Oggi sono nelle Marche, a gironzolare nella campagna anconetana e, più precisamente, a Cupramontana (rima baciata suggerita dal "solito" Rimatore Seriale😜), dove scorgo Vallerosa Bonci: dal 1962, una piccola grande cantina specializzata nella produzione di Verdicchio. Piccola nella produzione - non superando le 80mila bottiglie annue - ma grande nell'accuratezza produttiva, almeno a giudicare dal Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore DOC San Michele 2020, in assaggio oggi. Che si presenta giallo pallido alla vista con nuances verdognole, profumato di fiori bianchi, anice, erba tagliata e un pouffe di mandarancio sullo sfondo. In bocca entra con una pulizia ed un'eleganza inedita per la tipologia, per poi mostrare una distintiva personalità tutta sua: il sorso di questo Verdicchio vira al morbido, in netta controtendenza rispetto allo stile di molti (troppi) Verdicchio fin troppo "verticali". Il San Michele 2020, che nell'annata successiva si è aggjudicato il premio maximo di Bibenda - i 5 grappoli🍇🍇🍇🍇🍇 - è un vino di una rotondità strepitosa, supportata da una struttura complessa, dotata di note saline e minerali di rara eleganza, a comporre un quadro gustativo definibile con una sola parola: CAPOLAVORO. Di alto livello e d'inatteso charme: 4 coppe🏆🏆🏆🏆 strameritate per questo Verdicchio griffato Vallerosa Bonci, realizzato dal trio agronomico~enologico Roberto Alfieri~Giovanni Loberto~Andrea Ortenzi. Bravi👏👏👏 davvero!
etichetta 8 | colore 9,37 | profumo 9,24 | densità 9,07 | persistenza 9,12 | tipicità 10 | struttura 9,43 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,55 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,75
PUNTEGGIO TOTALE 113,53
Il title si riferisce al cru del Carmignano DOCG biologico🍃, griffato Fattoria Ambra - siamo nel pratese, in Toscana - proposto in assaggio oggi. Beppe Rigoli - nella triplice veste di proprietario, agronomo, enologo - e la sua Fattoria Ambra, ci presentano un vino di color rubino scuro alla vista, mentre al naso è un pupurrì di frutti rossi, con l'amarena in evidenza. Attacco in bocca pulito ma imponente, con una struttura "cicciosa" e contemporaneamente elegante, a regalare un sorso di grande fascino, che invoglia a fare il bis (e anche il tris😜). Questo Santa Cristina in Pilli 2020 è indubbiamente un CAPOLAVORO, in linea con il target🎯 filosofico di questo blog~notes: grandi vini al giusto prezzo, nel rispetto di noi "appassionati paganti". 4 coppe🏆🏆🏆🏆 guadagnate in scioltezza, alle quali si aggiunge il circoletto⭕ rosso per il suuuper rapporto emozioni~prezzo: applausi👏👏👏!
etichetta 8,50 | colore 9,02 | profumo 9,13 | densità 9,02 | persistenza 8,98 | tipicità 9,28 | struttura 9,11 | discesa in gola 9,36 | retrogusto 9,56 | ribevibilità 9,29 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,25
PUNTEGGIO TOTALE 110,50
Inizio con il botto💣 per la nuova "annata" 2025 di questo blog-notes: ben 3 vini "specials" premiati, meritatamente, con le 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 (uno dei quali, sotto i 15 €uro!). Non è una cosa che capita di frequente, in un lasso di tempo così ristretto (10 giorni), ma tant'è! E chissà che con l'estate - dopo una pausa "tecnica" che speriamo duri solo qualche settimana - con "una sporca dozzina" di bottiglie in assaggio, la rara congiunzione astrale del mese scorso, non conceda il bis...
Lucio Battisti intonerebbe <<lo scopriremosolo solo bevendo...>>😁
Intanto, vediamo cosa ci aspetta:
☆ dalla Toscana: Carmignano, Chianti Classico Riserva;
♤ dal Veneto: Prosecco Valdobbiadene, Prosecco Cartizze, Valpolicella Superiore , Soave Classico;
◇ dalle Marche: "bis" di Verdicchio dei Castelli di Jesi;
♡ dall'Emilia: Lambrusco;
♧ dall'Alto Adige: Gewürztraminer;
□ dalla Campania: Fiano di Avellino, Falanghina.
Prosit🥂!
Lo fa Bertani, storica Cantina veneta specialista di uve🍇 corvina, dal 1857. Certo, non siamo davanti ad un Amarone: il Valpolicella Ripasso ne è solo "un parente alla lontana". Però, fin dal primo assaggio, si percepisce ricchezza di frutti (di bosco) ed eleganza a tinte delicate. La morbidezza è quasi esagerata - a tratti si sente la mancanza di tannino e di acidità - ma questo è il Valpantena 2020: un Valpolicella Ripasso succoso ma raffinato, sicuramente non potente, ma mooolto garbato, a garantire una beva più invitante che persistente, più beverina che corposa. In una parola, STRABUONO, anzi strabuonissimo Bertani: un marchio e una garanzia, da oltre 160 anni. Quindi... 3 coppe🏆🏆🏆 ai piani alti di fascia, indubbiamente strameritate, per questo Valpolicella Ripasso DOC Valpantena 2020.
etichetta 7 | colore 8,72 | profumo 9,04 | densità 8,22 | persistenza 8,96 | tipicità 10 | struttura 8,84 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,69 | ribevibilità 9,35 | prezzo 8,95 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 106,77
Oggi mi tratto bene: essendo un orso🐻, preferisco i boschi al mare🌊, ma devo dire che Marsala - siamo nel trapanese, nella parte più ad Ovest della Sicilia - ha il suo indubbio fascino. E se dico Marsala, poi devo aggiungere Florio, perché così narra la storia: le antiche Cantine furono fondate da Vincenzo Florio nel 1833, anno di nascita dell'omonimo baglio (e pure di questo blog😁).
L'assaggio odierno è "niente popodimeno che" una bottiglia di Marsala Superiore Riserva semisecco DOC 2007, dal costo che sfora di un 20% la soglia maxima di Emotional Wines (42 €uro). Ma... (spoiler😱) ne vale la pena (ops! volevo dire la spesa).
La Marsala sr0207 fortificata ben 17 anni fa, nel 2007, è di color ambrato intenso, con nuances oro antico; profuma di datteri, zibibbo e miele. Entra in bocca densa, ma di un'eleganza inaudita, per un vino da meditazione INEGUAGLIABILE qual è questa bottiglia griffata Cantine Florio [scoprile qui]. C'è magia nel sorso, c'è fascino, c'è suadenza: insomma, c'è un'appeal unico, introvabile in altri vini fortificati o nei passiti. Qui siamo al "livello supremo" e, quasi quasi, le 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 appaiono "strette", insufficienti a raccontare la maestosità gustativo~emozionale di questo suuuper😋 vino dolce (ops! semisecco) siciliano. Perfetto abbinamento: cheesecake con gocce di chocolate fondente😍.
etichetta 7 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 117
Oggi gironzolo in un luogo strepitosamente bello - ed unico, visto che è anche patrimonio UNESCO - come lo è Barolo e tanti altri paesi/frazioni che compongono la meraviglia naturale delle Langhe piemontesi. In località Boschetti, sorge Lo Zoccolaio [scoprila qui], "costola" di Villa Lanata, entrambe di proprietà della family Martini. La Barbera in assaggio oggi si presenta di rosso porpora scurissimo vestita, profumatissima di more e ribes ed un pouffe di fragoline di bosco, al naso. Ma è in bocca che Suculè 2018 esplode in tutta la sua magnificenza polposa, materica, fruttata, come poche altre volte mi è capitato di assaggiare: il sorso è succosissimo eppure non pesante e invoglia la ribeva in modalità "su, dai, sbronziamoci🤪", chiudendo con una persistenza - che poi si estende al retrogusto - di rara piacevolezza. Fa il vino - con mano✋️ magica, direi - Massimo Marasso e lo fa così bene che agguanta* il premio maximo delle 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 con questa INEGUAGLIABILE Barbera d'Alba Superiore DOC 2018 Suculé, griffata Lo Zoccolaio. In aggiunta, circoletto⭕️ rosso obliged per una bottiglia che sa davvero sorprendere, perlopiù non superando la soglia dei 15 €uro.
👏👏👏👏👏Standing ovation!👏👏👏👏👏
* (nel senso che raggiunge la fascia maxima per il rotto della cuffia, fermandosi al primissimo gradino a causa di quella dicitura in controetichetta "imbottigliato da...per conto di...")
etichetta 6 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116
Oggi siamo a Gaiole in Chianti, nel senese, dove lo storico Castello di Cacchiano [scoprilo qui] è l'autore del più famoso dei vini rossi di toscana: Chianti Classico DOCG, nella versione Riserva 2019. Stefano Chioccioli, nel duplice ruolo di agronomo ed enologo, realizza - per Cacchiano . una Riserva piuttosto viva, fragrante, non certo "piatta" come capita, talvolta, in alcune interpretazioni invecchiate del Chianti. Qui abbiamo un naso ricco di viola e frutti di bosco, con una bocca materica e vinosa, ma non disgiunta da una bella profondità di beva, che regala forza, potenza, ma anche eleganza di frutto, soprattutto sul finale. Tannino ben presente ma non ruspante, forse levigato da un'attenta cura nella maturazione in botte, con il risultato di una piacevolezza di beva, spesso non facilmente riscontrabile per la tipologia. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 di merito per un classico ed elegante CAPOLAVORO firmato Castello di Cacchiano. Sarò curioso di assaggiare, prossimamente, lo step evolutivo superiore ovvero il Gran Selezione Millennio.
etichetta 8 | colore 8,92 | profumo 9 | densità 9,06 | persistenza 9,14 | tipicità 9,75 | struttura 9,48 | discesa in gola 9,32 | retrogusto 9,60 | ribevibilità 9,34 | prezzo 9,35 | piacevolezza globale 9,30
PUNTEGGIO TOTALE 110,26
PREMESSA : : talvolta capita di fare una cena informale tra amici e/o parenti, che quando è il momento di scegliere il vino - per non fare lo sborone - punti dritto sulla bottiglia più economica, quella che "sarà quel che sarà", ma almeno il portafoglio ringrazia🤑.
Come conseguenza di tale scelta, è logico non aspettarsi chissà quale meraviglia enologica, eppure è accaduto che...
LA FATTORIA : : siamo nei dintorni di Firenze, nella strada che porta verso la Rufina, dove una deviazione - con stradina stretta e scoscesa - porta dritti alla Fattoria di Poggiopiano, conosciuta in zona anche e soprattutto per un olio E.V.O. stratosferico.
L'ASSAGGIO : : "eravano 4 amici al bar" (con cucina), stappiamo una bottiglia che sta sotto i 15€ (l'oste ci racconta che non effettua alcun ricarico sul costo dei vini, che quindi sono pari al prezzo da asporto😱). Dopo il 1° sorso, ariiva il 2°, il 3°, il 4° e... 2° bottiglia🤪. Com'era 2018 Rosso di Toscana IGT è tecnicamente un supertuscan low-cost, che regala la sensazione di immergersi nella vasca di fermentazione delle uve (sangiovese con un saldo di canaiolo) e ci riporta indietro nel tempo, al vino rosso buono, conviviale, ruspante, come sanno ben fare nella campagna fiorentina. Qui, però, Mauro Galardi e la Fattoria di Poggiopiano si sono superati: nessuna puzzetta residua, freschezza e vinosità inaudite, sorso masticabile, retrogusto di frutti rossi e piacevolezza da voto maximo. A questo prezzo, trattasi di CAPOLAVORO più unico che raro, perlopiù certificato BIO, perlopiù "integralmente prodotto e imbottigliato all'origine"! E pure proveniente da un Vignaiolo Indipendente [scopri qui la FIVI].
MORALE DELLA FAVOLA : : 4 coppe🏆🏆🏆🏆 inattese ma strameritate, con l'aggiunta del circoletto ⭕️ rosso per il sorprendente rapporto emozioni~prezzo (da 11).
⚠️WARNING : : berne con moderazione, perché con vini del genere, non smetteresti più🤪...
etichetta 10 | colore 8,37 | profumo 8,23 | densità 8,71 | persistenza 8,43 | tipicità 8,70 | struttura 8,45 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,59 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 109,48
Oggi gironzolo in Toscana e più precisamente nel Valdarno, una zona considerata "minore" (se raffrontata alle zone "super" di Montalcino, Bolgheri, Chianti Classico), ma non per questo meno interessante. La Tenuta Sette Ponti [scoprila qui] ideò il Toscana IGT Crognolo nel lontano 1988 ed è per questo che, lo scorso anno, gli ha dedicato una versione "anniversary" realizzata in una modalità inusuale e cioè con un blend delle annate 2016/18/19. Ne esce fuori un supertuscan molto particolare, dai profumi e dal sapore decisanente notturno, passatemi il termine. Dimenticatevi quei rossi fragranti, scorrevoli, di facile beva: qui siamo davanti ad un vino dai profumi di frutti di bosco che si stagliano su uno sfondo decisamente boisè, legnoso e tabaccoso. Idem al palato: questa versione del Crognolo è decisamente "dark" con le importanti note balsamiche ed una persistenza infinita a tessere la tela di un sorso decisamente INEGUAGLIABILE, per tipicità e ricchezza di estrazione. Di conseguenza, il Toscana IGT Crognolo 25° Anniversary griffato Tenuta Sette Ponti, si guadagna le ambite e meritate 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆, quasi in souplesse... Applausi 👏👏👏👏👏 al team agronomico~enologico della Tenuta, che ha saputo anche solo immaginare un vino di tale unicità.
etichetta 7 | colore 10 | profumo 9,47 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 116,47
Non è una boutade, è la realtà: dalla griffe storica che ha inventato il Franciacorta - Berlucchi - nasce il Metodo Classico extra brut in assaggio oggi, un rarissimo bollicine rosa proveniente dalla "terra madre" dei Rossi toscani TOP LUXURY (v. Masseto, Sassicaia, etc.). A Bolgheri, con la Tenuta Caccia al Piano [scoprila qui], "i Berlucchi" ci stupiscono con una bollicina rosa cipria dotata di profumi fruttati, un filo delicati, ma invitanti al naso. In bocca è elegantissima, di grande charme (chapeau🎩 "alle mani✋️" di Ferdinando dell'Aquila in cantina, supportato da Claudio Santini, in vigna), a riprova di una Maestrìa con la M maiuscola, nel saper spumantizzare "i chicchi d'uva" di Syrah e Merlot (entrambi al 50%) di questa magica zona di Toscana. Ne esce fuori un Cap Rosé 2021 STRABUONO, che mi ha sorpreso oltre le attese e avrebbe pure meritato una coppa in più rispetto alle 3🏆🏆🏆 aggiudicatesi, se solo avesse avuto un prezzo di acquisto under 21€. È l'unica nota dolente, con un rapporto emozioni/prezzo, appena sopra la sufficienza: tenendo anche conto di non essere dinanzi ad una DOC o DOCG, trovare a scaffale un buon Vino Spumante - anzi, strabuonissimo😋 - a non meno di 30 €uro, è un filo irrispettoso dellla cultura di chi poi lo acquista. A Mio Modesto Avviso.
POST SCRIPTUM: aldilà del prezzo, non posso esimermi dal tributare un applauso👏👏👏 per l'ottima realizzazione e aggiungere il circoletto rosso⭕️, riservato a quei vini che sanno sorprendere.
etichetta 7 | colore 9,41 | profumo 9,17 | densità 8,89 | persistenza 8,64 | tipicità 10 | struttura 8,56 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,62 | ribevibilità 10 | prezzo 6,70 | piacevolezza globale 9,85
PUNTEGGIO TOTALE 107,84
《Vino bianco strutturato e leggermente speziato, secco》: così riporta la retroetichetta del vino odierno... vediamo se ci azzecca😜! Sono oltre 300 i soci conferitori di questa importante Cantina Sociale altoatesina, supportata dal duo agronomico~enologico Michael Haller~Stefan Kapfinger. Che, evidentemente, sanno il fatto loro in tema di uve indigene: ne è un fulgido esempio il Gewürz in assaggio oggi, che si presenta profumatissimo di fiori e frutta bianca al naso, con quel pouffe speziato che ritroviamo anche al primo assaggio. Delicatezza sensoriale e facilità di beva non sono disgiunte da un sorso di grande fragranza, seppur lievemente carente in termini di struttura e densità palatale.
Chiusura molto fascinosa, puntando più sulla morbidezza di fondo, che sulla persistenza, in un contesto di buona speziatura, tipica della DOC. Tirando le somme, 3 coppe🏆🏆🏆 di merito per questo Gewürztraminer Sud Tiröl - Alto Adige DOC 2021 griffato Cantina Merano Burggrafler, decisamente STRABUONO. A mio parere, con ampio margine di miglioramento.
etichetta 7 | colore 8,74 | profumo 9,16 | densità 8,22 | persistenza 8,67 | tipicità 9,20 | struttura 8,28 | discesa in gola 9,49 | retrogusto 8,78 | ribevibilità 9,74 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 8,90
PUNTEGGIO TOTALE 105,83
Oggi mi aggiro tra i filari vitati empolesi della campagna fiorentina, dove la family Pierazzuoli, proprietaria della Tenuta Cantagallo, supportata da un enologo "big" qual è Lorenzo Landi - classe 1964 - ci presenta un Carmignano che sembra uscito fuori dalla macchina del tempo. La gustativa, momento cru dell'assaggio di un vino, ci fa tornare indietro ai tempi del vino "toscanaccio", nel senso buono del termine, con quei rossi schietti, un filo ruvidi, ma decisamente autentici. È il caso del Matroneo 2021: rosso rubino profondo alla vista, vinoso e speziato al naso, dà il meglio di sé in bocca, perché ci porta dritti al ricordo dell''archetipo del vino contadino, senza regalare nulla in termini di morbidezza, dolcezza e ruffianità varie. Il Carmignano DOCG Matroneo 2021 è un CAPOLAVORO d'antan, con le 4 coppe 🏆🏆🏆🏆 riempite di un nettare rosso, che saprà esprimersi al meglio, in perfect match, con una bistecca di Chianina IGP Fiorentina. Slurp😋... slurp😋...
POST SCRIPTUM: quella scritta in controetichetta, "integralmente prodotto e imbottigliato all'origine", vorrei leggerla più spesso nei miei assaggi vinicoli. Chapeau🎩 a Dario ed Enrico Pierazzuoli!
etichetta 9,75 | colore 9,32 | profumo 8,48 | densità 9,03 | persistenza 9,22 | tipicità 9 | struttura 9,16 | discesa in gola 8,68 | retrogusto 8,96 | ribevibilità 9,11 | prezzo 9,50 | piacevolezza globale 9,10
PUNTEGGIO TOTALE 109,31
Alooooooooooò cocchi 🥥🥥🥥...
alooooooooooò cocche🥥🥥🥥...
Sìììììì, lo so: in questa prima parte dell'anno mi sono addormentato e ri-addormentato😴 di brutto (e risvegliato dormiente).
Ma siccome sono un orsetto goloso (oltre che sonnacchioso), vi anticipo gli assaggi che ci aspettano per questa seconda parte di Aprile 2024.
Ecculi⬇️⬇️⬇️!
☆ dalla Toscana: Carmignano, Metodo Classico, Supertuscan "Anniversary Edition", Rosso di Toscana "tipico", Chianti Classico Riserva;
♤ dal Piemonte: Barbera d'Alba;
◇ dal Veneto: Valpolicella Ripasso;
♡ dall'Alto Adige: Gewurztraminer;
♧ dalla Sicilia: Marsala Superiore Riserva.
--------- prosit! ----------
…sono una felice scoperta in questi ultimi scampoli dell’anno: ad Alice Bel Colle, sede dei Tenimenti Ca’ Bianca – appartenenti alla galassia GIV~Gruppo Italiano Vini – nasce una bollicina dolce che ha un’equilibrio e una piacevolezza di beva di rara suggestione. Perchè all’interno della DOCG Moscato d’Asti capita di trovare vini piacioni, dolcissimi, mielosi, talvolta stucchevoli. Ma evidentemente Giandomenico Longo – enologo di Ca’ Bianca – è un appassionato~innamorato pazzo della tipologia, dato che riesce a tirar fuori l’anima del Moscato d’Asti: la dolcezza di beva è sì intensa, ma micrometricamente bilanciata da una freschezza acidulo~sapida impeccabile, su di una struttura morbida e delicata, fruttata e fragrante, che riesce a regalare emozioni forti, quasi commoventi. Siamo perciò dinanzi ad un bollicine dolce CAPOLAVORO, che si guadagna le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 con facilità sorprendente, così come sorprendente è il rapporto emozioni~prezzo ( su VINICUM viene via ben sotto i 10 €uro!). Applausi👏👏👏!
etichetta 7 | colore 9,07 | profumo 9,38 | densità 8,86 | persistenza 9,02 | tipicità 10 | struttura 8,83 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 112,16
mi ha emozionato perché è profumato, fruttato, piacevole ed equilibrato
…uguale a nessuno: in primis perché V.T., cioè frutto di una vendemmia tardiva; in secundis, perché proveniente da una regione – la Puglia – non certo “specialista” dei vini bianchi (mentre lo è per i rosati e i rossi). Eppure: alla vista è fascinosamente giallo oro con nuances verdi, al naso profuma di ananas🍍, frutta tropicale e kiwi. In bocca entra morbido, quasi impalpabile, ma poi sfodera un ventaglio di sapori che spaziano dalla pesca tabacchiera al cedro, dall’albicocca al mandarino🍊 stramaturo. Il sorso è strutturato, imponente, anche grazie ai suoi 14,5° (❗️) che stordiscono le papillle linguali, titillandole con una morbidezza e una cremosità inaudita, mai riscontrate prima in nessun altro bianco assaggiato “in my life“😍. Come se non bastasse, la persistenza aromatica è intensa e lunghissima, susseguita da un retrogusto dotato di lunghezza quasi paragonabile ad un passito siciliano. Che altro aggiungere? Che Cantele, la cantina leccese che realizza questo INEGUAGLIABILE Teresa Manara Chardonnay Salento IGP “quattordici settembre duemilaventuno”, ha sfoderato l’asso nascosto nella manica, per ambire – con merito – al premio riservato ai migliori BIANCHI DELL’ANNO, negl’imminenti Emotional Awards🏅 del proximo 6 Gennaio, sempre su questi schermi. Intanto propongo una standing ovation👏👏👏 dedicata a Gianni Cantele, enologo “di famiglia”, supportato in vigna da Cataldo Ferrari, per aver anche solo pensato ad un vino bianco di questa portata, perlopiù uscendo con un prezzo – intorno ai 20 €uro – che rafforza fortissimamente il valore irrangiungibile di questa stra-ordinaria etichetta pugliese. 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 gustosissime😋!
etichetta 7 | colore 10 | profumo 10 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 117
mi ha emozionato perché è profumatissimo, cremoso, strutturato e persistente!
Oggi siamo a Siena, nella campagna ilcinese, dove sorgono le vigne utilizzate per il cru Ginestreto 2019: è l’assaggio odierno, il Rosso di Montalcino DOC realizzato da Fuligni. Che mi sarei aspettato essere un rosso corposo, tannico, opulento, come capita spesso per i vini di questo meraviglioso pezzo di Toscana. Ma Ginestreto è un’altra cosa: di color rubino lucente ma non certo intenso, profumato (con garbo) di frutti rossi e violetta, scompiglia le carte in tavola a chi si aspettava un Rosso di Montalcino dal carattere potente e intenso. Qui c’è un sorso di grande eccellenza, che sorprende le papille linguali con un’ampiezza palatale “sferica”, tridimensionale, ad esaltare il maestoso equilibrio tra le note acidule e il ricco bagaglio fruttato. Cosa aggiungere oltre? Emozioni a non finire e una piacevolezza di beva di rara eleganza, per questa sorprendente etichetta di casa Fuligni. Ca va sans dire, 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 per l’INEGUAGLIABILE Rosso di Montalcino DOC Ginestreto 2019, un’inattesa e sorprendente realizzazione del duo enologico~agronomico Paolo Vagaggini~Federico Ricci, per una piccola (siamo sotto le 80.000 bottiglie annue) grande Azienda ilcinese, che fa valere la sua “esperienza” ultra 50ennale e la confluisce in questa bottiglia. Tanto di cappello🎩 anche a Maria Flora Fuligni, proprietaria della fascinosa Tenuta [scoprila qui].
etichetta 7 | colore 10 | profumo 9,47 | densità 9,64 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 10 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 116,11
mi ha emozionato perché è elegantissimo, fruttato e persistente
Che il Friuli Venezia Giulia sia “terra di bianchi”, non ci piove: decenni fa, quando ero ancora nella fase di passaggio dall’astemìa alla vinofollìa🤪, rimasi letteralmente “stordito” di fronte ad un bianco friulano (era il Bianco della Castellada, un vino monumentale). Da lì in poi, capii come il terroir, le zone vocate, i vitigni giusti nel posto giusto, possano sortire “quasi automaticamente” risultati fuori dall’ordinario. E l’assaggio di oggi – SPOILER😎 – ne è una conferma. Siamo a Pavia di Udine, frazione Risano, dove la family Pighin [scoprila qui] realizza – con un blend di uve malvasia/ribolla/tocai – il Bianco DOC Soreli, pluripremiato con i 5 grappoli🍇🍇🍇🍇🍇 Bibenda e i 3 bicchieri🍷🍷🍷 Gambero Rosso: non male come palmarès, vero? E se poi “dietro ai premi” c’è solo un vino decente ma non oltre (talvolta è capitato…)? L’annata è la 2019, il colore è giallo dorato, i profumi sono un mix di frutta a polpa gialla, con l’ananas🍍 in bella evidenza. In bocca, entra con fresca eleganza, con toni fruttati dolci e coerenti al naso👃, poi vira verso una morbidezza garbata, poichè ben sostenuta da una vena sapido~acidula. La persistenza aromatica è lunghissima ed intensa, idem il retrogusto. Applausi👏 👏 👏 scroscianti a Manuel Bracco in vigna e a Cristian Peres in cantina, che riescono a far la felicità di Fernando Pighin &family. Felicità che viene “cristallizzata”😋 all’interno delle bottiglie dell’INEGUAGLIABILE Soreli 2019: uno dei pochissimi specials sotto la soglia dei 21 €uro. Che altro aggiungere? Che “la felicità” non è mai stata così succosa e sostenibile: 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 emozionanti, per godere come ricci, ma senza svenarsi!
etichetta 7,50 | colore 10 | profumo 10 | densità 9,37 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,35 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 116,22
mi ha emozionato perché è fragrante, profumato, morbido, persistente ed elegante
Il title spudoratamente spoilerante😛 racconta con un termine – elegante – l’essenza dell’assaggio odierno. Oggi siamo a Moncucco – frazione di Farigliano, nel cuneese – a scoprire un rosso “contadino” della tradizione vinicola piemontese, il Dolcetto Sorì Dij But 2019 griffato Anna Maria Abbona (Vignaioli Indipendenti – FIVI). Al colore, il vino è rosso porpora con nuances rubino; al profumo, un timido mix di frutti rossi. Ma è in bocca che il Sorì Dij But tira fuori le sue carte migliori: in primis una grande rotondità di beva, in secundis un’eleganza inattesa per un rosso piemontese che sta in fascia 12~15€. Tannino morbidone, quasi impalbabile, a sostenere una struttura soltanto media, con la persistenza un filo corta, così come il retrogusto. La sensazione è che questo Dogliani DOCG Sorì dij But 2019, sia solo un assaggio, sia solo “un trailer” – passatemi il termine – delle potenzialità espressive del Dogliani made by Anna Maria Abbona [scoprila qui]. Che magari trova maggior ricchezza di frutto e vinosità nei cru Maioli e San Bernardo, sempre a base di uve🍇 dolcetto, sempre realizzati dal duo agronomico~enologico Franco Schellino~Giorgio Barbero. Secondo Vitæ 2023 non è così, dato che il maximo punteggio delle 4 viti le affibbia proprio al Sorì dij But (invero, all’annata 2021, che mi procurerò per un confronto diretto). Io mi allineo al giudizio dell’Al.Qu.Pro. che lo valuta STRABUONO di zona alta e confermo di aver assaggiato un sorso elegantissimo, di eccezionale piacevolezza, ma con le voci struttura/persistenza/retrogusto, fin troppo misurate, quasi avessero “il freno a mano” tirato…
etichetta 7,50 | colore 9,27 | profumo 8,67 | densità 8,54 | persistenza 8,37 | tipicità 8,93 | struttura 8,65 | discesa in gola 10 | retrogusto 8,11 | ribevibilità 9,77 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 107,81
mi ha emozionato perché è morbido, elegante e di grande piacevolezza
…negli anni: l’annata in mio possesso – in assaggio oggi – è la 2020, premiata con i 5 grappoli🍇🍇🍇🍇🍇 da Bibenda. Ma le annate precedenti e quelle successive, hanno raccolto pure le 4 viti di AIS~Vitæ, il voto maximo di 99/100esimi da Luca Maroni e altri premi “a giro per il mondo🌍”. Manca solo la voce de “il Giudizio Universale”😉 (by Emotional Wines!) al palmares di questo vino realizzato dalla cantina laziale Poggio Le Volpi [scoprila qui]. Bottiglia esteticamente STRA-TO-SFE-RI-CA (❗️): di dimensioni e peso superiori alla media (sembra più una bottiglia da 1 litro, che da 0,75), con un’etichetta bellissima, elegantissima, realizzata in modalità state-of-the-art. Tutta questa “bellezza del vestito” mi preoccupa sul contenuto: spesso, se non sempre, l’abito non fa il monaco… fatte salve le cd. eccezioni e magari sarà il caso del Donnaluce 2020 (chi può dirlo? lo scopriremo solo bevendo😋). Che si presenta di un bel giallo dorato nel calice, con bei profumi di frutta a polpa gialla: in particolare, si percepiscono nuances di albicocca e pesca tabacchiera. In bocca appare denso, morbido, rotondo, elegante. Ecco, ho detto tutto sul carattere di questo “blend di uve malvasia e chardonnay” laziale, che si accaparra con estrema facilità le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 riservate ai vini CAPOLAVORO, qual è il Bianco Lazio IGP Donnaluce 2020 griffato Poggio Le Volpi. Indubbiamente Felice Mergè, proprietario ed enologo di questa bella realtà dei Castelli Romani – siamo a Monte Porzio Catone – ambisce a realizzare uno dei bianchi più morbido~eleganti del panorama vinicolo nostrano. E secondo il mio umile e modesto parere degustativo, ci riesce alla grande…👏👏👏 (applausi scroscianti) Post Scriptum: pensando e ripensando a quel fin troppo generoso voto di 99/100 espresso dall’enoMaster Luca Maroni, mi sovviene una critica “costruttiva” per il Donnaluce. Pur essendo dinanzi ad una bottiglia di alto livello gustativo, se soltanto Felice Mergè riuscisse ad aggiungere profondità e tridimensionalità al sorso – con un touch di maggior sapidità e mineralità, le note deboli di questo vino – farebbe volare ancora più alto il Donnaluce, che entrerebbe meritatamente nel gotha degli “specials“: quei vini memorabili/ineguagliabili, uguali a nessuno.
etichetta 7,50 | colore 10 | profumo 9,36 | densità 10 | persistenza 9,30 | tipicità 10 | struttura 9,02 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,91 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,09
mi ha emozionato perché è denso, morbido, rotondo ed elegante
… di spiccata tipicità, con una beva dolce ma non dolcissima, mielata ma non stucchevole: c’è una vena di sapidità di fondo, che rende bevibile ad libitum – come rare volte capita per la tipologia – questo vino da dessert realizzato dalla cantina romagnola Celli, in quel di Bertinoro. Ma facciamo un passo indietro, partendo dall’inizio: Solara 2018 – questo il nome del vino dolce in assaggio oggi – si presenta di un bel giallo dorato alla vista, mentre al naso profuma di albicocca, di melone, di ananas🍍, con un pouffe di note erbacee in lontananza. In bocca, entra con delicata eleganza, per poi aprirsi a ventaglio e titillare le papille linguali con un sorso di raro e fascinoso equilibrio: la dolcezza c’è, ma è perfettamente contrastata da una vena sapida di fondo – impalpabilmente acidula – che trasforma questa semplice ed economica (siamo sotto i 20€ per la bottiglia da 50 cl) etichetta di Albana Passito Romagna DOCG Solara 2018, in un CAPOLAVORO di fascia altissima, con le 4 dolcissime coppe🏆🏆🏆🏆 che, quasi quasi, ne meriterebbero una 5°. Ma l’Al.Qu.Pro. dice NO all’ingresso in fascia maxima, pur valutando con un voto altissimo questo delizioso nettare dolce made-in-Bertinoro. Fa il vino Emanuele Casadei, supportato in vigna dall’agronomo – e comproprietario con lo stesso Casadei – Mauro Sirri. Per loro, dolci applausi👏👏👏 (e per me, che mi sono scolato mezza bottiglia in un nanosecondo, dolci sogni😋…)
etichetta 8 | colore 10 | profumo 9,56 | densità 9,37 | persistenza 9,69 | tipicità 10 | struttura 9,23 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,67| ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,52
mi ha emozionato perché è fruttato, fragrante, persistente e piacevolmente dolce
Non è uno scherzo. E non è neanche la prima volta che, su questo blog~notes, sono presenti etichette di vini acquistati al supermercato. È comunque un debutto, per un vino della linea “FiorFiore Coop”. Il produttore, Cleto Chiarli, non credo abbia bisogno di presentazioni e, se proprio devo, mi limito a sottolineare che stiamo parlando di un’Azienda “lambruschista emiliana” da 1 milione di bottiglie annue. Che magari può apparire come un nano, rispetto alle corregionali Cantine sociali che sfornano annualmente decine e decine di milioni di bottiglie. Ma è un grande nano, del quale oggi assaggiamo il Casalguerro 2022: rosso porpora alla vista, bollicina di estremo equilibrio in bocca, con un sorso lievemente abboccato (ma non troppo) e dotato di un’appagante vinosità e fragranza di frutto. Non è – e non vuole esserlo – una bomba💣 di Lambrusco, lato concentrazione: c’è comunque una struttura sufficiente a regalare piacevoli emozioni di beva (e riBeva🤪) e questo è indubbiamente il punto di forza del Lambrusco di Modena DOP Casalguerro 2022 griffato Cleto Chiarli per FiorFiore Coop. Piacevolezza TOP + RiBevibilità TOP + Prezzo TOP (siamo sotto i 7 €uro) possono bastare per renderlo un CAPOLAVORO? Al.Qu.Pro., l’Algoritmo Qualitativo Proprietario ha dato l’🆗️: e siccome ogni decisione valutativa spetta a LUI (ed è inopinabile), non posso far altro che assegnare le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 di merito al Casalguerra 2022 e…. spremere la bottiglia fino all’ultima goccia😜! Post Scriptum: fa il vino la coppia Filippo Mattioli~Michele Faccin, rispettivamente in vigna~in cantina. Bravi👏👏👏!
etichetta 7 | colore 8,91 | profumo 9,04 | densità 8,61 | persistenza 8,49 | tipicità 9,75 | struttura 8,26 | discesa in gola 9,71 | retrogusto 8,52 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 108,29
mi ha emozionato perché è fruttato, succoso, fragrante e beverino
La domanda sorge spontanea e riusciremo – forse – a trovarne risposta al termine dell’assaggio odierno, che proviene dal “sacro terroir” di Bolgheri e dintorni. Siamo sulla costa toscana, in quel di Castagneto Carducci, ove è ubicata la cantina Aia Vecchia, “creatrice” del Lagone 2021: un vino da tavola – ops, Toscana IGT – che rispetta rigorosamente il mix di uve cabernet sauvignon + merlot + cabernet franc, ovvero “il taglio bordolese”, cioè l’assemblaggio di uve originarie della zona di Bordeaux, che hanno poi trovato fortuna in Toscana e in particolare – vedi Ornellaia e Sassicaia, giusto per citare 2 luxury wines – nel bolgherese. Ecco il senso del title: siamo proprio sicuri che abbia ancora senso parlare di taglio bordolese? La risposta, disarmante, ce la dà proprio Lagone 2021, un’etichetta dal costo che supera di poco i 10 €uro: di color rosso rubino intenso, profuma di more, ribes e cuoio. Ma è al palato che tira fuori le sue carte migliori: di struttura importante, si fa amare per una beva dannatamente elegante e, nello stesso tempo, very strong. Ad occhi bendati, senza sapere cosa stia bevendo, avrei scommesso di essere davanti ad un supertuscan di prezzo triplo o quadruplo: perché questo Toscana IGT Lagone 2021 griffato Aia Vecchia, è un CAPOLAVORO senza se e senza ma, con la feature di un prezzo davvero onesto. Cosa aggiungere oltre? Applausi👏👏👏 scroscianti alla family Pellegrini che produce questo vino TOP, proponendolo ad un prezzo piccolo piccolo. Circoletto⭕️ rosso, propedeutico – e in odore di podio – agli EmotionalAwards del 6 Gennaio 2024, nella categoria “Vini dal miglior rapporto emozioni/prezzo”.
etichetta 7 | colore 9,44 | profumo 9,28 | densità 9,73 | persistenza 9,66 | tipicità 10 | struttura 9,77 | discesa in gola 9,51 | retrogusto 10 | ribevibilità 9,87 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 114,26
mi ha emozionato perché è strutturato, elegante e persistente
La domanda sorge spontanea, poiché il Bianco Veronese IGT Exemplum 2022 non è realizzato con un blend di uve pregiate, bensì con del comunissimo trebbiano vinificato in purezza (!). Ci vuole audacia e coraggio per una scelta del genere, ma evidentemente la family Vicentini, ideatrice del vino in assaggio, ha curato ogni dettaglio – sia in vigna, che in cantina – per arrivare al risultato voluto. Colore giallo pallido, olfatto fruttatissimo di susina, pesca, ananas e cedro: un fruit-mix che, coerente al naso, ritorna anche in bocca, con un sorso estremamente ricco, fragrante e beverino. La persistenza aromatica sulle papille linguali e il conseguente retrogusto, in deglutizione, sono di inaudita intensità e piacevolezza – che fanno volare altissimo l’Exemplum, proiettandolo nell’Olimpo dei bianchi – con un grip acidulo sul finale, che lo riporta sulla terra, ma lo rende dannatamente dissetante. Che altro aggiungere? Che siamo dinanzi ad un altro super-bianco targato Vicentini! Dopo Il Casale (over the top👑) e Terrelunghe (top-wine), 3° win-wine per la cantina di Colognola ai Colli: il Bianco Veronese IGT Exemplum 2021 è un CAPOLAVORO di fascia alta, che si accatta, in souplesse, le meritatissime 4 coppe🏆🏆🏆🏆. Chapeau🎩 obligé! Post Scriptum: il tappo “a vite” – che sa tanto di vino low-cost acquistato al discount – in realtà è perfetto per mantenere intatte fragranza ed aromaticità di un vino del genere, che probabilmente, con il classico sughero, potrebbe essere esposto ad evoluzioni imprevedibili. Ineccepibile, tecnicamente e teoricamente parlando, ma… io preferisco il sughero: perché il vino è “una cosa viva” e qualche nanoparticella di ossigeno non ha mai fatto male a nessuno (anzi…), mentre l’azione sigillante di uno Stelvin (boh…).
etichetta 7 | colore 8,93 | profumo 10 | densità 8,92 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,42 | discesa in gola 9,76 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 114,03
mi ha emozionato perché è fruttato, fragrante, persistente e dissetante
… sorprende per succosità di beva e piacevolezza globale. Ma andiamo per ordine, partendo dall’Azienda che lo realizza – Fattoria del Cerro – e il luogo di provenienza – Acquaviva, frazione dello splendido borgo di Montepulciano – dove crescono i grappoli🍇 di prugnolo gentile ovvero il sangiovese grosso “versione poliziana”. Il Silineo 2018, premiato dal Gambero🦐 Rosso con i 3 bicchieri🍷🍷🍷, è un Vino Nobile di Montepulciano DOCG, che si presenta di color rosso scuro intenso, con netti profumi di amarene, more e un pouffe di cuoio sullo sfondo. In bocca entra polposo, strutturato, sfoderando una ricchezza di beva davvero fascinosa e quasi inattesa, dato che in altri assaggi di altre etichette di Nobile, raramente ho riscontrato la concentrazione di frutto del Silineo. La tannicità, giustamente presente, regala poi una persistenza ad alta intensità e lunghezza; idem dicasi per il retrogusto, con una lieve nota ferrosa sul finale che non disturba più di tanto. Cosa aggiungere oltre? A meno di 15€, godere di un CAPOLAVORO di tale livello, gratifica gola, mente e portafoglio. 4 coppe🏆🏆🏆🏆 strameritate per Silineo, per Fattoria del Cerro [scoprila qui] e per gli autori di tale suuuper Nobile: Franco Fierli in vigna e il duo Riccardo Cotarella/Emanuele Nardi, in cantina. Chapeau🎩 + applausi👏👏👏 per tutti!
etichetta 8 | colore 9,80 | profumo 9,63 | densità 9,58 | persistenza 9,76 | tipicità 10 | struttura 9,54 | discesa in gola 9,30 | retrogusto 9,55 | ribevibilità 9,85 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,01
mi ha emozionato perché è profumato, strutturato, tannico e persistente
Malvasia fa rima con Lombardia: oggi siamo a Milano, e più precisamente, a San Colombano (incipit by Rimatore Seriale-il ritorno😁). Antonio Panigada è il viticoltore indipendente che oltre ai suoi Banino in versione rosso, bianco, rosa, realizza anche questo Aureum passito, premiato con il Sole🌞 di Veronelli proprio nell’annata 2017 (e nel report veronelliano di 2 giorni fa non c’era, poichè il premio risale alla Guida Oro di 2 anni fa😱). Che si presenta – alla vista – di color oro ambrato, con una bella densità (seppur non troppo viscoso, come capita con alcuni vini passiti) e – al naso – profumato di albicocca, con un pouffe di vaniglia sullo sfondo. Attacco in bocca estremamente elegante, grazie ad una struttura media, decisamente non sontuosa, non troppo concentrata, ma che sa esprimere la propria ricchezza estrattiva con una beva in perfetto equilibrio tra la dolcezza mielosa, albicoccosa – senza però scadere nello stucchevole – e la sapidità di fondo, invero molto tenue, ma “giusta”. Attimo dopo attimo, questo Aureum 2017 fa emozionare intensamente chi gli si avvicina per la prima volta, come nel mio caso: intanto, perché dotato di una personalità “magnetica”, quasi sfuggente e contemporaneamente eccitante; eppoi perché sfodera una persistenza aromatica di una lunghezza (in bocca e in gola) che definire infinita sarebbe limitante… Mi fermo qui, perchè sono rimasto emozionalmente spiazzato da questo vino dolce 《de Milan》e non posso far altro che constatare quanto siano strameritate 5 coppe🏆🏆🏆🏆🏆 elegantissime per l’INEGUAGLIABILE Banino Aureum Passito Collina del Milanese IGT 2017, “integralmente prodotto e imbottigliato all’origine” da Antonio Panigada, a San Colombano sul Lambro. Applausi 👏 👏 👏 milanesi! Post Scriptum: Banino Aureum è proprio una “creatura d’autore” dato che Antonio Panigada – Vignaiolo Indipendente aderente alla FIVI – ha la triplice veste di agronomo, enologo, produttore. Battuda de man 👏👏👏! Post Scriptum bis: circoletto⭕️ rosso per il rapporto emozioni~prezzo, dato che un passito di livello “specials sotto i 20 €uro” è più unico che raro.
etichetta 9,75 | colore 10 | profumo 9,72 | densità 9,56 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 8,21 | discesa in gola 10 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 117,24
mi ha emozionato perché è profumato, fruttatissimo, delicato, mieloso ed elegante
In ANTEPRIMA NAZIONALE, tra pochi minuti… [LIVE❗️da Parma]
Spoilero subito – per immagini – i 5 Migliori Assaggi dell’anno nelle categorie:
⭐️⭐️⭐️ Miglior Rosso
⭐️⭐️⭐️ Miglior Bianco
⭐️⭐️⭐️ Miglior Rosa
⭐️⭐️⭐️ Miglior Bollicina
⭐️⭐️⭐️ Miglior Dolce
Eppoi ci sono i 10 Sole🌞 :
Post Scriptum: Organizzazione & Concept dell’evento da 10 e lode (mai assistito prima ad una presentazione Guida Vini di tale livello!) e applausi 👏 👏 👏 scroscianti.
Post Scriptum bis: domani, tutti i dettagli e il racconto dei 10 Sole🌞 + i 5 Migliori Vini 👑 con il punteggio più alto della Guida Oro 2024, suddivisi per categoria.
RECAP : : ed allora, a palle⚾️🥎 ferme, proviamo a raccontare la stupefacente Opera d’Arte “instant classic” che è stata la presentazione della nuova Guida Oro de I Vini di Veronelli 2024, andata in onda ieri pomeriggio in una location “teatrale”, qual è la Sala Ipogea del Paganini Congressi in quel di Parma. Senza farvi mancare la mia personale (e indiavolata👹) valutazione dei “curatori” della Guida, alla luce di quel che hanno espresso sul palco parmense.
CONDUCTOR : : una brillante (e perfetta nei tempi) Simonetta Lorigliola, impeccabile in ogni suo intervento – quasi come se fosse dinanzi ad casting per la conduzione del Festival di Sanremo (nel caso, promossa a pieni voti🤩) – è stata la sorpresa felice del pomeriggio. VOTO: 10 cum laude. Purtroppo, però, tale performance ha contribuito involontariamente a far risaltare le pecche dei co-conduttori, o meglio, i curatori della Guida. Magari esperti e preparatissimi nei giudizi di assaggio e nella selezione dei vini più meritevoli di attenzione: sicuramente “centrati~a fuoco” i 10 vini insigniti del sole🌞, così come sono apparsi eccellenti i migliori assaggi delle 5 categorie di vino premiate, ovvero Miglior Rosso, Miglior Bianco, Miglior Rosa, Miglior Spumante, Miglior Dolce. Ma un po’ impacciati nel “reggere il palco” e quindi ecco i miei voti impietosi👺…
Gigi Brozzoni VOTO: 8 (si capiva da lontano un miglio, che il palco era l’ultimo luogo dove voleva essere: il suo piglio descrittivo, narrativo, faceva a botte con la sensazione di trovarsi fuori contesto, pur mostrandosi preparato e molto “veronelliano” nei vari interventi).
Alessandra Piubello VOTO: 7 1/2 (un filo aggressive nel tono di voce, ma precisa e chiara nei vari interventi, con quello “stile da prof” che la rendeva antipaticamente simpatica😎)
Marco Magnoli VOTO: 7 1/2 (con uno stile un filo asettico, mi è apparso defilato, sottoesposto: ma forse la pacatezza è semplicemente il suo lifestyle)
Andrea Alpi VOTO 9 1/2 (la voce baritonale e il piglio da speaker radiofonico, lo hanno elevato “a un passo dalla Simonetta”😜)
Angela Maculan VOTO 9 (brillante, affabile, incisiva nei rari interventi: dovevano “utilizzarla” di più)
Angelo Gaja VOTO: 10 (a sorpresa – visto che era sul palco a ritirare il premio ricevuto dal suo Sorì Tildin – si è mosso in stile Amadeus/Fiorello e ha catturato l’attenzione stile Giucas Casella). GLI ASSAGGI : : facendo di tutta l’erba un fascio e calcolando il prezzo di vendita “da gioielleria” di alcune etichette premiate, mi sarei aspettato di sobbalzare sulla sedia ripetutamente, grazie a dei “picchi emozionali” che, speravo, coerenti con i prezzi. Ma si sa: chi visse sperando…😜 MIGLIOR VINO ROSSO ⭐️⭐️⭐️Barbaresco Sorì Tildin 2020 GAJA: beva che trasuda eleganza e con quella piacevolissima acidità, che è certamente foriera di un vino dalle potenzialità di lunghissima durata nel tempo. Ma un 500ino, per accaparrarselo, è un prezzo “fuori dalla grazia di Dio”. Se solo provassimo a confrontarlo con altre bottiglie della stessa tipologia, che costano 1/10 o anche 1/15 del Sorì Tildin, capiremmo platealmente perché. << come, scusa? non esistono vini paragonabili a quelli di Gaja…>>
MIGLIOR VINO BIANCO ⭐️⭐️⭐️Ornellaia Bianco Toscana 2020 ORNELLAIA: la griffe è garanzia assoluta di aristocraticità e valore intrinseco del brand (TOP), ma il rapporto emozioni/prezzo è bassissimo, anche perchè (ridaje👹) potrei confrontarlo con un tris di bottiglie che costano 1/10 dell’Ornellaia (e che conosco bene), che gli terrebbero testa sia per la ricchezza di frutto, che per la piacevolezza globale. Punto “esclusivo” di forza: una mineralità inedita e fascinosa. Forse si paga tale plus, invero stra-ordinario😍.
MIGLIOR VINO ROSA ⭐️⭐️⭐️Etna Rosato 2022 GIROLAMO RUSSO: freschezza, piacevolezza, lunghezza del sorso, possono sembrare le solite doti ordinarie della tipologia (ci puo’ stare…), ma qui c’è una persistenza aromatica e un retrogusto che hanno a che fare con lo stra-ordinario. E probabilmente, in fase di assaggio, i curatori della Veronelli’s Guida Oro 2024, se ne sono accorti. E lo hanno meritatamente insignito del premio “miglior vino rosato”, ma sbadatamente usando il termine rosato anziché rosa (sarà un refuso? possibile dimenticarsi che la tipologia è quella dei Vini Rosa – che comprende i Rosato, i Cerasuolo, i Chiaretto, etc. – e che da almeno 5 anni LINK>>>https://www.enolo.it/vino-rose-rosexpo-vino-rosa/#:~:text=Il%20vino%20prodotto%20con%20uve,di%20Negramaro%20promotrice%20dell’evento.<<<LINK è alla disperata ricerca di un’identità che gli spetta per merito e per diritto?)
MIGLIOR VINO SPUMANTE ⭐️⭐️⭐️Trento extra brut Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2012 FERRARI F.LLI LUNELLI: cremoso, elegantissimo, fruttato, strutturato, persistente. Pur non essendo amante di tale tipologia, questa Riserva 2012 la riconoscerei perfino bendato: bollicina un filo esuberante ma gustativa di grande ricchezza e retrogusto di lunghezza infinita.
MIGLIOR VINO DOLCE ⭐️⭐️⭐️Vin San Giusto Toscana Bianco Passito 2015 SAN GIUSTO A RENTENNANO: un “mancato” Vin Santo Toscano stratosferico e immensamente dolce, a tratti mieloso, nonché caramelloso, sicuramente viscoso, ma indiscutibilmente strepitoso-oso-oso-oso…🤪 per persistenza – che non finisce proprio mai! – e morbidezza di beva, con un’alcolicità davvero impalpabile. Infatti, pur non riuscendo a rispettare la gradazione alcolica minima, richiesta dal disciplinare della DO Vin Santo Toscano (minimo 12°, mentre qui si scende sotto i 10°), riesce a rispettare la golosità del fortunato fruitore di questo Bianco Passito Toscana 2015, griffato San Giusto a Rentennano.
Per quanto riguarda i 10 Sole🌞, mi limito ad accennare quale sia la triade dei miei preferiti: 🌞Grignolinod’Asti Parcella 505 2021 I PARCELLARI: più che un Grignolino, sembra un GRIGNOLONE😱, tanta è la ricchezza fruttata che emana nel calice, per poi ripetersi anche al palato. Risultato di alto livello per la tipologia, ma anche “in assoluto”!
🌞Trecento Vino Rosso 2015 FRANCO MARIA MARTINETTI: un vino succoso, a tratti agrumato, a tratti balsamico, di spettacolare vinosità sulle papille linguali e di memorabile piacevolezza globale. Chapeau🎩 a Franco Martinetti e al suo Rosso da urlo!
🌞Predappio di Predappio Romagna Sangiovese Riserva Vigna del Generale 2020 NICOLUCCI: un Sangiovese Superiore di Romagna tannico, concentratissimo, sapido, ma anche rotondamente succoso. Un rosso romagnolo archetipale e contemporaneamente unico nel saper gestire le doti di profondità e di spensieratezza, per poi “sprecarle” in un plebeo bicchiere di sangio romagnolo dannatamente tipico, indubbiamente suuuper!
Termina qui il succinto report della Presentazione I Vini di Veronelli 2024 Guida Oro, un tomo di 1.150 pagine da leggere con calma, magari in compagnia di uno dei vini valutati e firmati con la sigla di chi li ha assaggiati: a GB (Gigi Brozzoni), MM (Marco Magnoli), AP (Alessandra Piubello) e alla Redazione tutta del Seminario Permanente Luigi Veronelli, ivi inclusa la Presidente Angela Maculan, vanno i miei più avvinati e sinceri complimenti per la Guida e per la presentazione della stessa. Senza dimenticare che tale opera è il frutto di una Fondazione senza scopo di lucro e ricordando che Il Seminario Veronelli sostiene i progetti di ACRA, con la donazione delle “seconde bottiglie” inviate dai Produttori per la realizzazione della Guida e non utilizzate nelle degustazioni.
Cecilia Cinelli, fondatrice dell’ONLUS, ha spiegato che la donazione sosterrà i progetti e le attività di ACRA di Educazione alla Cittadinanza Globale e di dialogo interculturale che hanno l’obiettivo di promuovere uno sviluppo sempre più sostenibile per le persone e l’ambiente, e valorizzare tutte le diversità che caratterizzano il nostro Paese.
Chiudo con un ipse dixit drammaticamente attuale…
Le guerre, le violenze, le tragedie continueranno sino a che esisteranno fedi che non siano la sola fede dell’uomo per l’uomo. [Luigi Veronelli]
Della cantina toscana Dievole, m’incuriosisce il Chianti Classico Petrignano 2019 – premiato “Rosso dell’anno” dalla guida vini Gambero🦐 Rosso 2023 – che potrete “assaggiare con gli occhi👀” proximamente su questi schermi. Ma c’è un altro “ignano”😁 nella gamma dei Chianti Classico DOCG: è il Catignano, sempre a firma Dievole ed è l’assaggio odierno. Che si presenta di un bel rubino sgargiante, emanando profumi di frutti rossi e un pouffe di arancia tarocco sullo sfondo. In bocca è gustosissimo, con un equilibrio impeccabile tra acidità, morbidezza, astringenza, fragolosità. Sì, proprio lei – la fragola🍓 – è il fil rouge delle note fruttate di questo Chianti Classico DOCG “Gallo Nero” bio 🌱Catignano 2020 CAPOLAVORO, con le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 che, quasi quasi, gli vanno strette, dato che la fascia maxima è lì vicino a pochi decimali di distanza dal punteggio ottenuto. Chapeau🎩 per Dievole [scoprila qui] – eccellenza senese da oltre 1 milione di bottiglie – e per il duo agronomico~enologico Lorenzo Bernini~Luigi Temperino, che meritano gli applausi👏👏👏 scroscianti per questo strepitoso Catignano. …in attesa del Petrignano 2019…
etichetta 8,50 | colore 9,67 | profumo 9,73 | densità 9,38 | persistenza 9,47 | tipicità 10 | struttura 9,39 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,55 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,69
mi ha emozionato perché è fruttato, succoso, fragrante e beverino
Why not? È la primissima volta che racconto di un vino novello fresco fresco di vendemmia: senza attendersi chissà quale responso valutativo, sono curioso di assaggiare e di capire. Ho preselezionato un novello di una regione “sicurezza” – la Toscana – e di una fattoria – il Palagio [scoprila qui] – che fa parte di un big vinicolo qual è Zonin. La provenienza “certa” delle uve mi affascina: siamo nella valdelsa, nella campagna senese a cavallo tra Volterra e San Gimignano. E la certezza me la dà la controetichetta: Toscana IGT “imbottigliato all’origine”👌, che per un novello non è poca cosa. Degustiamolo insieme: colore rosso rubino lucente, profumato di fiori e macedonia di frutta fresca; in bocca è fragrante, fruttato, vinoso il giusto (è un Novello, non una Riserva!), ma con una struttura più che discreta e soprattutto al di sopra delle attese. I punti di forza sono, ovviamente, riBevibilità, semplicità e piacevolezza del sorso, ma questo Vino Novello 2023 Toscana IGT griffato Fattoria Il Palagio ha anche “un’anima”, che riesce a distinguerlo dal classico stereotipo dell’aperitiVino. Questo Novello è un Vino a tutti gli effetti: leggero, semplice, beverino, ma dannatamente STRABUONO e decisamente sorprendente per la categoria di appartenenza. 3 coppe🏆🏆🏆 che non mi aspettavo…!?!
etichetta 8 | colore 8,18 | profumo 8,11 | densità 7,27 | persistenza 7,63 | tipicità 7,75 | struttura 7,72 | discesa in gola 10 | retrogusto 7,41 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,95
PUNTEGGIO TOTALE 101,09
mi ha emozionato perché è fruttato, fresco e beverino
Penso che Alfredo Molinari, fondatore della Cantina di Carpi [scoprila qui] – da una decina d’anni inglobata con la Cantina di Sorbara, a formare una realtà cooperativa di 1200 soci conferitori – avrebbe apprezzato il racconto dell’assaggio odierno… Siamo nel cuore❤️ dell’Emilia – e più precisamente nello stabilimento modenese di Sorbara – dove nasce il Lambrusco Salamino di S. Croce DOP “Dedicato ad Alfredo Molinari”: alla vista, mentre scende nel calice con una schiuma cremosa e abbondante, appare di un bel rosso porpora sgargiante; al naso, profuma di mora, amarena e prugna cotta. Spettacolare l’ingresso in bocca: succoso, fruttato, dotato di una vinosità elegante, come mai mi era capitato prima, in un Lambrusco. La struttura è media ma ricca di frutto, con una garbata astringenza dannatamente voluttuosa e invitante, così come la persistenza aromatica e il retrogusto – di notevole livello non solo per la tipologia, ma in assoluto – che nell’insieme producono un mix micidiale lato “riBevibilità da ciucca” conseguente🤪. Eh sì, non c’è alcun dubbio: siamo davanti ad un Lambrusco CAPOLAVORO di fascia altissima, con le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 riempite fino all’orlo, di queste emozionanti bollicine emiliane. Un Lambrusco TOP, degno del nome che porta (e Alfredo Molinari, da lassù🌠, gongola e approva…)
etichetta 7 | colore 10 | profumo 9,66 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 8,72 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,63 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,01
mi è piaciuto perché è profumato, succoso, elegante e beverino
Alooooooooooò cocchi 🥥🥥🥥… alooooooooooò cocche🥥🥥🥥… Sìììììì, lo so: con tutta sta’ pioggia che ha colpito duramente la Toscana😪 e ha inzuppato tutta la mia pelliccia🐻, mi sono ri-addormentato😴 di brutto (e risvegliato malaticcio🥶). Ma non mi sono dimenticato di pensare agli assaggi del mese di Novembre 2023. Ecculi ⬇️ ⬇️ ⬇️!
☆ dalla Toscana: Vino Nobile di Montepulciano, Vino Novello 2023, Chianti Classico bio “Gallo Nero”, supertuscan IGT low-cost; ♤ dal Piemonte: Barbera d’Asti; ◇ dal Veneto: Bianco Veronese; ♡ dall’Emilia: Lambrusco di Modena, Lambrusco Salamino di Santa Croce; ♧ dalla Lombardia: Passito Collina del Milanese.
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