...Cavalier Mario Balugani creava in queste terre... Oggi, nelle stesse terre, è Roberto Balugani a fare i vini, composti da "solo bollicine": 2 bianco + 2 rosso. Quello in assaggio oggi è il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC Ribello, "prodotto e imbottigliato all'origine dal Vitivinicultore" (applauso👏). E per la tipologia è cosa rara, dati gli enormi numeri di bottiglie prodotte in quantità industriale, dai big del Lambrusco. Ma non divaghiamo e passiamo subito all'assaggio: rosso rubino vivace appena versato, con bollicine fragranti e non troppo abbondanti (un grande pregio!), con profumi di frutta boschiva rossonera (no, non mi riferisco all'A.C. Milan😁) ossia fragolina di bosco e mirtillo selvatico. In bocca è secco e vinoso, di una pulizia ed eleganza di beva decisamente rara per la tipologia. Ribello non è piacione, non è ruffiano, ma è stramaledettamente gustoso, succoso, che...non smetteresti mai🤪 di riempire la scodella (il termine corretto è "la fojeta"), come tradizione vorrebbe. Perchè Ribello di Balugano è un CAPOLAVORO🏆🏆🏆🏆 che fa della Tipicità - sì, con la "T" grande - il suo caposaldo.
Applausi scroscianti a Roberto & family👏👏👏.
la fojeta!
etichetta 9 | colore 9,17 | profumo 9,41 | densità 9,16 | persistenza 9,35 | tipicità 10 | struttura 9,18 | discesa in gola 9,66 | retrogusto 9,32 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,35
PUNTEGGIO TOTALE 113,60
...firmato I Sabbioni, mi intriga non poco. In primis, perché l'annata 2016 è una garanzia; in secundis, perché l'uva🍇 sangio che cresce in Romagna è spesso vinificata in purezza (a differenza di quanto avviene in Toscana) e si fa apprezzare per una succosità e una gustosità tutta sua. Ma "entriamo" in assaggio: l'Oriolo si presenta di rosso scuro vestito, con profumi netti di ciliegia, rabarbaro e mirtillo nero selvatico. Attacco in bocca lievemente più secco e tannico del previsto: controllo la temperatura (9°) e mi accorgo che serve un'oretta abbondante di acclimatamento, per poter degustare il vino intorno ai 13~15° (fidatevi, è la temperatura giusta per il sangio!).
E ora ci siamo: il termometro segna 14,6°C, le papille linguali percepiscono un vino di valida densità, materico, con un letto di prugne, ribes e amarene🍒 "ad aprire le danze". La struttura è impeccabile, in un equilibrio frutto/tannino di alto livello: se avessi bevuto questo rosso romagnolo in un "test alla cieca", avrei potuto tranquillamente scambiarlo per un supertuscan dal costo stellare. E a proposito di prezzo... io l'ho comprato a meno di 20 €uro, ma sono pronto a scommettere che questo Oriolo 2016 farebbe vedere i sorci verdi ai cd. "vini iper-costosi": 4 coppe🏆🏆🏆🏆 abbondanti! Unico neo in questo "quadretto aulico" è la scritta sulla controetichetta🤬: 《imbottigliato da ITFC179 per conto de I SABBIONI》. Post Scriptum: ora, dico... si può sapere chi è il produttore di questo CAPOLAVORO❓️ Mistero risolto: leggi sotto. Post Scriptum bis: la 5° coppa🏆 (mancata) è proprio colpa di tale mancanza di trasparenza.Post Scriptum ter: dalla regìa mi dicono che il produttore è Noelia Ricci/La Pandolfa. Non capisco perché nasconderlo pubblicamente e sostituirlo col codice SIAN...
etichetta 6 | colore 9,88 | profumo 9,62 | densità 9,73 | persistenza 9,51 | tipicità 9,86 | struttura 9,67 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,68 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,79
PUNTEGGIO TOTALE 113,74
Alooooò cocchi, alooooooò cocche🥳, siamo già in autunno (metereologico, dato che quello astronomico inizia alle 20.19 del 22 Settembre proximo: "equinozio~day" d'autunno 2025). Ci aspetta una stagione ricca di assaggi + racconti vinicoli... e cotillons💣💥👻❗️
In questo prima parte d'autunno veleggeremo ⛵️ in Sicilia, in Sardegna, in Emilia+Romagna, in Toscana, in Umbria, in Campania, in Molise, in Puglia, in Piemonte e nel Friuli. Prosit!🥂
...che sembra un title horror🥶, ma in realtà è l'assaggio di un cru di Lambrusco griffato Fangareggi🤠. Il Vigna Nera 2023 è un Lambrusco Emilia IGP realizzato all'85% con uve lambrusco salamino e si presenta di un bel rosso vivace alla vista con bollicine importanti ma non eccessive, con bel bouquet di frutti rossi e mirtillo selvatico, al naso. In bocca è fragrante, succoso, saporito, di grande equilibrio nel balance dolce~acido che fa la differenza nella tipologia. E infatti la RiBevibilità è al top della tipologia, con un sorso vinoso ma senza esagerazioni, con un finale pulito, di grande equilibrio, con un retrogusto quasi timido. Che altro aggiungere? Che il "lambrósc scur" Vigna Nera '23 di Fangareggi è STRABUONO🏆🏆🏆 ai massimi livelli, vicinissimo alla 4° coppa. Cosa gli manca? A mio modesto avviso, un pò più di "lunghezza gustativa", forse una maggior estrazione di frutto, ma forse no. Forse Giuseppe e Roberto, cresciuti nei vigneti di Nonno Augusto....(scoprite QUI il proseguio della bella storia di famiglia) hanno deciso così e, con tutto il rispetto che ho per me stesso e per le mie papille👅, mi fido di "questi due" e anzi, magari passo a trovarli in quel di Correggio - nel reggiano, dove ha sede Vitivinicola Fangareggi - per assaggiare il Puro! e il Vigna Rosa. Prosit🍷...
etichetta 8 | colore 9,10 | profumo 9,06 | densità 8,33 | persistenza 8,38 | tipicità 9,67 | struttura 8,52 | discesa in gola 9,56 | retrogusto 8,32 | ribevibilità 9,70 | prezzo 9,75 | piacevolezza globale 9,05
PUNTEGGIO TOTALE 107,44
… di spiccata tipicità, con una beva dolce ma non dolcissima, mielata ma non stucchevole: c’è una vena di sapidità di fondo, che rende bevibile ad libitum – come rare volte capita per la tipologia – questo vino da dessert realizzato dalla cantina romagnola Celli, in quel di Bertinoro. Ma facciamo un passo indietro, partendo dall’inizio: Solara 2018 – questo il nome del vino dolce in assaggio oggi – si presenta di un bel giallo dorato alla vista, mentre al naso profuma di albicocca, di melone, di ananas🍍, con un pouffe di note erbacee in lontananza. In bocca, entra con delicata eleganza, per poi aprirsi a ventaglio e titillare le papille linguali con un sorso di raro e fascinoso equilibrio: la dolcezza c’è, ma è perfettamente contrastata da una vena sapida di fondo – impalpabilmente acidula – che trasforma questa semplice ed economica (siamo sotto i 20€ per la bottiglia da 50 cl) etichetta di Albana Passito Romagna DOCG Solara 2018, in un CAPOLAVORO di fascia altissima, con le 4 dolcissime coppe🏆🏆🏆🏆 che, quasi quasi, ne meriterebbero una 5°. Ma l’Al.Qu.Pro. dice NO all’ingresso in fascia maxima, pur valutando con un voto altissimo questo delizioso nettare dolce made-in-Bertinoro. Fa il vino Emanuele Casadei, supportato in vigna dall’agronomo – e comproprietario con lo stesso Casadei – Mauro Sirri. Per loro, dolci applausi👏👏👏 (e per me, che mi sono scolato mezza bottiglia in un nanosecondo, dolci sogni😋…)
etichetta 8 | colore 10 | profumo 9,56 | densità 9,37 | persistenza 9,69 | tipicità 10 | struttura 9,23 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,67| ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,52
mi ha emozionato perché è fruttato, fragrante, persistente e piacevolmente dolce
Non è uno scherzo. E non è neanche la prima volta che, su questo blog~notes, sono presenti etichette di vini acquistati al supermercato. È comunque un debutto, per un vino della linea “FiorFiore Coop”. Il produttore, Cleto Chiarli, non credo abbia bisogno di presentazioni e, se proprio devo, mi limito a sottolineare che stiamo parlando di un’Azienda “lambruschista emiliana” da 1 milione di bottiglie annue. Che magari può apparire come un nano, rispetto alle corregionali Cantine sociali che sfornano annualmente decine e decine di milioni di bottiglie. Ma è un grande nano, del quale oggi assaggiamo il Casalguerro 2022: rosso porpora alla vista, bollicina di estremo equilibrio in bocca, con un sorso lievemente abboccato (ma non troppo) e dotato di un’appagante vinosità e fragranza di frutto. Non è – e non vuole esserlo – una bomba💣 di Lambrusco, lato concentrazione: c’è comunque una struttura sufficiente a regalare piacevoli emozioni di beva (e riBeva🤪) e questo è indubbiamente il punto di forza del Lambrusco di Modena DOP Casalguerro 2022 griffato Cleto Chiarli per FiorFiore Coop. Piacevolezza TOP + RiBevibilità TOP + Prezzo TOP (siamo sotto i 7 €uro) possono bastare per renderlo un CAPOLAVORO? Al.Qu.Pro., l’Algoritmo Qualitativo Proprietario ha dato l’🆗️: e siccome ogni decisione valutativa spetta a LUI (ed è inopinabile), non posso far altro che assegnare le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 di merito al Casalguerra 2022 e…. spremere la bottiglia fino all’ultima goccia😜! Post Scriptum: fa il vino la coppia Filippo Mattioli~Michele Faccin, rispettivamente in vigna~in cantina. Bravi👏👏👏!
etichetta 7 | colore 8,91 | profumo 9,04 | densità 8,61 | persistenza 8,49 | tipicità 9,75 | struttura 8,26 | discesa in gola 9,71 | retrogusto 8,52 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 108,29
mi ha emozionato perché è fruttato, succoso, fragrante e beverino
Penso che Alfredo Molinari, fondatore della Cantina di Carpi [scoprila qui] – da una decina d’anni inglobata con la Cantina di Sorbara, a formare una realtà cooperativa di 1200 soci conferitori – avrebbe apprezzato il racconto dell’assaggio odierno… Siamo nel cuore❤️ dell’Emilia – e più precisamente nello stabilimento modenese di Sorbara – dove nasce il Lambrusco Salamino di S. Croce DOP “Dedicato ad Alfredo Molinari”: alla vista, mentre scende nel calice con una schiuma cremosa e abbondante, appare di un bel rosso porpora sgargiante; al naso, profuma di mora, amarena e prugna cotta. Spettacolare l’ingresso in bocca: succoso, fruttato, dotato di una vinosità elegante, come mai mi era capitato prima, in un Lambrusco. La struttura è media ma ricca di frutto, con una garbata astringenza dannatamente voluttuosa e invitante, così come la persistenza aromatica e il retrogusto – di notevole livello non solo per la tipologia, ma in assoluto – che nell’insieme producono un mix micidiale lato “riBevibilità da ciucca” conseguente🤪. Eh sì, non c’è alcun dubbio: siamo davanti ad un Lambrusco CAPOLAVORO di fascia altissima, con le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 riempite fino all’orlo, di queste emozionanti bollicine emiliane. Un Lambrusco TOP, degno del nome che porta (e Alfredo Molinari, da lassù🌠, gongola e approva…)
etichetta 7 | colore 10 | profumo 9,66 | densità 10 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 8,72 | discesa in gola 10 | retrogusto 9,63 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,01
mi è piaciuto perché è profumato, succoso, elegante e beverino
Oggi mi aggiro tra i vigneti dell’Azienda Pezzuoli-F.lli Bellei [scoprila qui], in quel di Maranello, nel modenese: sono alla ricerca del Pietrascura, un Lambrusco premiato al Vinitaly 2023 nella categoria “Miglior vino frizzante”. Sarà davvero un TOP wine? Scopriamolo insieme: spuma abbondante e persistente, colore rubino~violaceo scuro, quasi impenetrabile. Profumi accattivanti di di more, frutti rossi e arancia sanguinella; ingresso in bocca subito succoso, a tratti acidulo, a tratti morbido, a tratti sapido. Sicuramente il sorso è complesso, così come la sua struttura: è un Lambrusco quasi meditativo, dotato di varie sfaccettature gustative, che lo rendono “uguale a nessuno” e dotato di una tipicità tutta sua. Per me – che di “bruschi” sono amante ed esperto conoscitore – siamo dinanzi ad un piccolo grande CAPOLAVORO di Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP: piccolo, nel prezzo; grande, alla gustativa. 4 coppe 🏆🏆🏆🏆 frizzanti suuuupersoniche!!! Post Scriptum: una bottiglia di costo ben sotto i 10€, che sfiora l’ingresso nella fascia valutativa degli “specials” è l’ennesima dimostrazione di come il prezzo di un vino, sia totalmente decorrelato dalla sua qualità (e gustosità😋). Post Scriptum bis: da applauso scrosciante👏👏👏, la scritta in retroetichetta “integralmente prodotto e imbottigliato all’origine”. Vorrei leggere tale scritta, su TUTTI i vini…
etichetta 9,75 | colore 9,68 | profumo 9,29 | densità 9,38 | persistenza 9,37 | tipicità 10 | struttura 9,52 | discesa in gola 9,29 | retrogusto 9,46 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 115,74
mi ha emozionato perché è succosissimo, strutturato e fruttato
Di scena oggi, una bollicina rossa che m’intriga: un Lambrusco dell’Emilia IGT che, come si evince dal title dell’assaggio, porta un nome “regale” e quindi… la curiositá aumenta. E mi domando: chi sará mai questo Re👑 Riccardo? Sará Riccardo Bassoli, proprietario della cantina omonima – con sede a Carpi, nel modenese – che magari ha origini nobiliari? O magari è un soprannome legato alla bravura nel realizzare vini “da Re”? Boh🤷♂️, proviamo intanto ad indagare nel vino… che si presenta di un bel rubino intenso e dai profumi di more e frutti rossi, con un touch erbaceo sullo sfondo. In bocca è generoso, sia per le bollicine che generano cremositá di beva, sia per una gustositá fruttata, che gioca a nascondino dietro una buona struttura vinosa, per poi sfociare in una discreta persistenza aromatica – più lunga che intensa – che poi chiude con un retrogusto coerente e di pulizia esemplare. Riepilogando, il Lambrusco dell’Emilia IGT Re Riccardo “platinum” 2022 targato Cantina Bassoli [scoprila qui] è STRABUONO al maximo livello di fascia che, se soltanto avesse un maggior grip palatale – cioè una struttura più ricca e una persistenza più intensa – sarebbe un Re👑 della tipologia o perlomeno con pochi eguali. 3 coppe🏆 🏆 🏆 che stanno davvero attillate al Re Riccardo platinum…
etichetta 8 | colore 9,47 | profumo 9,12 | densità 8,84 | persistenza 8,07 | tipicità 9,11 | struttura 8,16 | discesa in gola 9,58 | retrogusto 8,56 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9 PUNTEGGIO TOTALE 107,91
mi ha emozionato perché è gustoso, fruttato e beverino
…vendemmiato a mano da Villa di Corlo, in quel di Baggiovara, nel modenese, è l’assaggio odierno. E che assaggio😋! Subito impressionante per una cremosità ricca, abbinata ad una bollicina semplicemente “giusta”, è al naso che convince – con un mix di fragola🍓 e ciliegia🍒 invitante – per poi emozionare al palato: freschezza e succosità strabordante si accompagnano ad un sorso di inusitata eleganza e finezza, come raramente capita di trovare in questa tipologia. Ecco perché il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC Corleto 2022 griffato Villa di Corlo [scoprila qui] è un CAPOLAVORO di alto livello: quando si parla di Lambrusco, bisogna saper attentamente scegliere al momento dell’acquisto, tra le 1000mila bottiglie che inflazionano il mercato con vini appena sufficienti a ricevere la DOC e vini da 4 coppe🏆🏆🏆🏆 emozionanti, qual è questo Corleto, accudito in vigna da Ottaviano Medici e vinificato in cantina da Otello Venturelli. Bravi👏👏👏 davvero! Post Scriptum: diamo a Cesare quel che è di Cesare. La suggestione e il suggerimento di assaggio di questo super Lambrusco è scattato alla Trattoria Bertozzi – quartiere Saragozza, Bologna – chiedendo al cameriere~sommelier in loco, una bollicina rossa emiliana da abbinare alla cena. Mai, consiglio fu più centrato🎯…
etichetta 7,50 | colore 9,63 | profumo 9,22 | densità 9,57 | persistenza 8,96 | tipicità 9,60 | struttura 8,69 | discesa in gola 9,37 | retrogusto 8,82 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 111,36
mi ha emozionato perché è fruttatissimo, succoso ed elegante
Title spoilerante😉 di quel che ci aspetta nell’assaggio odierno: un vino esemplare, con voto maximo alla voce “tipicità”, dal rapporto emozioni/prezzo al TOP e una piacevolezza rustico~elegante (passatemi il termine ma è davvero così) tutta sua. O meglio, che fa scattare automaticamente un pensiero che ti trafigge la mente:《ma davvero questo è il gusto originario del Sangiovese Predappio Romagna DOC?》. Effettivamente Marco Cirese, proprietario della Tenuta [scoprila qui] e nipote di Noelia Ricci, ha le idee chiare sul “come” fare e sul “cosa” vuole dai suoi vini. Il Godenza 2019 è rosso rubino intenso alla vista e profuma deliziosamente di frutti di bosco freschi, quasi fossero stati appena raccolti. Ed è proprio la freschezza – supportata da una struttura né snella, né corposa, ma più semplicemente “giusta” – il leit motiv di questo Sangiovese Predappio Romagna DOC Godenza 2019. In bocca non vi è traccia di dolcezza o di ruffiane morbidezze: al loro posto, c’è una salinità e una schiettezza di beva sorprendente e contemporaneamente fascinosa, perchè riporta alla mente il vino contadino, cioè quello fatto “come vigna vuole”. RiBevibilità esagerata (😋), persistenza aromatica di lunghezza media e molto sapida, con un retrogusto di impeccabile coerenza e pulizia. Chapeau, quindi, al Godenza by Noelia Ricci e al suo sangio CAPOLAVORO che stramerita le 4 coppe 🏆🏆🏆🏆 abbondanti!
etichetta 9 | colore 9,29 | profumo 9,34 | densità 8,96 | persistenza 9,04 | tipicità 10 | struttura 9,15 | discesa in gola 9,36 | retrogusto 9,57 | ribevibilità 10 | prezzo 9,80 | piacevolezza globale 9,65
PUNTEGGIO TOTALE 113,16
mi ha emozionato perché è sapido, schietto e fragrante
…perché appena ne assaggi un sorso, ti vien voglia di tuffartici dentro😋. Della Fattoria Moretto [scoprila qui] avevamo già assaggiato il Canova: stessa DOP – Lambrusco Grasparossa di Castelvetro – e stesso stile gustativo, secco e tannico, senza regalare nulla agli amanti dei Lambrusco morbidi~ruffiani. La struttura vinosa di questo Tasso, però, si distingue dal Canova per una maggiore succosità di beva, con note fruttate più nitide e una persistenza aromatica di maggior spessore, supportata da un retrogusto pulitissimo, coerente e lungo. Per questo Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP Tasso griffato Fattoria Moretto e sboccato nel 2022, siamo ancora in fascia STRABUONO, ma stavolta vicinissimo all’ingresso in fascia superiore, quindi 3 coppe abbondanti, quasi 4. Fa il vino Fausto Altariva, coadiuvato in vigna da Stefano Mattioli, per una cantina certificata BIO🍃 e appartenente alla FIVI. Vignaioli Indipendenti.
etichetta 8 | colore 9,01 | profumo 8,74 | densità 9,62 | persistenza 8,71 | tipicità 9,20 | struttura 8,85 | discesa in gola 9,33 | retrogusto 8,92 | ribevibilità 8,74 | prezzo 9,85 | piacevolezza globale 8,85
PUNTEGGIO TOTALE 107,82
mi ha emozionato perché è succoso e rusticamente fruttato
Maria Cristina Geminiani è una delle donne del vino che, da oltre 2 decenni, si è messa in luce – nella doppia veste di enologa e proprietaria della Fattoria Zerbina – con la splendida versione del “Sauternes di Romagna” Scaccomatto: un Albana Passito che ho assaggiato una 20ina di anni fa, capace di scrivere la storia dei vini muffati italiani (proximamente su questi schermi). Avrete intuito che oggi siamo a Marzeno, nel ravennate, dove nasce il sangio citato nel title: alla vista è rubino intenso a tinte scure, mentre al naso è ciliegia sotto spirito, con un touch di rabarbaro e note boisé sullo sfondo. Ma è in bocca, che il Torre di Ceparano esprime tutto il suo potenziale: è fruttato e mooolto succoso, per una pienezza di sorso piacevolmente tannico, dotato di persistenza lunghissima, con il consueto, impeccabile, finale amaricante tipico della DOC. Non c’è molto altro da aggiungere, quando un vino come questo Sangiovese Superiore Riserva 2015 griffato Fattoria Zerbina [scoprila qui], convince in tutti i parametri gusto~olfattivi ed invoglia al 2° sorso, al 3° sorso, al 4° sorso, ops😱… bottiglia vuota!🤪 Post Scriptum: nell’ebbrezza, mi ero dimenticato di dire che questo Torre di Ceparano è un CAPOLAVORO di alto livello, che stramerita le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 con tanto di cappello🎩 (chapeau!) per Maria Cristina Geminiani, che lo realizza.
etichetta 9,75 | colore 9,56 | profumo 9,37 | densità 9,52 | persistenza 9,41 | tipicità 10 | struttura 9,35 | discesa in gola 9,19 | retrogusto 9,31 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,70 PUNTEGGIO TOTALE 115,16
mi ha emozionato perché è fruttosamente succosissimo e aromaticamente persistentissimo [Rimatore Seriale😁]
Oggi vi porto a Vigolzone, nel piacentino, dove la cantina La Tosa realizza un bianco a base di Malvasia di Candia, più volte premiato dai 3 bicchieri🍷🍷🍷 Gambero Rosso e dalle 4 viti AIS Vitæ: Sorriso di Cielo. La versione 2020 si presenta di un bel giallo carico con scintillanti nuance dorate; nel calice appare di buona viscosità – a presagire ricchezza e succosità di frutto – e bei profumi di pesca stramatura, ananas e susina Claudia (ognuno ha il suo naso: in controetichetta si riportano profumi di fresia, tè al bergamotto, frutti tropicali🤔).Attacco in bocca morbido, suadente, rotondo, a tratti abboccato; poi il sorso diventa polposo, fruttato e sopratutto dotato di una piacevolezza strepitosa, dalla quale condiscende una persistenza aromatica di bella intensità e lunghezza. Stefano Pizzamiglio, nella duplice veste di agronomo ed enologo – oltreché comproprietario, con il fratello Ferruccio, de La Tosa [scoprila qui] – riesce a realizzare un vino bianco “instant classic”, che quindi punta dritto ai piani alti della fascia CAPOLAVORO. Dirò di più: a tratti, sembra avere potenzialità evolutive che… quasi quasi, le 4 coppe🏆🏆🏆🏆 sembrano addirittura “attillate” per questa piacevolissima Malvasia Colli Piacentini DOC Sorriso di Cielo 2020 griffata La Tosa [comprata su CALLMEWINE a questo prezzo]. Post Scriptum: controetichetta dalla ricchezza d’informazioni davvero esagerata! Touch narrativo~poetico a parte – vedi l’incipit con citazione di Platone – è da standing ovation👏👏👏 l’accuratissima descrizione relativa alle fasi di produzione e imbottigliamento dell’etichetta, perlopiù riportante anche il numero (❗️) della bottiglia stessa. Chapeau🎩 obligé. Post Scriptum bis: come se non bastasse, ci tengo a sottolineare che questo strepitoso vino è certificato BIO🌱 e proviene da un’Azienda aderente alla FIVI, la Federazione dei Vignaioli Indipendenti. Chapeau🎩 2ème!
etichetta 8,50 | colore 9,82 | profumo 9,54 | densità 9,38 | persistenza 9,62 | tipicità 10 | struttura 9,23 | discesa in gola 9,64 | retrogusto 10 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
PUNTEGGIO TOTALE 115,73
mi ha emozionato perché è fascinosamente morbida, fruttata e polposa
Lo realizza Treré, a Faenza, con Massimiliano Fabbri a curare le vigne ed Emiliano Falsini a fare il vino. E che vino! All’immediatezza e alla piacevolezza dei sangio romagnoli siamo tutti ormai abituati: il livello medio di questa DOC, negli ultimi anni, ha alzato l’asticella della qualità senza speculare sui prezzo di vendita. E il cru Vigna dello Sperone 2020, il Sangiovese Romagna DOC in assaggio oggi, ne è un virtuoso esempio: di un bel rubino sgargiante alla vista, con profumi di prugna cotta, ribes e rabarbaro, all’olfatto, è al gusto che dà il meglio di sé. Attacco in bocca un filo aggressive, poi il sorso si fa pieno, succoso, ricco di frutta; la struttura è media, ben supportata da un tannino rustico ma piacevole, perchè comunque c’è morbidezza e rotondità di beva, con una valida persistenza aromatica, che chiude con le tipiche note amarognole del vitigno e un retrogusto intenso, ma non lunghissimo. Tirando le somme e considerando che quest’etichetta sta sotto i 10€, direi che il Sangiovese Superiore Romagna DOC Vigna dello Sperone 2020 targato Treré [scopri qui la cantina] straborda in fascia alta STRABUONO con 3 coppe🏆🏆🏆 abbondanti e con un punteggio globale non lontano dalla fascia superiore. Tanto di cappello👒 a Morena Trerè, coadiuvata da suo figlio Max, sia per il vino che per il fascinoso agriturismo circondato dai vigneti. Oibò, a ben pensarci, già nel cognome – TreRé – si prospetta il destino del viandante che capita in questo luogo: dopo aver mangiato, bevuto e dormito… ti senti 3 volte👑Re! (😜)
etichetta 8 | colore 8,92 | profumo 8,73 | densità 9,06 | persistenza 8,77 | tipicità 9,30 | struttura 8,64 | discesa in gola 9 | retrogusto 8,96 | ribevibilità 9,18 | prezzo 10 | piacevolezza globale 8,95 PUNTEGGIO TOTALE 107,51
mi ha emozionato perché è rusticamente succoso e fruttato
…realizzato da Medici Ermete [scoprilo qui], che costa meno di 10€ e conquista le papille gustative fin dal 1° sorso. Un miracolo? No, un vino di una semplicità imbarazzante, inversamente proporzionale ad una strepitosa piacevolezza di beva. Forse sarà stato il perfect match dato dall’abbinamento con la pizza (suuuper😋), forse sarà merito di una bollicina timida ma carezzevole sulle papille linguali, forse l’equilibrio impeccabile dell’inseguirsi tra note acidule e abboccate è stato studiato micrometricamente dalla coppia di enologi Giorgio Medici e Matteo Scaltriti. Oppure sarà stato l’atteggiamento mentale acritico che predispone, di default, a non aspettarsi granché dinanzi ad un assaggio di un vino così economico. Mettiamoci dentro tutte le più fantasiose ipotesi che vogliamo, ma alla fine ne esce fuori un Vino Frizzante Secco (mi vergogno anche a scriverlo, ma tant’è) Lambrusco Reggiano DOC Quercioli STRABUONO firmato Medici Ermete. Sono basito, senza parole, ma felicissimo di essermi emozionato a tale livello con un vino che costa ben sotto i 10€. Post Scriptum: fortissimamente raccomandato come l’ho abbinato io, cioè con la pizza🍕. Godrete come ricci! Post Scriptum bis: vino ideale anche per gli ossessionati del binomio pizza🍕&birra🍺. Qui non c’è storia, è goleada 10 a 0 per il Lambrusco rosa, che stravince per freschezza, piacevolezza e riBevibilità (senza se e senza ma).
etichetta 7 | colore 10 | profumo 7,12 | densità 8,08 | persistenza 7,11 | tipicità 8,49 | struttura 6,56 | discesa in gola 10 | retrogusto 7,07 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10 PUNTEGGIO TOTALE 101,43
mi ha emozionato perché è semplicemente fresco, beverino e gioioso
…in Emilia-Romagna. Per la precisione, a Castel San Pietro Terme, nel bolognese. Non è la prima volta che un vitigno internazionale trova casa, nuova vita, potenziale (e terroir) nella nostra penisola. Non è nemmeno strano, che i risultati di tale “accrocchio agronomico”😁 regalino bottiglie dal fascino gustativo particolare, che spesso non hanno nulla da invidiare ai vini borgognoni originari. Come nel caso del Rubicone IGT Pinot Nero 2021 griffato Agrivar by Palazzo di Varignana [scoprilo qui]: profumato di more e prugne cotte, è al palato che stupisce per una morbidezza fascinosa supportata da un tannino impercettibile – ma ben presente in sottofondo – che alla fine sfocia in una piacevolezza di beva davvero gustosa ed emozionante. A tratti, si sente la mancanza di un touch acido~salino che renderebbe il sorso ancor più intrigante, ancor più invogliante la RiBeva. Detto questo però, averne di vini a questo livello qualitativo! 3 coppe 🏆🏆🏆 strameritate per un Pinot Nero STRABUONO, senza se e senza ma, perlopiù vicinissimo all’aggancio della fascia superiore.
etichetta 7 | colore 8,96 | profumo 8,61 | densità 8,85 | persistenza 9,12 | tipicità 9,41 | struttura 8,77 | discesa in gola 9,46 | retrogusto 8,96 | ribevibilità 9,28 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,45 PUNTEGGIO TOTALE 107,87
mi ha emozionato perché è morbido, succoso e beverino
Nei miei giri boschivi🐻 ci capito spesso d’estate, nella Riviera Adriatica e sui suoi colli: ed è vicino a Longiano, in quel di Roncofreddo, che nasce il sangio romagnolo in assaggio oggi. Sto parlando del Primo Segno 2019, un vino certificato BIO🍃, che fa della mineralità e della freschezza, i suoi 2 punti di forza: in bocca è di una pulizia estrema, con un’acidità pronunciata, ma perfettamente integrata in un sorso di bella fragranza e frutto. Primo Segno è quindi un Sangiovese Superiore Romagna DOC dotato di spiccata tipicità e ben realizzato dall’enologo Francesco Bordini per Villa Venti. A tratti, però, si sente la mancanza di una concentrazione di frutto più materica, più polposa; ma forse si andrebbe a stravolgere lo stile di un sangio STRABUONO🏆🏆🏆 così com’è, più elegante che potente, più asciutto e scorrevole, che non succoso. Post Scriptum: etichetta bella e accuratamente realizzata, da voto maximo; controetichetta da voto minimo, per la scritta “imbottigliato da~per conto di”…
etichetta 6,50 | colore 8,87 | profumo 8,30 | densità 7,97 | persistenza 8,29 | tipicità 8,97 | struttura 8,47 | discesa in gola 9,68 | retrogusto 8,34 | ribevibilità 10 | prezzo 9,90 | piacevolezza globale 8,90 PUNTEGGIO TOTALE 104,19
mi ha emozionato perché è genuinamente elegante e beverino
Metti un sabato pomeriggio d’inizio primavera, in quel di Cesena – nei padiglioni della Fiera – con oltre 100 vini provenienti da Romagna, Emilia, Marche, Umbria, contraddistinti da un unico denominatore comune: le 4 viti AIS, ovvero il maximo premio assegnato dall’Associazione Italiana Sommelier ai vini delle regioni sopracitate. Aggiungi gli oltre 20 banchi di assaggio con una “cinquina” di vini ciascuno, tutti serviti nel calice dagli esperti sommelier AIS. Ne esce fuori un report che raccoglie le note di assaggio di una 20ina di vini selezionati “random” (che poi non è proprio un “accaso accaso”😁, ma una sensata selezione) a titolo di autosuggerimento😉 per i proximi vini emotional da raccontare qui sul blog. Si parte? Foto + note, please!
L'Albana secco Fiorile di Fondo San Giuseppe, 1° assaggio del pomeriggio, si presenta un filo troppo acidulo, un filo troppo minerale, un filo troppo verticale. Comunque buono.
L'Albana in anfora Vitalba di Tre Monti, vinificato in anfora, è un bianco di bella personalità: speziato, con una nota fumé sul finale, mooolto interessante e particolare.
Il Sangiovese Riserva Ronco dei Ciliegi griffato Ronchi di Castelluccio è interessante come struttura, seppur un filo indietro: acido e sapido sul finale di beva, forse abbisogna di ulteriore affinamento in bottiglia, prima di essere stappato e degustato al meglio. Da riassaggiare nel 2024/25.
Il Petra Honorii della bertinorese Tenuta La Viola è una Riserva di Sangiovese moooolto interessante e di gusto classico, oltre le attese. Mi intriga... e non poco!
Il Sangiovese di Predappio Raggio Brusa griffato Condé si è rivelato moooolto aderente alle peculiarità tipiche della DOCG: frutti rossi e tanta succosità di sorso, con la classicissima chiusura dal finale lievemente amarognolo. Buono!
Il Sangiovese pluripremiato Predappio di Predappio Vigna del Generale Riserva 2019 targato Nicolucci molto buono, ma dal finale fin troppo acidulo: non mi è parso all'altezza del blasone e dei premi ricevuti negli anni. Da riassaggiare con calma...
La Barbera Riserva del Monticino si è rivelata succosissima, con tanta ricchezza di frutti rossi, bella freschezza ed equilibrata acidità. Una sorpresa in positivo!!!
E' la volta del "Balciana" firmato Sartarelli: pienezza di frutto, esemplare equilibrio tra dolcezza e acidità, mandorle, spezie e miele per un SUPER Verdicchio dei Castelli di Jesi. Forse il miglior bianco assaggiato!
Sapidità, freschezza ed eleganza sono i tratti caratteriali del Verdicchio di Matelica Mirum 2020 griffato Monacesca: straordinario anche il finale di beva con note speziate e fumé. Notevole!
Il NOI 150 di Belisario è una versione elegantissima del Verdicchio di Matelica, dotato di bella sapidità ma anche tanta morbidezza, per un finale dalla finezza esemplare. Tra i migliori bianchi assaggiati!
Grandissimo rosso di Velenosi! Il Roggio del Filare ha espresso rotondità, pienezza di frutto, eleganza e potenza al TOP.
Maria Letizia Allevi produce un rosso letteralmente strepitoso! Isra 2019 sorprende per freschezza, succosità di frutto e facilità di beva, pur in un contesto di notevole forza estrattiva. Prendere nota...
Ancora un Verdicchio,dei Castelli di Jesi, stavolta nella versione Riserva 2019 realizzato da Villa Bucci: un bianco marchigiano che stramerita tutti i premi di settore ricevuti. Il prezzo dell'etichetta è alto (50€ e dintorni) ma ancor più alte sono le emozioni che regala alla beva!!!
Andrea Felici e il suo cru di Verdicchio "Il Cantico della figura" Riserva è il MIGLIOR VINO BIANCO dell'evento: serve aggiungere altro?
Il pluripremiato e blasonatissimo Rubesco Vigna Monticchio di Lungarotti, annata 2018, è un Grande (con la G cubitale) vino rosso umbro: a cercarci il pelo nell'uovo, vorrei però sottolinearne la tannicità fin troppo possente. Che sicuramente aiuterà una longevità esemplare. TOP!
Il Montefalco Sagrantino Molino dell'Attone 2016 realizzato da Antonelli è un rosso tuttofrutto, di strepitosa pienezza di sorso, con note morbidi, suadenti. Per rotodità e piacevolezza di beva, è il MIGLIOR ROSSO assaggiato!
Il Montefalco Sagrantino 25 Anni di Arnaldo Caprai, qui nella versione 2018, non ha certo bisogno di presentazioni: siamo al cospetto di un SUPER SUPER vino pluripremiato, che colpisce d'impatto per grandiosa estrazione di frutto e conseguente pienezza di beva. Se proprio vogliamo trovarci un difetto: tannino un filo sopra le righe e chiusura di sorso fin troppo amaricante.
Il Campo del Guardiano 2019 di Palazzone è un grande, grandissimo Orvieto classico: pienezza di frutto, sapidità e rotondità di beva, per un bianco TOP!
Supersorpresa per il penultimo assaggio dell'evento, il Bianco 2020 Macondo: sorso fruttatissimo, ma c'è anche freschezza, sapidità, per un'etichetta davvero STREPITOSA. Tra i 3 migliori assaggi!!!
Finale in dolcezza per la Malvasia passita "Sensazioni d'inverno" targata Terzoni: è un vino dolce davvero ESAGERATO! Concentrazione di frutto, morbidezza, suadente rotondità di sorso, per un passito SU-SU-SU-SUUUUUPER!!!
Title by Rimatore Seriale😁 a parte, c’è da sottolineare una particolarità, che mi ha colpito in negativo, fin dal primo sorso del RossoViola 2020: un Lambrusco dell’Emilia IGP realizzato senza aggiunta di solforosa😍, certificato biologico😍😍, sboccato il 20 Marzo 2021 e integralmente prodotto e imbottigliato👍🏻 dall’azienda agricola Saetti, in quel di Soliera, nel modenese. E quale sarebbe la particolarità negativa di tanto bendidio, direte voi? Presto detto: l’olfatto. Alla vista, questo brusco a base di uve salamino è realmente rosso violaceo, in perfetta coerenza con il nome in etichetta. Al naso però, la particolarità consiste in una puzzetta ben percepibile, che va a coprire i profumi del vino (non pervenuti). Con la consapevolezza di essere davanti ad un vino “senza chimica”, puoi chiudere un occhio e pure una narice, ma l’algoritmo qualitativo, alla voce “profumo”, non può esimersi dal registrare un voto gravemente insufficiente, che va ad inficiare gli altri aspetti correlati, nonchè la valutazione globale del vino in assaggio. Se da un lato, l’assenza di solfiti aggiunti è da premiare con applausi 👏 👏 👏 scroscianti, il “rovescio della medaglia” non può certo essere un profilo aromatico~olfattivo con diffetti evidenti. Anche perchè un vino si valuta sia con gli occhi, che con il naso e solo poi, si apprezza al palato. Palato che, tra l’altro, denota una ricca vinosità e una persistenza aromatica diametralmente opposta alle note olfattive: le papille gustative vengono coccolate dal gusto secco ma fruttato di questo RossoViola 2020, dotato di struttura ricca e polposa, con una buona persistenza aromatica (al palato non c’è alcuna traccia della puzzetta) che poi chiude la beva con un retrogusto di altissimo livello per la tipologia. L’algoritimo però non fa sconti e posiziona questo Lambrusco in fascia BEVIBILE🏆, con il rammarico che, senza odori strani, sarebbe potuto volare altissimo, probabilmente triplicando o addirittura quadruplicando le coppe… Post Scriptum: esistesse il trofeo PERFECT LABEL, lo vincerebbe Saetti [scopri qui la cantina]. Etichetta e controetichetta in tessuto, completezza quasi ridondante (ma va bene così) delle info sul retro, con l’aggiunta della “chicca” di un tappo di carta interno ad avvolgere il collo bottiglia, appena si toglie la capsula esterna. Insomma, cure maniacali lato confezione eppoi inciampone maldestro sul profumo🤬…
etichetta 10 | colore 9,08 | profumo 2,11 | densità 9,12 | persistenza 8,79 | tipicità 5,90 | struttura 8,94 | discesa in gola 9,19 | retrogusto 9,07 | ribevibilità 5,81 | prezzo 5,50 | piacevolezza globale 5,90 PUNTEGGIO TOTALE 89,41
Ma il giorno dopo….
….come per magia – cancellando quanto scritto in precedenza lato profumi – il vino non presenta più alcuna alterazione olfattiva (ma neanche i profumi tipici dei Lambrusco modenesi, con la fragola 🍓 spesso in evidenza). L’algoritmo del giorno dopo😁 rimescola le carte della valutazione emozionale, con un effetto domino inverso, che porta il Lambrusco RossoViola 2020 Vigneto Saetti a volare in piena fascia STRABUONO e così fregiarsi delle 3 coppe🏆🏆🏆 “sudate”. Come direbbe Shakespeare:《tutto è bene quel che finisce bene》e la prossima volta che apro un vino naturale, lo stappo 2 ore prima eppoi scaraffo😉.
etichetta 10 | colore 9,08 | profumo 6,56 | densità 9,12 | persistenza 8,79 | tipicità 8,81 | struttura 8,94 | discesa in gola 9,19 | retrogusto 9,07 | ribevibilità 8,81 | prezzo 9,65 | piacevolezza globale 8,95 PUNTEGGIO TOTALE 106,97
mi ha emozionato perché mi ha ricordato l’importanza di “far respirare” il vino, per poi goderne al meglio
…realizzato dall’azienda forlivese I Sabbioni: è il vino in assaggio oggi, nella versione 2016 alias “l’annata del secolo🥰”. Sangio dal colore rubino non troppo intenso, con delicati profumi di frutti rossi all’olfatto e un attacco in bocca garbato, impalpabile. Poi peró “i Gruccioni prendono il volo” e il sorso si apre a ventaglio sulle papille linguali, sfoderando una struttura sotto le attese, ma dotata di notevole morbidezza, con media persistenza e consueto, per la tipologia, retrogusto amarognolo a chiudere la beva di questo Sangiovese Superiore Romagna DOP I voli dei gruccioni 2016 STRABUONO💘, griffato I Sabbioni [scoprili qui]. Com’è consuetudine per i sangio di razza, una temperatura di servizio intorno ai 15~16°, riesce a regalare emozioni di beva più nitide. Unica nota stonata in questo bel quadretto d’insieme – che incide negativamente sul punteggio totale – è la dicitura in controetichetta “imbottigliato per conto de I Sabbioni da …”😒 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
etichetta 6 | colore 8,34 | profumo 8,12 | densità 8,38 | persistenza 8,32 | tipicità 8,96 | struttura 8,32 | discesa in gola 8,84 | retrogusto 8,67 | ribevibilità 8,78 | prezzo 9,30 | piacevolezza globale 8,25 PUNTEGGIO TOTALE 100,28
Impara l’arte e mettila da parte (Rimatore Seriale docet😜). E con l’assaggio odierno ad aprire le danze emotional di questo mese, l’Arte – quella con la A maiuscola – è l’interprete principale: a partire dall’etichetta, un concept pittorico firmato Henriette Adriensence, pittrice francese originaria dell’Île-de-France. E fin dal bouquet olfattivo – mora, prugna, ribes, ciliegia sotto spirito – per poi passare al sorso, di estrema aderenza alla tipicità del vitigno ma con un touch creativo, si percepisce la ridondanza dell’Arte. Perchè Andrea Muratori, il “pittore” di questo Sangiovese Superiore Riserva Romagna DOC Delirium 2018, non si è limitato al compito di realizzare un vino succoso, di bella ricchezza di frutto e intensa persistenza aromatica. Eh no, Andrea è andato oltre, realizzando un sangio CAPOLAVORO🏆 che trasuda eleganza a partire dall’etichetta…per poi passare all’olfatto, ammaliante… e la beva? inebriante…. con un finale giustamente dotato di lieve amaricanza (peculiarità tipica dei sangio DOC), dal retrogusto infinito per lunghezza e intensità. Se questa non è Arte… Post Scriptum: anche il prezzo è Arte, dato che Delirium sta sotto la soglia dei 21€🤑.
etichetta 10 | colore 9,27 | profumo 9,16 | densità 9,24 | persistenza 9,58 | tipicità 10 | struttura 9,33 | discesa in gola 9,64 | retrogusto 9,57 | ribevibilità 9,30 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,65 PUNTEGGIO TOTALE 114,74
Sì, è così, il title racconta la veritá, perchè il Lambrusco dell’assaggio odierno è realizzato da un’azienda agricola che è proprio un’acetaia. Vi racconto tutto: cenetta al fresco nell’osteria di Rubbiara, a Nonantola (MO), all’interno della proprietá dei Pedroni, che fanno aceto & vino. In pratica, li assaggi a tavola e poi, al momento del conto, ti ritrovi costretto a comprarli🤩, per la loro bontá e genuinitá. Ad onor del vero l’Aceto Balsamico Tradizionale extravecchio è “la fine del mondo” 🌏, mentre il Lambrusco dell’Emilia IGP Rosso Spumante Brut Bolle Rosse 2020 griffato Pedroni è solo STRABUONO💘 di fascia bassa, perchè a parte la superba performance in termini di riBevibilitá, ha una struttura solo sufficiente e una vinositá lievemente acerba. Anche la persistenza e il retrogusto sono sottotono, ma vanno benissimo nel contesto di un vino quotidiano da trangugiare liberamente, anche per merito della gradazione alcolica all’11%. E per dessert: scaglia di Parmigiano 🧀 con goccia💧 di Balsamico Pedroni 😋.
etichetta 8,71 | colore 7,93 | profumo 8,07 | densità 7,11 | persistenza 6,92 | tipicità 7,46 | struttura 6,55 | discesa in gola 7,03 | retrogusto 6,71 | ribevibilità 10 | prezzo 7 | piacevolezza globale 7,20 PUNTEGGIO TOTALE 90,69
È stata la mia domanda ai commensali, che – un po’ ignoranti sulla tipologia, un po’ perplessi – mi hanno risposto 🆗, con un tono non proprio convinto🤔. La bottiglia che ho selezionato ha ricevuto le 4 viti AIS sulla guida Vitae 2022, quindi mi aspettavo un risultato degustativo al di sopra di ogni attesa. Ma… (no, niente spoiler) assaggiamola insieme: bello il colore nel calice, di un giallo dorato fascinoso; ottimo il bouquet olfattivo – dominato da profumi di arance e fiori di bella intensitá, con un pouffe di pere e mele – mentre si è rivelato un filo aggressive l’attacco in bocca, con un acidità e un residuo di rifermentazione lievemente disturbanti. La beva è profondissima, corposa e inusitatamente “piena” per un bianco romagnolo, ma certo che l’Albana ha una marcia in più rispetto a tanti bianchi asfittici, eterei, lievi (NO, non faccio nomi🤐). Non dimentichiamo che Bertinoro è luogo di elezione per il vitigno albana, e “la cantina” ne produce più versioni – secco, dolce, spumantizzato, passito – con ovvie peculiaritá differenti per ogni vinificazione. E allora… l’assaggio CAPOLAVORO🏆 di oggi è l’Albana Secco DOCG “I Croppi” 2020 e “la cantina” è Celli [scoprila qui] ovvero il duo agronomico~enologico Mauro Sirri~Emanuele Casadei, che detengono pure la proprietá dell’Azienda. Bene, bravi, bis! Perchè quest’assaggio è solo “il 1° della serie” per il brand Celli…
Post Scriptum: anche il Gambero 🦐 Rosso si è accorto della bontá di quest’Albana I Croppi 2020 e l’ha premiato con i consueti 3 bicchieri🍷🍷🍷; idem la Guida Oro di Veronelli, 3 stelle✨ rosse e 92 pt.
etichetta 9,02 | colore 9,46 | profumo 9,19 | densità 8,95 | persistenza 9,18 | tipicità 9,21 | struttura 9,30 | discesa in gola 8,34 | retrogusto 9,12 | ribevibilità 9,29 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9
PUNTEGGIO TOTALE 110,06
A parte Bibenda, tutte le Guide vinicole nostrane premiano Vigna Rocca sia per il rapporto qualitá/prezzo – sta intorno ai 10€ – sia per il valore qualitativo assoluto. Stiamo parlando di un bianco romagnolo che si presenta nel calice con toni decisi arancio🍊 sgargiante, sicuramente frutto di macerazione con i propri sedimenti, i propri acini, i propri lieviti. Orange wine? In effetti questo Romagna DOCG Albana secco Vigna Rocca 2020 griffato Tre Monti ha tutte le peculiaritá di un bianco macerato, con profumi invitanti di frutta gialla stramatura, ananas, passion fruit. Scivola denso nel calice e ammalia il palato con un caleidoscopio gustativo ricco, polposo, con l’aggiunta di una struttura complessa e una persistenza lunghissima. Retrogusto ammandorlato e piacevolezza di beva strepitosa, rendono l’idea di essere davanti ad un Albana CAPOLAVORO🏆 di spiccata (e rarissima) tipicitá, capace di sorprendere ed emozionare oltre ogni attesa. Un debutto con il botto😍 per gli assaggi di questo mese e come dice il proverbio: “chi ben comincia…”😉 [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo] Post Scriptum: sará un caso fortuito che l’etichetta del Vigna Rocca sia tutta giocata sulle sfumature dei colori giallo~arancio?😳 Post Scriptum bis: in controetichetta, oltre al logo della certificazione vino BIO🍃, c’è anche quello della FiVi: gran bel colpo💪 per i Vignaioli Indipendenti! Post Scriptum ter: ben 5 “10” per un vino a questo basso livello di costo, sono un risultato miracoloso! Post Scriptum quater: grave svista per Bibenda…
etichetta 9,03 | colore 10 | profumo 9,28 | densità 9,24 | persistenza 10 | tipicità 10 | struttura 9,39 | discesa in gola 9,24 | retrogusto 9,17 | ribevibilità 9,72 | prezzo 10 | piacevolezza globale 10
Sará che Bertinoro – luogo di nascita di questo rosso – si è ormai dimostrata una zona particolarmente vocata per i sangio romagnoli. Sará che Giovanna Madonia, “l’autrice” di questo Sangiovese Superiore Romagna DOC Fermavento 2019 – con l’ausilio dell’enologo Attilio Pagli – è riuscita ad infondere in questo “vino quotidiano”, garbo, equilibrio, ricchezza di frutto e piacevolezza di beva. Insomma: sará quel che sará, ma questo Fermavento 2019 si è rivelato essere un vino STRABUONO al di sopra delle attese e non lontanissimo dalla fascia di valutazione maxima. In sintesi: colore rubino a tinte forti, profumi di frutti rossi (e neri) maturi che preannunciano una beva ricca, equilibrata e molto “a fuoco” nei parametri organolettici che contano. Con il solito (consueto) retrogusto – lievemente amarognolo – fruttato e succoso, a chiudere un quadro d’insieme di buon equilibrio. Servito alla temperatura ideale di 14~15°, riesce a convincere e ad emozionare. Che non è poca cosa, per un vino acquistabile ad un prezzo appena sopra i 10€. [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
etichetta 9,03 | colore 8,92 | profumo 8,63 | densità 8,38 | persistenza 8,37 | tipicità 9,11 | struttura 8,42 | discesa in gola 8,81 | retrogusto 8,97 | ribevibilità 8,58 | prezzo 9,15 | piacevolezza globale 8,40
Per l’assaggio odierno, partiamo col dire che il produttore – Fattoria Moretto – fa parte del group FIVI : : Vignaioli Indipendenti e quindi c’è da aspettarsi un vino schietto, autentico, senza inutili lazzi&frizzi. Ed effettivamente Canova 2021 si presenta di un bel rosso rubino pungente alla vista, riempiendo il calice di una persistente schiuma benaugurante. Olfatto etereo, tutto incentrato su fragoline di bosco, more e mirtilli. In bocca non lascia spazio a note abboccate o ruffianamente dolci: questo Lambrusco è secco e asciutto, garbatamente tannico – con una nota rustica ben percepibile sullo sfondo – e di convincente struttura e retrogusto. Certo non siamo di fronte all’eccellenza assoluta della tipologia, ma siamo comunque davanti ad un Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP decisamente STRABUONO💘, vicinissimo all’ingresso in fascia maxima. A mio modesto avviso, qualche spigolositá di meno e una manciata di note fruttate in più – magari di uva surmatura – avrebbero innalzato l’asticella valutativa fino alla fascia superiore. [comprato c/o Enoteca Regionale dell’EmiliaRomagna – Dozza].
Post Scriptum: se non siete mai stati a Dozza, fate un salto in questo magico scorcio di Romagna; è un “borgo d’altri tempi”, che titilla la mente e fa da prologo al momento di-vino dell’ingresso nella Rocca Sforzesca🍷. Un momento da “bere” con moderazione…🤪
Post Scriptum bis: da lodare la completezza informativa della controetichetta, con quel “integralmente prodotto e imbottigliato” che fa da contraltare (premiato: +1 pt.) ad un’etichetta front davvero bruttina…🤫
etichetta 9,37 | colore 9,02 | profumo 8,24 | densità 8,13 | persistenza 8,53 | tipicità 9 | struttura 8,52 | discesa in gola 8,54 | retrogusto 8,65 | ribevibilità 9,12 | prezzo 9,30 | piacevolezza globale 8,45
Come mi piace l’assaggio emotional di oggi😍! Siamo in Romagna, in uno splendido vigneto sito a Predappio, [guarda qui la FATTORIA NICOLUCCI] dove Alessandro – erede della storica famiglia di viticoltori Nicolucci – realizza un un Sangiovese Superiore Romagna DOC davvero gustoso. Nel calice, il Tre Rocche 2019 – cru dall’etichetta molto evocativa – si presenta rubino profondo e polveroso, in perfetta coerenza con la scritta in controetichetta “vino non filtrato”. Al naso, bei profumi di ciliegie🍒 sotto spirito, more e una nota di cuoio. Attacco in bocca ricco, succoso, fruttato; quindi, un sorso di bella scorrevolezza, contraddistinto da un tannino vivace e un finale lievemente astringente. Siamo davanti ad un rosso romagnolo di schietta tipicitá, decisamente STRABUONO💘 e vicinissimo alla fascia di valutazione superiore. Perfect match > tagliere di salumi e squacquerone😋. [comprato su CALLMEWINE a questo prezzo]
etichetta 9,06 | colore 8,85 | profumo 8,87 | densità 8,86 | persistenza 8,62 | tipicità 9,04 | struttura 8,67 | discesa in gola 8,56 | retrogusto 7,66 | ribevibilità 9,04 | prezzo 9,25 | piacevolezza globale 8,40
Con la primavera che ancora gioca a nascondino, ci ritroviamo in un freddo inizio del mese di Aprile che – ce lo auguriamo tutti – non vediamo l’ora volga verso temperature miti. Nell’attesa, beviamoci su😁! Come inizio, puó andar bene una Falanghina del Sannio? Nel caso non piaccia il genere, ci viene in aiuto un bollicine rosso: Lambrusco modenese e passa la paura! No bolle? Ok, scendiamo in Romagna e stappiamo 2 tipici Sangiovese che accontentino anche i palati più esigenti. O, in alternativa, 2 rossi 🔝 di Toscana: un Nobile di Montepulciano e un Chianti Rufina. Rosso di riserva: un Primitivo di Gioia del Colle. Poi chiusura dolce, in grande stile: prima un Moscato d’Asti con passaggio in anfora🏺, poi un Torcolato “del buon ricordo”🤩 del mese di Aprile su Emotional Wines. È o non è un altro mese da slurp😋?
Cleto Chiarli: il lambrusco, dal 1860. Senza alcun timore reverenziale verso una cantina specializzata nel vino rosso frizzante più famoso nel mondo🌏, mi appresto ad assaggiare Pruno Nero, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP: rosso scuro, all’aspetto – in linea con il nome che porta – e timido al naso, con profumi di mora e prugna appena accennati. Attacco in bocca all’opposto: vinositá suadente e travolgente, per un sorso materico, polposo e di spettacolare piacevolezza di beva, su uno sfondo “nero”🖤 accattivante e lievemente abboccato di prugne cotte e marmellata di more. Chiusura elegante, contraddistinta da un retrogusto coerente con la beva e davvero convincente. Riepilogando, il Pruno Nero di Cleto Chiarli è un Lambrusco CAPOLAVORO🏆, che lo posiziona tra i migliori della categoria. Con un’unica controindicazione: il pericolosissimo parametro della RiBevibilitá. Che puó sfociare in ciucche🤪 inenarrabili (hic!)😜.
Post Scriptum: fare bene attenzione! Esistono 2 versioni di Pruno Nero: la DOP Grasparossa di Castelvetro in purezza – abboccata – e quella più secca, spumantizzata Dry, blend di uve grasparossa e salamino. La versione “a morbida spremitura con macerazione 10°-12° C e fermentazione in purezza a bassa temperatura su mosto decantato con lieviti selezionati” assaggiata oggi, la preferisco alla versione dry assaggiata qualche annetto fa e della quale urge un nuovo assaggio a breve…
etichetta 8,39 | colore 9,37 | profumo 7,98 | densità 8,91 | persistenza 8,51 | tipicità 10 | struttura 8,27 | discesa in gola 9,52 | retrogusto 9,84 | ribevibilità 10 | prezzo 10 | piacevolezza globale 9,25
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