiro tra i vigneti dell’Azienda Pezzuoli-F.lli Bellei [scoprila qui], in quel di Maranello, nel modenese: sono alla ricerca del Pietrascura, un Lambrusco premiato al Vinitaly 2023 nella categoria “Miglior vino frizzante”. Sarà davvero un TOP wine? Scopriamolo insieme: spuma abbondante e persistente, colore rubino~violaceo scuro, quasi impenetrabile. Profumi accattivanti di di more, frutti rossi e arancia sanguinella; ingresso in bocca subito succoso, a tratti acidulo, a tratti morbido, a tratti sapido. Sicuramente il sorso è complesso, così come la sua struttura: è un Lambrusco quasi meditativo, dotato di varie sfaccettature gustative, che lo rendono “uguale a nessuno” e dotato di una tipicità tutta sua. Per me – che di “bruschi” sono amante ed esperto conoscitore – siamo dinanzi ad un piccolo grande CAPOLAVORO di Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP: piccolo, nel prezzo; grande, alla gustativa. 4 coppe 🏆🏆🏆🏆 frizzanti suuuupersoniche!!! Post Scriptum: una bottiglia di costo ben sotto i 10€, che sfiora l’ingresso nella fascia valutativa degli “specials” è l’ennesima dimostrazione di come il prezzo di un vino, sia totalmente decorrelato dalla sua qualità (e gustosità😋). Post Scriptum bis: da applauso scrosciante👏👏👏, la scritta in retroetichetta “integralmente prodotto e imbottigliato all’origine”. Vorrei leggere tale scritta, su TUTTI i vini…
etichetta 9,75 | colore 9,68 | profumo 9,29 | densità 9,38 | persistenza 9,37 | tipicità 10 | struttura 9,52 | discesa in gola 9,29 | retrogusto 9,46 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,74
mi ha emozionato perché è succosissimo, strutturato e fruttato
Lo so, non amo assolutamente🤥 spoilerare fin dal title: ma quanno ce vo’, ce vo’😁. L’assaggio odierno ci porta sul Garda e, più precisamente, a Desenzano, ove ha sede Selva Capuzza [scoprila qui], la cantina produttrice del Lugana Riserva DOC Menasasso 2016. Che si presenta, visivamente, di giallo oro vestito, sprigionando profumi intensi di cedro, susina, pesca noce e spezie. Attacco in bocca lievemente aggressive, pizzicando le papille linguali, ma poi lascia spazio ad un sorso sontuoso, ricchissimo di frutta – in perfetta coerenza con i profumi – di struttura e complessità importante, con persistenza aromatica di suuuper lunghezza e intensità; idem dicasi per il retrogusto finale, quasi infinito, con l’unico appunto di una nota amaricante/tabaccosa, un filo disarmonica. Cosa aggiungere oltre? Che Donatella Vezzaro (in vigna) e Renato Beozzo (in cantina) sanno, evidentemente, come “coccolare” al meglio l’uva🍇 Lugana che dà vita a questo CAPOLAVORO di Menasasso 2016: 4 coppe🏆🏆🏆🏆 di altissimo livello! E la family Formentini, proprietaria di Selva Capuzza, non può far altro che “gongolare” di tale riuscita dell’etichetta, perlopiù premiata dall’AIS, nella guida Vitæ 2021, con il voto maximo delle 4 viti. Mentre io, senza accorgermi di aver già terminato la bottiglia, ho iniziato a “dondolare”🤪 come se non ci fosse un domani…
etichetta 7 | colore 9,88 | profumo 10 | densità 9,74 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 9,39 | retrogusto 9,72 | ribevibilità 9,56 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,29
mi ha emozionato perché è profumato, fruttato, corposo e persistente
L’ultimo assaggio del mese ci teletrasporta in Liguria e più precisamente a Bolano, nello spezzino. Il Vermentino Colli di Luni DOC La Piccarda 2022 targato Fratelli Giannarelli [scopri qui l’Azienda] si presenta, alla vista, di un bel giallo oro con sfumature verdastre. Profuma di susine stramature, con una nota erbaceo~speziata sullo sfondo e conquista il palato con una freschezza ed una sapidità impetuosa che, fortunatamente, non nasconde le note fruttate di base, per una beva appagante, persistente e di fragranza infinita. Forse – e sottolineo forse – manca una struttura ancor più potente nonché complessa, per ambire “ai piani alti” della fascia CAPOLAVORO, ma resta comunque un vino di grandissima piacevolezza e riBevibilità, con una nota elegante e quasi abboccata, sul finale di beva. Un accenno di dolcezza che ci sta benissimo, dopo tanta salinità espressa da questo Vermentino suu👅uuper, che riesce ad agganciare le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 in fotofinish!
Post Scriptum: dalla “regìa”, mi suggeriscono che la vinificazione di questo Vermentino è basata su <<un modo di operare il meno interventista possibile>>. Bravi…bene…bis! (perché prossimamente sarò curioso di assaggiare gli altri 2 cru di Vermentino griffato Giannarelli: il Casa Salani e il Costa del Debbio).
etichetta 9,50 | colore 8,74 | profumo 8,81 | densità 8,09 | persistenza 9,11 | tipicità 8,67 | struttura 8,04 | discesa in gola 9,04 | retrogusto 8,47 | ribevibilità 9,86 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,70 PUNTEGGIO TOTALE 108,03
mi ha emozionato perché è sapido, persistente e beverino
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